giovedì 31 dicembre 2009

Lenticchie portafortuna

Calmerebbero la collera ma anche gli "ardori" erotici... in ogni caso a Capodanno non possono mancare, sono di buon auspicio e tanto basta!
Come diceva mia nonna: "se volete la fortuna dovete aprirle la porta di casa"!
Quindi sbrigatevi, fate ancora in tempo: preparate una bella pentola di lenticchie e soprattutto... mangiatene in abbondanza!!! :D




Lenticchie "Ammodomio"

Ingredienti:

  • 500 gr di Lenticchie
  • 1 spicchio di aglio
  • 3-4 pomodorini
  • un gambo di sedano
  • Olio extra vergine d'oliva pugliese
  • sale ed acqua q.b.
Metto le lenticchie in un tegame coperte di acqua fredda, porto a bollore, scolo e metto di nuovo acqua fredda. Quando le lenticchie riprendono il bollore, aggiungo l'olio, il sale, lo spicchio di aglio "vestito" e bucherellato, i pomodorini, il sedano e porto a cottura, generalmente sono necessari circa venti minuti. Se vi piace, potete aggiungere un pochino di "olio santo", cioè l'olio in cui si è fatto macerare il peperoncino piccante.

Per chiudere l'anno in bellezza, vi lascio un ragalo:
le migliori ricette del 2009 raccolte da Paoletta!

Le migliori ricette del 2009




Buon 2010 a tutti!


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martedì 29 dicembre 2009

Equilibrio in bianco e nero

Non mi piace fare bilanci...

Generalmente a fine anno ci si sofferma sugli eventi salienti dell'anno appena trascorso per tracciarne in sintesi un bilancio, lasciandosi alle spalle tutto ciò che non va, tenendo invece ciò che di positivo si è riusciti a realizzare. La logica conseguenza è un'enunciazione di buoni propositi, come se allo scoccare della mezzanotte del 31 Dicembre - data che indica solo per convenzione la fine di un ciclo - una qualche energia ci possa realmente spingere ad un cambiamento radicale.
In realtà, a ben guardare, nel positivo e nel negativo coesistono le due facce di una stessa medaglia, che riconducono ad un armonioso equilibrio, come il bianco ed il nero, come questi biscotti...

Ma questa è un'altra storia, ve la racconterò presto!





P.S. Ritiro con grande piacere da Alessandra, del blog Con amore per amore, questo premio e lo lascio a disposizione delle prime 10 persone che passeranno di qua, con l'avvertenza che dovranno citare a loro volta questa frase, di cui ingnoro assolutamente il significato:


enhum olhar è mais puro do que uma criança




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giovedì 24 dicembre 2009

Una fetta di Panettone "Ammodomio"

Posso offrire? No, non l'ho fatto io, un buon Panettone non si improvvisa, richiede una preparazione lunga e laboriosa... non si può fare "ammodomio"! Ahahahahah...

In compenso, ho ugualmente "lavorato" per voi: vi ho scovato in rete la ricetta migliore!;))





Quindi, se siete di quelli che vogliono lanciarsi in questa impresa entusiasmante, non dovrete fare altro che cliccare Qui e... seguire passo passo tutte le "dritte" della mitica Paoletta: un nome, una garanzia! Eheheheh...

Buon Natale a tutti!!!




P.S. : Questa è la ricetta di cui vi ho già parlato in radio!

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lunedì 21 dicembre 2009

Un antipasto facile, facile

- Mi dai un'idea per qualche antipastino facile e veloce ?" -
Ecco che puntualissima arriva la telefonata di Grazia, una cara amica che ogni anno mi fa gli auguri di Natale, in cambio di idee e ricette...
Quest'anno la prevengo - così non mi fa perdere un sacco di tempo - le dico di leggersi questo post, di dare un'occhiata pure ad Un filo d'erba cipollina ed alla Melagranata, 2 blog che hanno proposto idee "adatte alla bisogna", ai quali ormai mi sono affezionata quasi fossimo parenti. :D
Se Grazia avrà il coraggio di dirmi che non c'è niente che le piace, giuro che stavolta la strozzo col filo del telefono, ihihihihihihih...
La mia è una proposta facile, facile:
Sablé salati con ricottine alle erbe aromatiche


La ricotta (che in realtà è una cagliata) è quella fatta con la ricetta che ho già pubblicato Qui.
Naturalmente non è indispensabile farsela in casa, basta comprare una buona ricotta ed aromatizzarla con erbette diverse, aggiungere qualche spezia - volendo anche dei gherigli di noci appena tostati e spezzettati oppure mandorle o nocciole tritate grossolanamente - compattare bene il tutto con un cucchiaino, usando come formine alcuni bicchierini di plastica piccoli.
Dopo averli lasciati in frigo per una notte, tagliando in più punti i bicchierini, si riuscirà facilmente a sformare le "ricottine" sui sablè salati... un gioco da ragazzi, insomma! Ahahahah...



A questo punto vi starete chiedendo con quale ricetta "stellata"abbia preparato i biscottini sablé...

Sono la cosa più semplice del mondo, veramente una fesseria!
Provate a farli a occhio come ho fatto io, non c'è proprio bisogno di dosi, credete a me!
Comunque, eccovi le mie - grossomodo - ché bene, bene, non me le ricordo più!!!! Ahahahahah...
Ingredienti:
  • 300 gr di farina setacciata (circa)
  • 4-5 cucchiai di parmigiano grattugiato
  • 2-3 cucchiai di olio extra vergine
  • sale q.b.
  • acqua fredda q. b.
  • pepe, paprika, peperoncino ( facoltativi)
Procedimento:
Dopo aver amalgamato tutti gli ingredienti e lavorato un pochino per ottenere un'impasto liscio ed omogeneo, ne ho ricavato un "salsicciotto" che ho avvolto nella pellicola e messo in frigo. Dopo un'oretta circa di riposo, ho tagliato delle fette non troppo spesse di impasto, le ho appiattite col palmo della mano e con un copapasta dentellato (quello per i ravioli) ho formato i biscottini. Li ho bucherellati (la pasta in cottura si gonfia un pochino) e li ho infornati a 200° per 10-15 minuti. Dai ritagli, con lo stesso sistema, ho formato dei mini biscottini che mi sono serviti per decorare.
P.S. : Grazia perdonami, lo sai che mi piace scherzare... la tua telefonata è sempre un piacere irrinunciabile per me. Tu sai perfettamente quanto e perché ti voglio un mondo di bene, ormai da più di 30 anni!!! Ahahahahahah...

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venerdì 18 dicembre 2009

Festa privata in ... cucina

Oggi è un giorno speciale, per cui non mi dilungo in chiacchiere, sennò mi commuovo...
Faccio gli auguri "ammodomio" alla mia fotografa che compie gli anni e ad Irene, neonata foodblogghettara, figlia di questa giovane donna, bella, ironica ed eccellente cuoca... chevelodicoaffà?!




Sui figli

E una donna che reggeva un bambino al seno disse:
Parlaci dei Figli.

E lui disse:
I vostri figli non sono figli vostri.
Sono figli e figlie della sete che la vita ha di sè stessa.
Essi vengono attraverso di voi, ma non da voi,
E benché vivano con voi non vi appartengono.

Potete donare loro amore ma non i vostri pensieri:
Essi hanno i loro pensieri.
Potete offrire rifugio ai loro corpi ma non alle loro anime:
Esse abitano la casa del domani,
Che non vi sarà concesso visitare neppure in sogno.
Potete tentare di essere simili a loro,
Ma non farvi simili a voi:
La vita procede e non s'attarda sul passato.

Voi siete gli archi da cui i figli, come frecce vive, sono scoccate in avanti.
L'arciere vede il bersaglio sul sentiero dell'infinito,
E vi tende con forza affinché le sue frecce vadano rapide e lontane.
Affidatevi con gioia alla mano dell'arciere;
Poiché come ama il volo della freccia così ama la fermezza dell'arco.

Kahlil Gibran


P.S: La meravigliosa foto è di Vladimir BAZAN (belarus)

giovedì 17 dicembre 2009

Semplici decorazioni ovvero decorazioni semplicissime

Eccomi...
Prima di tutto devo ringraziare lei per avermi concesso l'uso delle sue splendide foto e se per caso non conosceste ancora il suo blog non abbiate indugi, andate a trovarla subito, oltre ad essere una persona meravigliosa, è un'espertissima cuoca!!!


Allora, vengo alle decorazioni dell'Arrosto agli agrumi di cui vi ho postato la ricetta stamattina.
Quelli che noi al sud, prevalentemente in Puglia e Basilicata, chiamiamo Lampascioni, altro non sono che cipollacci selvati, i c.d. Muscari. Pare che si trovino dovunque, ma che siano conosciuti con nomi differenti. Per saperne di più leggete QUI!



Per farli fritti, così come li ho presentati insieme all'arrosto, basta solo pulirli bene - mettetevi i guanti, mi raccomando - e dargli un taglio a croce sulla sommità, invece che alla base come si fa di solito.



Insomma, guardate la foto e fate al contrario, praticate cioè un taglio profondo fino a circa 1/3 dell'altezza, partendo dalla testa del Lampascione. Ahahahahahah...

Quindi, dopo averli opportunamente lavati, asciugateli bene e friggeteli in olio profondo caldo. Si apriranno come piccole rose i cui "petali" saranno croccanti, dorati.... salateli bene e gustateveli! Non c'è neppure bisogno di tenerli precedentemente a bagno per ore, rilasceranno l'amaro in eccesso direttamente nell'olio caldo. Tutto qui!




Per le Stelline glassate, che potete tranquillamente preparare in anticipo, date un bollo per 3 volte alle bucce d'arancia (non trattate), cambiando l'acqua ogni volta. Ritagliate le stelline con l'apposito stampino e tuffatele per pochissimi minuti in uno sciroppo bollente, non troppo denso , fatto con acqua e zucchero. Scolatele col mestolo forato e lasciatele asciugare all'aria.
Più semplice così...

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Arrosto agli agrumi "conciato per le feste"

Volete un'idea semplice semplice che si cucini quasi da sé, per il pranzo di Natale? Provate a fare un arrosto col profumo dei agrumi, il sapore della cipolla rossa insieme ad un corposo vino rosso e vi accorgerete che questi ingredienti daranno "carattere" a qualunque tipo carne.
Se lo accompagnate con semplicissimi Lampascioni fritti e stelline d'arancia glassate, l'arrosto ... sarà conciato per le feste!!! Eheheheheheheh...
Siccome io ho usato ingradienti tipici della mia terra, l'ho chiamato:


Arrosto agli agrumi in salsa pugliese








Ingredienti:

  • 800-1000 g. circa di vitello
  • ½ litro abbondante di vino rosso Primitivo di Manduria
  • 2 arance Navel e 2 mandarini di Palagiano
  • 2 cipolle rosse di Acquaviva
  • 4 cucchiai colmi di olio extra vergine d'oliva pugliese
  • sale grosso q.b.
  • 1 cucchiaino di fecola di patate
  • una noce di burro

Procedimento:


Ho messo a marinare per 12 ore la carne con il vino rosso, una cipolla tagliata grossolanamente, il succo di un'arancia e di un mandarino, il sale grosso, 2 cucchiai di olio. Trascorso il tempo necessario, ho messo la carne in un largo tegame ovale con 2 cucchiai di olio, ho aggiunto il vino e gli altri ingredienti della marinata, l'arancia ed il mandarino pelati a vivo, che avevo lasciato da parte, l'altra cipolla ed ho infornato a 250°C, coprendo con il coperchio. Dopo circa mezz'ora ho tolto il coperchio ed ho lasciato rosolare la carne, girandola di tanto in tanto. A fine cottura, ho avvolto l'arrosto in carta d'alluminio, ho passato con il passa verdure (non col mixer) il fondo di cottura con tutti gli ingredienti e l'ho messo ad addensaresul fuoco leggermente con una noce di burro ed un cucchiaino raso di fecola di patate.


Dei Lampascioni fritti e delle Stelline glassate vi dico dopo... tanto sono proprio semplicissimi!!!

Scusate la fretta, a più tardi...

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martedì 15 dicembre 2009

Sannacchiuder, Telethon & rock and roll

Metto le mani avanti e ve lo dico subito... la foto è "quasi" vergognosa - appena ne avrò una migliore la sostituirò - purtroppo mi sono dovuta arrangiare da sola col telefonino: la mia fotografa era impegnata per una causa nobilissima!
Beh sì, ha partecipato alla lunga maratona di Telethon con lo staff di Controradio, che- come ogni anno da 10 anni a questa parte - ha organizzato il Controfestival, un appuntamento imperdibile per tutti i musicisti pugliesi!
Ecco com'erano i ragazzi dello staff dopo ore e ore di diretta radiofonica: occhiaie da panda e sorriso luminoso;stanchi ma felici!!! Eheheheheh...


La ricetta è un imperdibile must di casa mia: può cascare il mondo ma i Sannacchiuder a Natale non possono mancare!

Ricetta antica e tradizionalissima, parente povera della notissima napoletana, di cui vanta le stesse origini...
Struffoli, Sannacchiuder e Porcedduzzi
leccesi, sono proprio parenti stretti !!!
Non mi perdo in chiacchiere - come tutti voi - ho un sacco di cose da fare...
Vi lascio la ricetta della mia famiglia e precisamente di zia Rachele (donna meravigliosa e cuoca straordinaria, chevelodicoaffà?!).


Sannacchiuder

 

Ingredienti:

  • 1 Kg. di farina 00
  • 100 gr. di zucchero
  • 200 gr. di olio extra vergine di oliva pugliese
  • un bicchierino di anice
  • un bicchierino di rum bianco
  • vino bianco q.b.
  • un pizzico di sale, di cannella, un chiodo di garofano
  • 1 Kg. di miele
  • bucce di mandarini e arance
  • olio per friggere
  • codette colorate

Procedimento:

Far scaldare l’olio facendolo sfumare con le bucce di arance e mandarini, quindi togliere le bucce e far raffreddare. Impastare sulla spinatoia la farina con lo zucchero, il sale, la cannella , il chiodo di garofano, i liquori, l’olio tiepido e vino bianco quanto basta per ottenere un impasto elastico come quello per le orecchiette. Procedere come per fare una specie di gnocchetti della grandezza di una mandor
la sgusciata, passandoli sulla grattugia. Friggere i pezzetti di pasta in abbondante olio extra vergine, farli sgocciolare dall'olio in eccesso su carta da cucina. Scaldare il miele in un tegame capiente, calarvi poco per volta i Sannacchiuder per qualche minuto, scolarli con il mestolo forato e deporli nei piatti da portata. Aggiungere il miele caldo rimasto e decorare con le codette colorate.
Seppur "scappando e fuggendo"...anche quest’anno la tradizione è stata rispetta!



P.S. : Ragazzi, questa è la ricetta di cui vi ho parlato in radio!


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sabato 12 dicembre 2009

Quest'anno per Natale sobrietà e "buon gusto"!

... e siamo quasi arrivati a Natale, domani è già Santa Lucia! A che punto siete con i regali da mettere sotto l'Albero?
Per chi ha la fortuna di abitare a Milano e sta cercando il regalo giusto, faccia un salto da Guia a nome mio... per tutti gli altri c'è mastercard! Ahahahah...
Mica davvero vorrete spendere una fortuna in regali e regalini inutili, che puntualmente verranno nascosti negli angoletti più remoti delle case dei vostri amici???
Seguite il mio consiglio, regalate cose buone da mangiare: il "buon gusto" non passa mai di moda!!!

Allora, se non abitate a Milano o in zone limitrofe, rimboccatevi le maniche - nel senso stretto del termine - e mettetevi all'opera, perchè lei - e chi altri sennò - ha già raccolto QUI un mare di idee deliziose - home made - già testate con successo ed altre ancora se ne vanno aggiungendo... c'è solo l'imbarazzo della scelta! Eheheheheh...
Buon lavoro!!!

p.s. : La mia amica Guia, la trovate da Vom Fass, in via Cuoneo 5, a Milano

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venerdì 11 dicembre 2009

Salmone e caviale per un Muffin "strafigo"

Vi piacciono i Muffins quanto piacciono a me? Allora, provate questo Muffin "strafigo" che ho inventato l'anno scorso, giusto in questo periodo...
E' un impasto salato facile, facile, che si presta benissimo ad un sacco di variazioni sul tema, però col salmone e caviale rosso (vabbé, uova di lompo rosse) è proprio"di più"!


Provate a fare questi Muffins, serviteli caldi insieme ad una flute di bollicine di quelle "come si deve" e poi non venitemi a dire che non vi ho fatto fare una gran bella figura, con pochissima fatica ed una spesa moooooooooolto contenuta!!! Eheheheh...mi sento tanto Petronilla! :)))

Muffins salmone e caviale "Ammodomio"

Igredienti per 8 Muffins:

  • 15-16 cucchiai colmi di farina 00
  • 50 gr di burro
  • 4 cucchiai di olio e.v.o.
  • 1 bicchiere di latte (colmo)
  • 1 uovo
  • 3-4 fette di salmone affumicato oppure l'equivalente a cubetti
  • 4 cucchiaini di uova di lompo rosse
  • 1/2 bustina di lievito istantaneo per torte salate
  • 1 cucchiaino di sale
  • 1/2 di zucchero
  • pepe q.b.

Il procedimento:

In una ciotola mescolate gli ingredienti secchi, la farina setacciata con il lievito e lo zucchero.
A parte scaldate il latte con il burro, sbattete appena l'uovo con il sale e quando il latte sarà tiepido, unite l'uovo e l'olio.
A questo punto versate gli ingredienti liquidi nella ciotola e mescolate con un cucchiaio da tavola, quel tanto che basta ad amalgamare il tutto. Aggiungete adesso i cubetti di salmone e le uova di lompo, girate ancora un pochino col cucchiaio e l'impasto è fatto.
Foderate lo stampo da muffins con i pirottini di carta, mettetevi dentro il composto usando un cucchiaio bagnato - l'impasto è colloso, non scivola facilmente - infine spolverate con un po' di pepe macinato al momennto.
Infornate a 180°-190° in forno già caldo per circa 25 minuti.
Si possono preparare in anticipo e congelare, ma vanno assolutamente serviti caldi.
P.S. La foto delle "bollicine della vedova" l'ho presa dal web... non mi ricordo più da dove! Mi perdonate?

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lunedì 7 dicembre 2009

Meringhe in controtendenza

Il giorno di S. Nicola per tradizione, si dovrebbe adobbare la casa per le feste natalizie...
Come sempre in controtendenza, io comincio dai dolci che non possono mancare sulla mia tavola di Natale e l'Albero.... lo faccio quasi alla Vigilia! Ahahahahah...
Se proprio ve la devo dire tutta, pur preparandone in quantità, tra i dolci che regalo e quelli che "assaggiamo"- solo per vedere come sono venuti, s'intende - di superstiti per le festività se ne salvano ne ben pochi!



E
 quindi ho cominciato già dalla settimana scorsa a preparar meringhe, ma le mie Meringhe natalizie sono quelle con la glassa al cioccolato, sennò che Natale è ?
La ricetta, l'ho modificata non so più quante volte, alla ricerca della "Meringa perfetta", adesso guai a chi me la tocca, posso mettere la mano sul fuoco che la mia è la migliore in assoluto! Eheheheheh...
Ci sono arrivata partendo da una ricette trovata sulle buste dello zucchero a velo della Paneangeli e via, via l'ho modificata fino ad arrivare a detta di Fabiola - un'amica di CI - allo stesso identico procedimento (grosso modo anche per le proporzioni) di quel sant'uomo di Santin - e potrei giurarlo sulla testa dell'anima candida della mia fotografa - senza aver mai letto un suo libro, nè averlo mai visto in TV! Ihihihihihih...







Altro apporto fondamentale al mio esperimento finale è stato quello di Dario Bressanini, una specie di "scienziato in cucina", un vero mito !!!
Che cosa vado a scoprire leggendo il suo blog? Che mettere il canonico pizzico di sale negli albumi per aiutarli a montare facilmente, è una falsa credenza! Che sì è vero, il sale in una prima fase aiuta effettivamente la formazione della schiuma, ma il composto che ne risulta non è stabile, inoltre il sale dopo un po' gli fa rilasciare acqua.
In parole poverissime: la meringa con l'aggiunta di sale si "smoscia", non rimane bella soda come dovrebbe!!!

Vabbè chevelodicoaffà.... se volete la spiegazione scientifica è meglio che ve l'andiate a leggere Qui da lui...
Ah, dimenticavo, su consiglio di un altro mito della pasticceria "blogghettara" - se lo dice lei mi fido ad occhi chiusi - la glassa che ho usato stavolta è quella già pronta della Paneangeli !




Meringhe "ammodomio"



Ingredienti:
  • 125 gr di zucchero a velo ( una busta)
  • 8 cucchiai circa di zucchero semolato Zefiro
  • 3 albumi d'uovo di grandezza media
  • 1 cucchiaino di Frumina
  • qualche goccia di succo di limone
Per la copertura
  • 1 busta di glassa al cacao già pronta Paneangeli
Procedimento:
Con lo sbattitore elettrico monto gli albumi insieme allo zucchero Zefiro e qualche goccia di succo di limone, finché non ne risulta un composto molto sodo, liscio e lucido. A questo punto a mano, con un movimento dal basso verso l'alto e delicatamente, mescolo lo zucchero a velo e la frumina, poco alla volta, setacciandoli con un colino a maglie strette.
"Sporco" con un pochino di composto i 4 angoli della placca, la ricopro di carta forno e ci metto sù la meringa a cucchiaiate oppure usando una spatola da pasticceria (in genere preferisco non usare la sac a poche per non sprecarne neppure un grammo ed averle "lisce," come quelle che mangiavo da bambina) infine, metto in forno caldo ventilato ad 80°, per circa un'ora, trascorsa la quale, lascio le meringhe in forno spento per tutta la notte.
Il giorno dopo le immergo per metà nella glassa al cioccolato e le lascio asciugare all'aria su un vassoio ricoperto di carta d'alluminio.


P.S. Se il forno non è ventilato consiglio la "cottura a cielo aperto", lasciando cioè uno spiraglio aperto tra il forno e lo sportello, con un cucchiaio di legno messo a contrasto. Oppure si può usare il vecchio sistema della "nonna" Tetta (mia suocera): sfruttare il forno caldo già utilizzato in precedenza per altre preparazioni, lasciando le meringhe a forno SPENTO per tutto il tempo necessario all'asciugatura.
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giovedì 3 dicembre 2009

Bombardamento di Adrianopoli

"Marinetti, temporale patriottico"
(Fortunato Depero)

Vi avevo già raccontato di aver copiato la versione di Greco agli esami di Maturità, non vi avevo però detto da chi... Beh, lui - il compagno di scuola bravissimo ma non secchione - è Giuseppe Mazzarino (Pippo per gli amici) capo-redattore della pagina culturale della Gazzetta del Mezzogiorno, autore di "FuturPuglia" ( edizioni Nemapress, 2009), il suo ultimo interessantissimo libro sul movimento futurista nella nostra regione.




Che c'entra Pippo con la cucina e le ricette?
E' grazie a lui-cultore della buona tavola, oltre che di storia della cucina - che ho scoperto il Manifesto della Cucina Futurista di Filippo Tommaso Marinetti e me ne sono innamorata all'istante!

Sicuramente lo conoscerete già, avrete letto le regole per un pranzo perfetto ed una sana alimentazione. Le ricette sono divertentissime, niente di assurdo in realtà, ma presentate con un linguaggio molto particolare, che oserei definire quasi "goliardico".
Bene, siccome oggi mi sento a tutti gli effetti una cuoca neo-futurista, vi propongo la ricetta che mi piacerebbe realizzare. Per il momento gustatevela in anteprima in questo delizioso video.

Buon divertimento!!!

Bombardamento di Adrianopoli di Pascà D'angelo




Se per caso vi state domandando il motivo di questa scelta, ve lo spiego subito: pur essendo una convinta pacifista, avrei qualche sito - anzi, sarebbe meglio dire forum - da bombardare...

A palle di riso s'intende, niente di più, al massimo condite da qualche sonoro pernacchio all'indirizzo dei falsi cuochi, fasulli sia in cucina, che nella vita !!!!! Ahahahahahahah....


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sabato 28 novembre 2009

Non è la solita Zuppa (inglese)

Scusatemi moltissimo se non sono stata puntuale, me lo perdonate un piccolo ritardo, vero?
Spero di sì, anche perché la ricetta che vi propongo è una vera chicca!
Non è la solita Zuppa Inglese ...
Infatti, Paola Lazzari utilizza un procedimento particolare per ottenere una crema pasticcera ed una chantilly morbida e setosa. Leggetela attentamente, eseguite tutti i passaggi, provatela e vi assicuro che non ve ne pentirete!!!!! Domani la preparo anch'io...
Grazie Paola, semplicemente grazie, per la tua grande generosità,
Ornella
La Zuppa inglese

Non è certo un dessert della sola Maremma, ma in questa terra sicuramente non manca mai quando c'è da far festa: è il classico dolce che conclude il pranzo della domenica. E se si va al mare, si porta in spiaggia!
INGREDIENTI NECESSARI
Per la crema
3 tuorli
3 cucchiai di amido di mais
6 cucchiai di zucchero
450 ml di latte
vaniglia
Per finire
350 ml di panna fresca
Pan di Spagna o Savoiardi, o Pasta Matta (vedi ricetta pag. 56-57)
Bagna al rum ed alkermes
PREPARAZIONE
Per prima cosa preparare la crema pasticciera. Scaldare il latte, meno 50ml, con 3 cucchiai di zucchero e la vaniglia ed intantosbattere i tuorli con i restanti 3 cucchiai di zucchero, senza motarli. Unire la Maizena e stemperare tutto con i 50ml di latte FREDDO tenuti da parte. Non appena il latte bolle, versarvi questo composto, avendo l’accortezza di mescolare vigorosamente. Dopo pochi secondi la crema sarà pronta, soffice e densa. Farla bollire appena e toglierla dal fuoco, cercandola di freddare subito su ghiaccio, coperta con pellicola a contatto.
Freddare la crema in frigo e tenerla alla tenperatura di 3°-4°C. al massimo. Porre per 20 minuti la panna nel congelatore. Nella ciotola della planetaria versare la crema fredda ed iniziare a montare; mentre la macchina è in movimento unire la panna freddissima. Lasciare montare tutto fino ad ottenere una crema soffice, vellutata. Montando insieme panna e crema si ottiene una crema chantilly molto più fine e vellutata di quella ottenibile unendo la panna montata alla crema. Unica condizione e che entrambe, panna e crema, siano freddissime.
Per confezionare il dolce preparare dei dadini di Pan di Spagna o di savoiardo ed inzupparli con una bagna al rum e alchermes. In una ciotola di vetro fare degli strati alternati di dadini inzuppati e crema chantilly. Terminare con la crema su cui sopra si sbriciola poco pan di Spagna, colorato appena dalla bagna. Volendo si possono realizzare dei bicchierini mono porzione, molto più pratici ed eleganti da servire. Se si preferisce, si possono rifinire i bicchierini con un bel ciuffo di panna montata.
Una variante per chi non ama i liquori è quella di sostituire il Pan di Spagna con della pasta sfoglia o delle sfogliatine glassate già pronte. Si sbriciolano in pezzetti e si alternano alla crema. Si finisce con le scagliette di sfoglia spolverizzate di zucchero a velo. Sono buonissime entrambe le versioni!!
Paola Lazzari tratto da :"Dolci (e) storie di Maremma"

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giovedì 26 novembre 2009

Un'opera d'arte per "conservare" il cibo

Come vi avevo preannunciato, vi posto una divertente e delicata storia, tratta dal libro di Paola Lazzari: Dolci(e) storie di Maremma. Per chi non l'avesse già fatto, può vederene l'anteprima cliccando sull'immagine della copertina che si trova in alto a sinistra.
Oggi, l'origine del nome di questo splendido dipinto, domani -se avrete la pazienza di aspettare - pubblicherò la bella ricetta che Paola ha affincato a questa storia!
Buona serata a tutti ed appuntamento a domani,
Ornella

LA MADONNA DELLA GATTAIOLA



Tanto tempo fa nella canonica della chiesa di S.Giorgio vivevano il Pievano ed il suo gatto. Essi formavano una coppia perfetta, dato che l'uno serviva all'altro. Il primo era amante della vita tranquilla e soprattutto dell'economia, per cui teneva ben custoditi i suoi beni in modo di non trovarsi in difficoltà nel futuro. Ovvio che tra i beni meglio custoditi c'erano quelli di tipo alimentare.....Nel solaio aveva stipato ogni ben di Dio: formaggi, salumi, frutta, olio, vino, grano.... Tutto quello che può far gola a qualsiasi buongustaio.

Il secondo, cioè il gatto, era il custode di tutto questo tesoro, poichè teneva alla larga dal solaio i famelici topi che in gran numero accorrevano attirati dal profumo di tutte quelle vivande. In effetti il gatto era un perfetto cacciatore e di topi non se ne vedeva nemmeno uno in quella soffitta stipata di cose buone. Chiaro che il gatto aveva libero accesso al locale grazie ad un foro sulla porta che, permetteva il suo andirivieni sia di giorno che di notte.
Tutto, quindi, procedeva alla perfezione nella canonica, dove il Pievano faceva sonni tranquilli, (e pasti sostanziosi) ed il gatto non doveva troppo faticare a cacciar topi. Un brutto giorno però la porta che impediva l'accesso al solaio, vecchia come il cucco, si spezzò ed al Pievano quasi prese un colpo. Era costretto a comperare una porta nuova e dunque a spendere del denaro, per poter continuare a tenere lontane da mani avide le sue provviste.
Un vero dramma!!! Ma l'amore per la buona tavola, più che per le cose belle, gli aguzzò l'ingegno e subito si ricordò di quella bella porta del tabernacolo che giaceva in sacrestia. Ormai il tabernacolo non c'era più, a che scopo quindi tenere inutilizzata quella vecchia anta? In effetti la tavola era finemente dipinta con un'immagine della Madonna, ma di questo il Pievano non si preoccupò minimamente, anzi, Lei, Madre misericordiosa, sarebbe venuta certamente in aiuto a lui che ogni giorno lavorava per la gloria del Figlio suo. Detto fatto, si montarono i cardini e la bella tavola dipinta divenne in un attimo la porta del solaio. Fu fatto un bel foro nella parte bassa in modo che il bravo gattino continuasse il suo lavoro e così tutto fu sistemato in gloria di Dio e della Madonna.

Ecco quindi spiegato quel foro che deturpa il dipinto ed il nome dato alla povera Madonna del ritratto.
Paola Lazzari

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