lunedì 28 febbraio 2011

Diamanti al cacao di Pierre Hermé

Essì, una cascata di Diamanti...
Tanti ne abbiamo provati e sbafati in questi giorni... Che sacrificio, eh?! :))))




Una cascata di Diamanti



Vi ricordate il giallo della ricetta scomparsa? ;)

Be', come 2 segugi, ragionandoci un po' sù, ci siamo messe alla caccia della ricetta dei Diamanti di Pierre Hermé (di cui fosse certa la fonte e la paternità, of course...) e manco a dirlo, abbiamo verificato che il proverbiale “Chi cerca trova” anche in questo caso si è dimostrato quanto mai azzecato!!!
La ricetta dei Diamanti alla vaniglia, salvata nei nostri archivi da tempo, l'aveva già realizzata lei e proprio partendo da questa ricetta abbiamo fatto qualche logica considerazione... Come mai Hermé nei Diamanti alla vaniglia usa metodo e tipo di farina diversi da quelli che userebbe - il condizionale è d'obbligo - nei cosidetti al cioccolato? E perché mai Hermé parlerebbe di Diamanti al cioccolato quando in realtà il cioccolato non c’è, ma è presente soltanto il cacao?

55 !

Continuando a spulciare nella food-blogosfera, ad un certo punto abbiamo scovato una gentile signora francese che nel suo blog riporta ricetta e foto dei  Diamanti al cacao del noto pasticciere d'Oltralpe...
Siamo così andate alla ricerca del testo da cui era stata tratta la ricetta, che attualmente esiste solo nell’edizione originale in francese, non essendo stata ancora tradotta in Italiano.
Secondo voi potevamo aspettare di avere il mitico libro tra le mani per metterci all'opera? Ci siamo rivolte al lei... Ed a chi sennò?
Possedendo l'edizione originale del “Larousse du Chocolat”, con la solerzia e la gentilezza che le sono consone, ci ha tradotto la ricetta dal francese, permettendoci di sperimentarla subito, quasi pedissequamente. Superfluo dire, che stavolta il risultato è stato eccellente!!!!
Allora, bando alle ciance, il giallo l'abbiamo risolto! :)))) 


Immagine tratta da qui

Considerateci pure tenaci o tignose ;)), pensatela un po' come vi pare :))) intanto noi ci siamo divertite un sacco e siamo felici di consegnarvi La Ricetta di Pierre Hermé, eseguita a 4 mani per voi e per noi! :))))


Diamants au cacao (da P. Hermé "Larousse du chocolat")


DSCF0339



Ingredienti:



385 g di farina
35 g di cacao in polvere
1 pizzico di cannella
1 pizzico di sale

285 g di burro morbido
125 g di zucchero al velo
1/4 di cucchiaino da caffè di estratto di vaniglia
1 tuorlo

zucchero cristallo





Rendere cremoso il burro morbido in planetaria. Aggiungere lo zucchero e la vaniglia e mescolare fino a rendere l'impasto omogeneo. Incorporare la farina setacciata con il cacao, la cannella ed il sale. Mescolare rapidamente e quindi formare due "palle" da conservare in frigo per 30 min. Con ogni palla, formare un cilindro di 4 cm di diametro.: per evitare di avere dei buchi al centro, appiattire la pasta con il palmo della mano, poi ripiegarla su sé stessa per formare un cilindro. Avvolgere ogni cilindro in pellicola e conservare in frigo per 2 h. Accendere il forno a 180°C., mescolare il tuorlo, tagliare il cilindro in dischi di 1.5 cm di spessore e velatelo di tuorlo. Posarli su un foglio di carta da forno velato di zucchero cristallo. Passare ancora per 2 volte nello zucchero cristallo cercando di farlo aderire. Mettere i biscotti in teglia distanziandoli. Infornare per 15-18 min., girando le teglie a metà cottura. Lasciarli poi raffreddare. (traduzione di Pinella Orgiana)

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Note personali


Personalmente non ho cambiato nulla alla ricetta se non la spennellatura finale di tuorlo... La pasta è morbida e lo zucchero aderisce perfettamente alla superficie dei biscottini anche senza l'aiuto del tuorlo. L'effetto forse sarà meno croccante, ma i Diamanti non ne risentiranno. Sono piacevolmente fondenti sin da subito dopo il raffreddamento e si conservano perfettamente in una scatola di latta. Il pizzico di cannella a mio avviso è una piccola raffinatezza: non si sente, ma toglie il sapore grasso del burro, esaltando il gusto del cacao.(Paola)

Il tocco "ammodomio" l'ho dato provando la spennellatura sia col tuorlo che con l'albume ed anche usando diversi tipi di zucchero (Semolato, Zefiro, Demerara). Devo dire che sono piacevolissime tutte le versioni, anche se preferisco quelli spennellati col tuorlo che rende più delicata la copertura di zucchero. In ogni caso, sia che si adoperi l'albume, sia che si usi il tuorlo, entrambi devono essere sbattuti precedentemente con la forchetta e, secondo me, andranno spennellati  sui Diamanti solo leggermente, senza esagerare, insomma. Ah dimenticavo un piccolo dettaglio... Inevitabilmente in cottura i Diamanti si allargano ed assumono quasi la forma a "tronco di cono". Ho adottato uno stratagemma per tenerli il più regolari possibile. Cioé, dopo aver dato il taglio, li ho messi sulla placca a testa in giù, lasciando la parte più piccola sotto. Spero di essermi spiegata...(Ornella)
E visto che ci trovavamo con le mani in pasta, abbiamo provato anche i Diamanti alla vaniglia che Hermè realizza con lo stesso metodo del burro montato. 
Chi vuole, può seguire lei oppure la stessa ricetta, ma in lingua originale, che può trovare qui.
Si noti che nella versione in francese Hermé riporta il tipo di farina da utilizzare, (Type 45) che corrisponde alla nostra farina tipo "00", con un valore proteico inferiore a 9.
Per concludere, riteniamo concordemente che, con pochi e semplici ingredienti, Hermé abbia creato dei biscottini preziosi... insomma, dei veri diamanti! :D
Sperando di essere state esaurienti, vi auguriamo buon inizio settimana,

 Ornella e Paola


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venerdì 25 febbraio 2011

Supplì al telefono di Paoletta

Concludiamo in bellezza la settimana del "fritto" cominciata con i Panzerotti e proseguita con le Castagnole...

I Supplì di Paoletta 1

La verità è che non facciamo una programmazione seria per il blog: noi andiamo "a braccio"!:DDD
Essì lo sapete, ci piace proporvi quello che realmente cuciniamo e portiamo in tavola durante la settimana, sempre che si riesca a fotografare prima che venga sbafato!  
Ci perdonate se ci piace essere e rimanere foodblogger "anomale"? :))
Non vi nascondo che immortalare i Supplì di Paoletta è stata una vera impresa... 
Ho provato anche a farvi vedere che all'interno filavano, ma - credetemi sulla parola - non è affatto facile, specie se in agguato ci sono mani pronte a rubare dal piatto il Supplì appena aperto (chi deve intendere, intenda). ;))

Supplì Interno


Sono certa che appena li avrete provati raddoppierete o triplicherete le dosi: sono irresistibili!!!
La  ricetta, illustrata con dovizia di particolari e con le splendide foto la trovate Quiper parte mia, aggiungerò solo qualche piccolo dettaglio al procedimento, che peraltro ho trovato fantastico, semplice e di riuscita assicurata, a patto che si esegua quasi pedissequamente.
 Uniche differenze: ho usato 4 mestoli di sugo che mi era avanzato da uno "Spezzatino" ed ho fritto i Supplì in olio extravergine d'oliva.

Supplì al telefono di Paoletta



Ingredienti:
4 mestoli di sugo (di Spezzatino)
6 pugni di riso 
1 mozzarella
pan grattato q.b.
1 uovo (medio cat.A) 
1 uovo per l'impasto (medio cat.A)
1 noce di burro
50 gr di parmigiano
olio extravergine per friggere


 Mettere in una pentola 4 mestoli di sugo, diluirli  con 2 mestoli di acqua, regolare di sale e portare a bollore. 
Non appena bolle, versare 6 pugni di riso e portare a cottura completa, mescolando di tanto in tanto e badando che il riso non si attacchi al fondo della pentola. Il sugo si asciugherà e verrà denso come un risotto. Due minuti prima di spegnere aggiungere la noce di burro e il parmigiano e mescolare bene;rovesciare in una ciotola capace e far raffreddare.
Quando il riso sarà ben freddo, aggiungere l'uovo sbattuto e mescolare amalgamando bene.
A questo punto prendete una mezza manciata di riso, compattatela bene tra le mani, dandole la forma di una polpetta allungata e procedete fino ad esaurimento del composto. Contate i Supplì e tagliate tanti pezzetti di mozzarella che siano lunghi quanto la metà circa di un Supplì. Mettete nel palmo della mano sinistra una "polpettina", col dito indice  della mano destra allargate al centro, inserite il pezzetto di mozzarella e richiudete, facendo una lieve pressione chiudendo la mano. Una volta farciti tutti i Supplì, lasciateli riposare almeno per una quindicina di minuti, poi passateli nell'uovo sbattutto prima e nel pangrattato dopo. Friggetene pochi per volta in olio profondo caldo ma non fumante (deve appena sfrigolare)rigirandoli delicatamente con un cucchiaio.Scolateli su carta assorbente eservite subito.

 Buon fine settimana,
 Ornella
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martedì 22 febbraio 2011

Castagnole un po' diverse, ma buonissime....

Chi era insieme a me sul Forum di C.I. le conosce bene, ma oggi a casa le ho rifatte, dopo forse un paio di anni e non posso non metterle qui..... Ricetta vecchia da molti sperimentata, però veloce, facile e buona. Se vi piace friggere, queste castagnole sono proprio quello che ci vuole, perché con il minimo sforzo si ottiene il massimo del risultato e visto che siamo a Carnevale torneranno utili per una festicciola dove, ve lo assicuro, andranno a ruba. Senza altre chiacchiere andiamo a vedere cosa occorre e come procedere.

Castagnole morbide


Castagnole



500 g di farina
100 g di zucchero
1/2 bicchiere di latte più o meno
3 uova intere
un goccio di rum ed uno di mistrà
vaniglia e scorza di limone
1 bustina di lievito
3 cucchiai di burro morbido
1 cucchiaio di olio
un pizzico di sale

Montare le uova con lo zucchero, il sale e gli aromi, unire quindi i liquori, il burro mobido e l'olio e parte della farina. Sempre lavorando il composto, unirvi il latte e quindi la restante farina miscelata al lievito. A questo punto controllare l'impasto che deve essere molto morbido, ma non troppo. Diciamo appena più consistente di una pasta da bignè. Lasciar riposare l'impasto per un quarto d'ora ed intanto preparare la padella a bordi alti con abbondante olio. Le castagnole debbono friggere in olio profondo. Appena l'olio sarà caldo, ma non eccessivamente, fare una prova con un pochino di pasta. Prendere l'impasto con un cucchiaio e cercare, con l'aiuto di un altro cucchiaio, o di un dito, di dare una forma sferica alla porzione presa. Prendere circa mezzo cucchiaio di impasto alla volta e data poi la forma, calarla nell'olio caldo. Se la densità è giusta l'impasto comincerà a gonfiarsi in maniera uniforme, mantenendo una forma sferica quasi perfetta. Cuocere le castagnole a padella calda, muovendole all'interno della padella e ruotando questa in modo da agitare l'olio al suo interno. Questo provocherà il massimo sviluppo della castagnola che risulterà poi gonfia e leggera. Se l'impasto è troppo molle, questo non prenderà forma sferica, ma darà luogo più ad una frittella che non ad una castagnola e tenderà ad assorbire molto olio. Se invece l'impasto è troppo duro, la castagnola inizialmente sarà bella sferica, ma durante la cottura si spaccherà facendo fuoriuscire parte della pasta interna....Per correggere l'impasto, se necessario, basta aggiungere poca farina o un pochino di latte. Come quantità di impasto io consiglio circa mezzo cucchiaio, ma nulla vieta di farle più grosse o più piccole. Tenere presente che più sono grandi e meno l'olio della frittura deve essere caldo. Infatti all'inizio la castagnola deve solo gonfiarsi e rimanere bianca, poi finito di levitare, deve cominciare a dorarsi. Appena hanno preso un colore dorato, controllare la cottura con uno spiedino di legno: se esce asciutto toglierle dalla padella (utilizzando lo stesso spiedino)e farle ben scolare su carta assorbente facendole freddare completamente.





Castagnole




A questo punto le strade sono due: o lasciarle semplici, spolverizzate appena di zucchero, oppure bagnarle con una bagna a vostra scelta ed eventualmente farcirle. Io oggi ne ho lasciate alcune semplici, mentre altre le ho inzuppate con una bagna all'alkermes. In una ciotola allungare l'alkermes con uno sciroppo di zucchero, immergervi per qualche secondo la castagnola e farla asciugare un paio di minuti su un vassoio con carta assorbente. In questo modo la bagna penetra all'interno e la superficie della castagnola è umida, ma non eccessivamente bagnata. Passarla quindi nello zucchero semolato. Ovviamente si può sostituire l'alkermes con altri liquori o distillati a proprio gusto: Cointreau, Rum, Maraschino, Amaretto.... Se si vogliono farcire basta utilizzare una tasca di tela con beccuccio ad imbuto e iniettarvi la farcitura desiderata: crema, marmellata, Nutella....
Passare poi a bagnarle con una bagna adatta al ripieno. In questo caso le castagnole divengono irresistibili e difficilmente si percepisce che sono dolci fritti.




Castagnole

Se vi va, fate un salto da lei che le ha realizzate e che ha messo tante foto passo passo.


A presto,
Paola







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lunedì 21 febbraio 2011

Panzerotti (senza lievito)

Come ho già raccontato tante volte (anche qui), ho cominciato a cucinare solo dopo il matrimonio senza essermi cimentata prima con piatti elaborati e men che  mai  con un impasto lievitato... 
Potete perciò ben immaginare che la mia prima volta con i Panzerotti non fu un successo, anzi a dire la verità, fu una vera e propria débacle. :((
Avendo invitato un po' di amici mi ero organizzata per benino: grembiulino ricamato; spianatoia nuova di zecca ed intonsa; tutta l'attrezzatura necessaria in bell'ordine, bilancia compresa! A ripensarci oggi ci rido ancora, ma che delusione, dopo tanta fatica, constatare che l'impasto non cresceva di un millimetro, nonostante fossi fermamente convinta di aver fatto tutto come si deve. In realtà, da vera criminale, avevo usato acqua bollente per sciogliere il lievito, uccidendolo irrimediabilmente. Che delitto!!! :D

Panzerotti tipo bar  (con lo strutto e senza lievito)

Insomma, se avessi avuto questa ricetta 30 anni fa mi sarei evitata una pessima figura...
Ecco perché appena l'ho letta da lei non ho potuto far a meno di sperimentarla subito, aprendo il dibattito tra gli esperti di casa mia, su quale fosse l'impasto migliore per i Panzerotti, se quello con il lievito oppure senza.
Non vi tedierò con le dotte disquisizioni di Panzerottologia comparata nate al primo assaggio, vi consiglio solo di provare una ricetta facile facile, da fare in quattro e quattr'otto, utilissima a chi (come me 30 anni fa) non ha mai fatto un lievitato in vita sua.
Seguirà a breve il post con la ricetta dei classici Panzerotti con l'impasto lievitato, di modo  che anche voi possiate fare un sereno confronto ed aprire un sano e godurioso contraddittorio sull'argomento: lievito sì - levito no!
Perché si sa... questi so' problemi: a certi interrogativi bisogna pur dare una risposta!!!!!! :DDDDDD


Panzerotti tipo "bar Grottino" (senza lievito)

Panzerotti tipo bar (impasto senza lievito)


 500 g di farina 00
100 g di strutto
100 g di acqua circa
2-3 mozzarelle 
passata di pomodoro
parmigiano grattugiato
sale q.b.
olio extravergine per friggere


Impastare farina, sale, strutto e aggiustare di acqua, fino ad ottenere una consistenza morbida.
Non devono lievitare, quindi potete già separare le  palline e stenderle con un matterello fino ad ottenere dei cerchi. 
A parte tagliuzzare le mozzarelle, i pelati e aggiungere i capperi. Mescolare e mettere un cucchiaino di questo composto in ogni cerchio di pasta. Chiudere e sigillare con la rotella dentellata.
Friggere in abbondante olio caldo,
Scolare su carta assorbente...








Piesse: Seppur con grande imbarazzo,  devo ringrazio  di cuore Anna Maria della Cucina di q.b. per aver parlato di me e di Ammodomio nella sua nuova rubrica sul Gazzettino.
Scoprire di essere su un giornale mi ha stupito non poco...
Grazie mille ad Anna Maria ed  un grande in bocca al lupo per questo suo nuovo impegno.


 Buona settimana a tutti,
 Ornella


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venerdì 18 febbraio 2011

La Torta Foresta Nera classica e sotto mentite spoglie

Per riprendere il discorso che avevo intrapreso rispondendo ai commenti dello scorso post, mi piaceva oggi presentare un dolce tradizionale come la torta Foresta Nera in due vesti differenti. La prima, quella nota, a cui noi tutti facciamo riferimento quando la sentiamo nominare e l'altra, invece, completamente differente.




Miniature cakes





La pasticceria moderna ha molto giocato su questo tema delle vesti differenti e molti pasticcieri hanno creato nuovi dolci dal punto di vista visivo, ma non solo, partendo da un dolce tradizionale. Il gioco era quello di ricreare il sapore del dolce che noi ben conosciamo, attraverso però consistenze, a volte ingredienti ed effetti visivi completamente differenti, tali da non capire al primo impatto, cosa si stava mangiando, ma di rendersene conto durante la degustazione.




Black forest cake (with recipe)





Ora, in questo caso, io non arrivo a tanto, ma questo piccolo gioco, in forma larvale e leggermente diversa, può essere fatto quando si parla di torte decorate. Non è detto che queste debbano essere sempre composte da Victoria sponge cake e buttercream, come ci vengono importate dal mondo anglosassone e/o americano, ma possono anche essere realizzate seguendo una tradizione più vicina ai nostri gusti e alle nostre abitudini. Insomma, sotto la pasta di zucchero può nascondersi un buon dolce, soffice, delicatamente inzuppato, leggero e gustoso. Certamente utilizzando le basi americane e le loro creme al burro è semplicissimo coprire e decorare una torta con la pasta di zucchero. Quasi come realizzarla utilizzando una base di polistirolo (parlo delle consistenze, non del gusto, ovviamente). Con il Pan di Spagna, magari inzuppato, una buona crema, o della panna il discorso è un pochino più difficile da affrontare, ma ne vale certamente la pena. Tolta la pasta di zucchero, se non gradita, (tra l'altro messa sottile e non alta 1cm), si può gustare una buona torta. Ma perchè a questo punto, direte voi, non farla classicamente e basta? Che bisogno c'è di ricorrere ad una veste diversa? Alcune volte, più per effetto estetico che per altro, si ricorre ad una decorazione che ha il potere di armonizzare con più elementi. Di solito questo può accadere in un buffet di dolci, per una cerimonia particolare, dove il tema decorativo con differenti sfaccettature può essere presente nella torta appunto, nei confetti, nell'allestimento floreale, nelle bomboniere, addirittura nell'abito della festeggiata o della Sposa....In altri casi potrebbe rendersi necessario per richiamare l'aspetto ludico del cibo in una festa per bimbi. Certamente per una cena fra amici, non è certamente necessario ricorrere ad una decorazione particolare. Un dolce buono, ben presentato, non ha bisogno d'altro. Tutta questa chiacchierata sta a significare che secondo me le torte decorate hanno un loro ambito entro il quale sono gradite ed hanno un significato, mentre le torte tradizionalmente realizzate, ne hanno un altro, non certo inferiore o disprezzabile. Sta a noi individuare questi ambiti e di volta in volta fare la giusta scelta.

E dopo tanto parlare, passiamo in cucina a preparare prima la torta Foresta Nera classica e poi le tortine monoporzione......Quella classica è una mia interpretazione personale e se volete potete anche vedere quella di IMMA e quella di MORENA che in questi giorni hanno tirato fuori delle bellissime e particolari versioni !!!

Foresta Nera




Black forest cake

per la base

4 uova separate
100 g di zucchero superfino
2-3 cucchiai di cacao + 2 cucchiai di fecola+ farina tipo 00 qb a 100g
1/2 cucchiaino di lievito
vaniglia, sale

Per farcire

500 ml di panna fresca
zucchero superfino a gusto
un barattolo piccolo di Amarene Fabbri

Preparare la base montando le chiare con lo zucchero. Ottenuta una meringa soda e lucida unire i tuorli il sale e gli aromi, sempre montando. Amalgamare a mano la miscela di farine e cacao, con il lievito, il tutto ben setacciato. Cuocere a 180°C- diametro 26 cm. Far freddare bene su una griglia. Meglio tagliarlo il giorno dopo. Tagliare la base in 3 dischi bagnandoli con lo sciroppo delle amarene allungato con acqua e zucchero e liquore alle ciliegie nere (per me ratafià di Andorno). Farcire con panna montata zuccherata e le amarene Fabbri ben scolate. Far freddare bene in frigo prima di decorare.

Per decorare
250 ml di panna montata zuccherata
ciliegie fresche
Briciole di pan di spagna al cacao (o codette di cioccolato)
cioccolato temperato
foglie di limone e arancio (non trattate)

Preparare le foglie di cioccolato spennellando il retro delle foglie ben pulite con il cioccolato fuso temperato. Farle freddare in frigo. Coprire la torta con la panna e sui bordi decorarla con delle briciole di pan di spagna. Fare dei ciuffi decorativi lungo il bordo torta. Intingere le ciliegie nel cioccolato fuso rimasto e far rapprendere. Posizionare al centro torta le foglie di cioccolato e le ciliegie, e lungo il bordo, sopra i ciuffi, altre ciliegie con il picciolo.







Cherry and chocolate leaves






Tortine monoporzione
Foresta Nera (12 tortine)




Miniature cakes








per la base

5 uova separate
125 g di zucchero superfino
3 cucchiai di cacao + 2 cucchiai di fecola+ farina tipo 00 qb a 125 g
1/2 cucchiaino di lievito
vaniglia, sale

Per farcire
500ml di panna fresca
zucchero superfino a gusto
un barattolo piccolo di Amarene Fabbri

Preparare la base montando le chiare con lo zucchero. Ottenuta una meringa soda e lucida unire i tuorli il sale e gli aromi, sempre montando. Amalgamare a mano la miscela di farine e cacao, con il lievito, il tutto ben setacciato. Cuocere a 210°C in una teglia rettangolare di circa cm 30 x 40 foderata di carta forno. Far freddare bene ,quindi coppare con un coppapasta da 5 cm 24 dischetti. Bagnarli con una bagna composta dallo sciroppo delle amarene, acqua e zucchero e un liquore alle ciliegie nere (io ho utilizzato Ratafià di Andorno). Con l'aiuto di una tasca e bocchetta liscia farcire 12 dischetti con panna montata zuccherata e le amarene Fabbri ben scolate. Ricoprire con i restanti 12 dischetti. Porre in frigo a raffreddare e consolidare il tutto.

Per decorare

Stendere la pasta di zucchero all'altezza di 2-3 mm e ritagliare dei cerchi di circa 18 cm. Appoggiarli sopra le tortine preparate e rivestirle, cercando di far aderire la pasta di zucchero alla tortina e di non creare bolle d' aria, o antiestetiche pighe. Tagliare l'eccedenza di pasta lungo la base della tortina e rifinire il bordo inferiore con un nastro in tinta con il decoro. Sulla sommità di ogni tortina è stato applicato un mazzolino di rose legato da un fiocco lilla e un mazzolino di gigli legato sempre dallo stesso fiocco.




Miniature cake



I fiori sono stati modellati uno ad uno e poi composti in mazzo sulle tortine facendoli aderire tramite della ghiaccia reale. Queste tortine sono state realizzate per una Cresima, dove i toni dell'allestimento erano il rosa ed il lilla. Il decoro si riproponeva nei confetti-bomboniera e nell'allestimento floreale.






Miniature cakes








A presto,
Paola

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mercoledì 16 febbraio 2011

Piccoli vasi di fiori in pasta di zucchero. Ma è già primavera?




Flowers pots

Durante questo Febbraio, almeno qui a Roma, il tempo è splendido. Sole, aria profumata di fiori, uccellini cinguettanti, prime margherite sui prati e la mimosa già fiorita. La mattina è piuttosto freddo, ma durante il giorno il sole ci fa intravedere la bella stagione che è alle porte e ci fa sperare che l'inverno sia ormai alle spalle. Ispirata dalla primavera alle porte, nonostante oggi io abbia un mal di gola e un raffreddore da record, qualche giorno fa ho preparato dei vasetti pieni di fiori, per propiziare l'avvento della bella stagione. Il loro impiego è stato quello di piccolo dono alle mamme che sarebbero intervenute come accompagnatrici dei loro figli ad una festa di bambini. Cosa regalare di poco impegnativo, ma di adatto a delle signore, se non dei fiori? Ma questi vasetti potrebbero anche esssere visti come segnaposto in una tavola primaverile, o addirittura pasquale. In un piccolo contenitore trasparente posto sopra il piatto, è una gradita sorpresa per tutti.

Flowers pots



Come si realizzano? La prima cosa da fare è procurarsi uno stampo adatto che abbia la forma di un vasetto. Io ho utilizzato uno stampo da babà piccolo, ma si possono usare anche altri contenitori, purché rigidi.
Scelto lo stampo, procediamo con la solita tecnica dello zucchero umido, pressato e poi sformato, quindi asciugato al forno. Lo zucchero io l'ho lasciato bianco, ma nulla vieta di colorarlo come si vuole, anche color terracotta per avere un effetto più rustico e realistico. Mettere quindi dello zucchero superfino in una ciotola e bagnarlo con poca acqua, mescolando con le mani in modo da distribuire il liquido in tutto lo zucchero. Se si vuole colorare lo zucchero, mettere poche gocce di colore liquido insieme all'acqua in modo da distribuire uniformemente il colore stesso. L'effetto finale deve essere quello della sabbia bagnata. Per ulteriori indicazioni e suggerimenti potete anche vedere qui. Una volta ottenuto il nostro zucchero umido, pressarlo nella forma scelta, quindi rovesciarlo su un tappetino di silicone. Ripetere l'operazione per tutti i vasetti che vogliamo realizzare. Infornare a 100°C circa per qualche minuto, (dipende dalla grandezza del vasetto) e quindi una volta induriti, farli freddare. Si passa poi alla decorazione mettendo con garbo una serie di fiori e foglie sulla sommità del vasetto a seconda del nostro gusto o dell'occasione. Essendo tutte mamme io ho optato per delle roselline di diverso colore. I fiori sono stati realizzati in pasta di zucchero e mano a mano che venivano realizzati, sono stati applicati al vasetto con della ghiaccia reale.



Mauve roses




Quindi oggi, direte voi, niente ricetta??? Ma sì una ricettina la mettiamo ed è quella della pasta di zucchero....Debbo dire che ultimamente l'acquisto già pronta , ma cinque o sei anni fa, quando ho cominciato a giocare con la pasta di zucchero, in commercio non esisteva proprio e se la richiedevi ti guardavano in maniera strana. A qui tempi non tanto lontani, eri obbligato a fartela da solo. Di ricette ce ne sono tantissime, tutte valide, anche io nel tempo ne ho sperimentate moltissime, l'ultima è questa che vi propongo oggi. Di particolare ha solo la gelatina in polvere di origine animale, ma non suina, adatta anche per chi ha delle limitazioni imposte da scelte religiose. Per le dosi tenere presente che utilizzo un cucchiaio dosatore da 15 ml

Pasta di zucchero



1 cucchiaio di gelatina in polvere
5 cucchiai di acqua
1 cucchiaio di glicerina
1 cucchiaio di sciroppo di glucosio
3 cucchiai di olio insapore ed incolore ( mandorle, riso, girasole)
Aromi (vanillina- estratto di mandorla amara)

In un bicchiere mettere la gelatina e l’acqua fredda e lasciar reidratare per alcuni minuti. Unire tutti gli altri ingredienti e riscaldare nel M.O. quel tanto che basta per rendere il tutto fluido e omogeneo. Non far bollire. Porre 600 g di zucchero nell’impastatrice o nel bicchiere del mixer o in una ciotola e versarvi il contenuto caldo. Mescolare fino ad avere un impasto molle e appiccicoso. Metterlo sopra il tavolo da lavoro cosparso di zucchero a velo e con una spatola lavorarlo facendogli incorporare circa altri 150-200 g di zucchero a velo. Impastare la pasta fino a renderla morbida, ma non eccessivamente appiccicosa. Avvolgerla in pellicola e poi in una busta di cellophane. Si mantiene per un paio di settimane tranquillamente. Se si mette sottovuoto dura anche qualche mese.

TIPS

La glicerina si compra in Farmacia. Un litro circa 5 € (quella di una nota casa di attrezzi per decorazioni ha un prezzo esorbitante). Naturalmente è liquida e può essere venduta anche sotto il nome di glicerolo.

Lo zucchero a velo è bene che sia di quello per confetteria, industriale. Quello macinato in casa non va bene, darebbe luogo ad una pasta troppo grezza, difficile da lavorare.

Il colorante si aggiunge alla pasta già pronta secondo le necessità. Va aggiunto poco alla volta per evitare colori forti o pacchiani.

I colori si possono miscelare fra loro come vogliamo, per creare infinite tonalità. per questo non è necessario comprare tanti colori, non servono. Blu, giallo, marrone, verde, rosso, arancione, violetto. Questi sono quelli che ho io con cui realizzo quasi tutto.

Per rivestire una torta con la pasta di zucchero è meglio utilizzare questa appena pronta, o dopo un breve riposo di circa un'ora. Se invece dobbiamo modellare, è meglio che la pasta riposi un pochino in più e diventi più consistente.

Per modellare, possiamo ungerci appena le dita con un grasso alimentare bianco. Si potrebbe usare del Crisco, oppure della margarina, o del burro, o dello strutto isnapore, o del burro di cacao. Ne basta pochissimo per fare in modo che la pasta non si attacchi alle dita.

Se dobbiamo stendere la pasta per rivestire una torta, ungere il piano di lavoro ed il mattarello per evitare che la pasta si attacchi alle superfici.


Ultimo suggerimento, date sfogo alla vostra fantasia e non demoralizzatevi se le prime cose modellate non saranno superlative. Con il tempo le mani si affinano e diventano sempre più brave e veloci.



Flowers pots


A presto,
Paola

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domenica 13 febbraio 2011

Quando le ricette parlano...

Ho conosciuto Caris attraverso le sue ricette...
Ignoravo la sua storia, ma istintivamente leggendo tra le righe delle sue esperienze culinarie mi son detta che non poteva non essere una bella persona! Oltre ad essere una  seria professionista (è ingegnere) e da poco una bravissima food blogger, è soprattutto una grande mamma coraggiosa, sensibile, in una parola, straordinaria!!!!!
 Caris, raccontandoci il suo quotidiano, ha chiesto a chiunque di partecipare ad una iniziativa di solidarietà e lo ha fatto con la leggerezza, la soavità che la contraddistingue, con i modi ed i toni  garbati che le sono peculiari...
per  partecipare clicca qui

 Leggere il suo post  è stata un'emozione grande, per cui a decidere quale ricetta le avrei "donato" ci ho impiegato un attimo: per gli angioletti del S. Lucia, la Torta Pan di Stelle!

ANGIOLETTO

Non aggiungo altro, vi invito solo a cliccare sul banner ed a partecipare, perché quando le ricette parlano, dicono più di mille parole!
Consentitemi un bacio particolare ad Albertino e buona domenica a tutti,
 Ornella

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venerdì 11 febbraio 2011

Diamanti al cioccolato di Pierre Hermé(?)

Il timore reverenziale stavolta mi ha giocato un bello scherzetto...
Lo so che non ci crederete mai, ma vi giuro sull'anima candida della fotografa, che ho pesato tutto! :D


Diamanti di Pierre Hermé

 Volete tutta la verità? Be', io la dico lo stesso, anche se potrà non piacervi!
I Diamanti al cioccolato preparati con la ricetta di Pierre Hermé(?) non sono all'altezza del notissimo pasticcere francese. Di bellini sono molto bellini e di effetto pure, ma se avete provato i Diamanti di Ducasse, come ha fatto lei, vi accorgerete subito che il confronto non regge.


DIAMANTI al cioccolato


Ebbene sì, Hermé(?) mi ha deluso! Sebbene a detta degli esperti  l'impasto risulti ben bilanciato negli ingredienti, all'assaggio, a mio modestiiiiissimo parere, Ducasse batte Hermé(?) di gran lunga. Non che siano una porcheria, intendiamoci eh?! Di buoni sono buoni, dopo qualche giorno di riposo in una scatola di latta, come mi aveva consigliato Fabiola (ben 5!) migliorano di molto, sia per consistenza che per sapore, ma non sono di-vi-ni come questi qui!
La domanda  mi sorge spontanea...
Che il grande Hermé(?) abbia toppato alla grande? @_@   Uhmmmmmmmm... non ci posso credere!
Non è forse più facile pensare che certi libri di cucina non  sempre sono  il frutto delle sperimentazioni degli chef famosi e osannati, ma nascono da altre penne, non proprio alla stessa altezza, come si vocifera da più parti da tempo? A voi l'ardua sentenza! :D
Intanto vi lascio la ricetta originale così come l'ho trovata Qui, per le modifiche "ammodomio" (in teoria ci avrei già pensato) vi do appuntamento al prossimo esperimento, a meno che qualcuno di voi non  faccia prima di me. In tal caso, sarò lietissima di eseguire alla lettera, (vabbé, si fa per dire...)  tutte le modifiche  che avrete apportato. ;)))

Diamanti al cioccolato di Pierre Hermé(?)


Diamanti di Pierre Hermé



La ricetta di Pierre Hermé QUI!




Alla prossima,
Ornella


edit: Udite udite, apprendo  solo ora (ore 12,00) che questa ricetta NON è su alcun libro di Pierre Hermé, ma sarebbe stata data dal famoso chef in persona a colei che l'ha trascritta in un 3D del forum di Cucina Italiana, ed ora compare solo  QUI in un quoto di un'altra forumista, perché oggi è stata cancellata. Mi sembra opportuno a questo punto aggiungere accanto al nome di Hermé un bel punto interrogativo.

 aggiornamento delle 21,37 : la ricetta è stata completamente  eliminata dal 3D del Forum della Cucina Italiana che vi avevo indicato!
Pare una telenovela a puntate, anzi un giallo di pessimo gusto... :DDDDD
 Eppure sono solo semplici biscottini! Mah...
 A voi trarre le conclusioni...

aggiornamento delle ore 23,30 circa: Col capo cosparso di cenere mi scuso col signor Hermé (non posso essere certa della paternità) e cancello la ricetta. Vi dovrete accontentare di quella "ammodomio" appena l'avrò sperimentata!
Fine delle trasmissioni!!!!  Prendiamola a ridere che è meglio...ahahahahah...


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