mercoledì 30 marzo 2011

Paska: il pane di Pasqua dell'est europeo




Paska


Il lungo periodo della Quaresima, dove ci si prepara spiritualmente alla Pasqua, un tempo era anche momento di privazioni alimentari. L'astensione da alcuni cibi provenienti dal mondo animale e la dieta "di magro" che ne derivava, hanno portato, come logica conseguenza, all'utilizzo degli alimenti "proibiti" nelle preprazioni finalizzate a festeggiare la Pasqua. Uno di questi è l'uovo, che generalmente la fa da padrone nel menù pasquale, dall'antipasto al dolce. Simbolo di vita certamente, ma anche prodotto da smaltire dopo i quaranta giorni di accantonamento: ed ecco allora che le uova sode dal guscio colorato e decorato, compaiono sulla tavola pasquale sin dalla prima colazione e prendono poi parte alla preparazione di primi piatti, secondi e tanti dolci e pani lievitati.
Altra prerogativa pasquale sono infatti le torte lievitate, alte e soffici, sia dolci che salate, dove le uova abbondano fra gli ingredienti. Infatti la Pasqua cristiana, per differenziarsi da quella ebraica anche a tavola, sin dai tempi antichi, ha cercato di contrapporre al pane azzimo degli Ebrei, quello lievitato, morbido e gonfio. Guarda caso, soprattutto nell'Italia centrale, ma non solo, è tutto un fiorire di "pizze" o "torte", cotte in stampi alti e stretti che enfatizzano l'aspetto rigonfio della preparazione.
La Paska non fa eccezione. Nell'est europeo questa tradizione che lega i pani lievitati e l'abbondanza di uova, si ritrova in questo pane - brioche, né dolce né salato, adatto quindi ad accompagnare cibi sapidi, magari nella classica colazione all'aperto del lunedì di Pasqua, con salumi formaggi e verdure fresche, ma perfetto anche a colazione con un po' di burroe marmellata o con un pezzetto di cioccolato delle classiche uova.....
La Paska ha come prerogativa il ricco decoro simbolico, che la abbellisce e la caratterizza. Debbo dire che ieri ho limitato l'aspetto decorativo poichè mi premeva principalmente testare l'impasto vero e proprio, più che l'aspetto estetico. Dato che l'esperimento è ben riuscito, per Pasqua ne preparerò altre, riccamente decorate. Per la ricetta ho seguito la signora Olga Drozd, ucraina, che qui mostra oltre che dosi e procedimento, anche tanti motivi decorativi, uno più bello dell'altro e che la prossima volta eseguirò pedissequamente. Ho trasformato le dosi in grammi per maggiore comodità e ho modificato leggermente il procedimento...... Non me ne voglia la signora Olga, ma ho preparato con parte dell'impasto, anche una grossa treccia ricoperta di zucchero in granella, per la colazione di questa mattina. Assolutamente non tradizionale, ma buonissima !!!(tanto è vero che ne è rimasta ben poca)





Paska



Paska

Primo impasto
14 g di lievito secco (due bustine)
1 cucchiaio di zucchero
1 cucchiaio di farina
60 ml di acqua tiepida
Sciogliere il lievito nell'acqua tiepida unire lo zucchero, la farina e mescolare bene. Lasciar fermentare una decina di minuti.

Secondo impasto
650 g di farina forte
500ml di latte tiepido
Sciogliere il composto fermentato con il latte tiepido quindi impastare il tutto con la farina. Si otterrà un impasto morbido da lasciar lievitare fino al raddoppio.

Terzo impasto
3 uova

8 tuorli

150 g di zucchero

1 cucchiaino di sale
3 cucchiai di rum, vaniglia e scorza di arancia e limone
500 g di farina forte
Sbattere bene tutti gli ingredienti tranne la farina, cercando di sciogliere il sale e lo zucchero.
Quando il secondo impasto sarà ben cresciuto, incorporare poco alla volta il composto preparato e la farina in modo da ottenere una pasta morbida. Quando la pasta sarà quindi ben formata unire a poco a poco

113 g di burro morbido
100 g di olio

facendoli ben assorbire. La pasta va quindi ben lavorata per fargli acquistare struttura. Io a questo punto ho messo l'impasto nella macchina del pane e ho fatto fare due cicli di impasto per pane classico. Ovviamente chi ha una buona impastatrice può avvalersi di essa.
Lasciar riposare l'impasto per un'ora circa quindi spezzarlo, arrotondarlo e metterlo nelle teglie alte e strette a lievitare. Quando arriveranno al bordo superiore, infornarle e cuocerle a 190°C per circa un'ora.
Di solito io inforno questo tipo di pani a forno appena acceso: in questo modo le torte non fanno la crosta subito e lievitano di più. Ho anche versato un po' di acqua sul fondo del forno per creare del vapore.
Se la Paska si scurisse troppo in superficie, prima di essere cotta internamente, abbassare la temperatura a 160°C e proseguire la cottura.
Sformarla ancora calda per evitare la condensa nel fondo stesso della Paska.




Paska




Se si vuole decorare la Paska come tradizione vuole, basta tenere da parte un po' di impasto. Quando la Paska nella teglia ha quasi raggiunto il bordo superiore, spennellarla di albume e decorarla con dei cannelli o cordoli intrecciati realizzati con la pasta tenuta da parte, seguendo i disegni tradizionali. Far lievitare ancora una mezz'ora e quindi spennellarla di tuorlo e cuocerla.

Un'altra idea potrebbe essere quella di utilizzare uno stampo a ciambella ed unire, a metà della lievitazione,delle uova crude con tutto il guscio che cuoceranno in forno insieme alla Paska. Potrebbe anche essere un gradito dono per parenti ed amici in occasione della prossima Pasqua.



Paska



A presto,

Paola.




Testi ed immagini sono protetti dalla legge sul diritto d'autore n. 633/1941 e successive modifiche
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venerdì 25 marzo 2011

Panzerotti (metodo classico)

Come vi avevo promesso circa un mese fa ho proseguito i miei studi di Panzerottologia comparata... Seriamente eh, mica per scherzare! :D


Panzerotto (metodo classivo)

Stavolta è toccato ai Panzerotti preparati col metodo classico, quelli con il lievito per intenderci, fatti con tutti i sacri crismi.


LADRO di Panzerotti


 Ed il rito si è rinnovato secondo il solito copione, sgraffignamento di Panzerotto bollente compreso, da parte del solito ladruncolo che si aggira furtivo in cucina tutte le volte che sente odor di frittura!:)))
Il furto, avvenuto, mentre stavo cercando di fare qualche foto, è stato immortalato al volo, come prova a futura memoria.


Il bottino

Ma veniamo alla ricetta che prevede un semplice impasto lievitato... niente di complicato in verità. Se seguite i miei accorgimenti il risultato sarà da urlo! ;)
 Mi rivolgo in particolare alla  mitica signora Maria L., per la quale nutro una vera e propria venerazione e che so essere un'attenta lettrice di Ammodomio..."li provi e mi faccia sapere che ne pensa. Ci tengo molto al suo parere... Ci conto, eh! :))"

Panzerotti (metodo classico)


FRITTI

Ingredienti:

Per l'impasto

500 gr di farina 00
500 gr di farina 0
450-500 ml di acqua tiepida
25 gr di lievito di birra
2 cucchiai di olio extravergine
3 cucchiaini di sale fino
1 cucchiaino di zucchero
3-4 manciate di semola rimacinata di grano duro (solo per sporcare la spianatoia prima di stendere l'impasto)

Per il ripieno

600 gr di mozzarelle (lasciate sgocciolare dal giorno precedente)
passata di pomodoro q.b. (**)
parmigiano grattugiato q.b. (o pecorino, oppure un mix 50% e 50%)(***)
un pizzico di sale
qualche fogliolina di basilico fresco
pepe macinato al momento (facoltativo)o q.b

olio extravergine per friggere

In un bicchiere di plastica usa e getta mettete lo zucchero, il lievito e 2 cucchiaini di farina presi dal totale e tanta acqua tiepida fino ad arrivare alla metà del bicchiere. Sciogliete bene il lievito mescolando con il cucchiaino, spargetevi sù altri 2-3 cucchiaini di farina, senza mescolare e coprire con un piattino. Dopo 10-15 minuti il "lievitino" avrà radoppiato il suo volume, mettetelo in una ciotola capiente con le 2 farine e cominciate - aggiungendo acqua tiepida a poco a poco - ad impastare. Mettete l'olio, il sale e lavorate il composto fino a che non si staccherà dalla ciotola e sarà elastico.  Prendete l'impasto, poggiatelo tutto sulla mano sinistra e portate verso il centro i bordi ricadenti per farne una palla; metettelo nella ciotola, praticate un taglio a croce e copritelo con la pellicola; tenete  la ciotola nel forno spento a lievitare, al riparo da correnti d'aria. Nel frattempo preparate il ripieno, tagliando la mozzarella a dadini, mescolandovi la passata di pomodoro, il parmigiano, il sale ed il basilico fresco spezzettato a mano. Sarà trascorsa circa una mezz'ora per cui potrete prendere l'impasto e dividerlo in tante palline.


Palline di impasto


 Per fare questa operazione, infilate i pollici nel pezzo di pasta lievitata, schiacciatelo e rigiratelo tra le mani, per formare una pallina che sia vuota all'interno, richiudetela e lasciate lievitare ancora per altri 30 minuti.(*) A questo punto potrete cominciare a stendere la pasta ed a friggere i Panzerotti, oppure mettere le palline in frigo sul ripiano di mezzo, opportunamente coperte con carta forno, messe in una busta di plastica, per procedere alla cottura dopo qualche ora. Basterà riportare l'impasto a temperatura ambiente, stendere l'impasto sul piano infarinato con semola rimacinata, farcire i panzerotti e friggerli - pochi per volta - in olio profondo ben caldo, ma non fumante. Mi raccomando!


MATTERELLO


 Non stendetene e chiudetene più di 3-4 per volta, sennò rischiano di aprirsi in cottura... In ogni caso, per evitare problemi, tutte le volta che sigillate un Panzerotto, inumidite con le dita bagnate d'acqua il bordo e successivamete premete bene per far attaccare l'impasto.


mezza luna




(*) Per la formatura della "palline" altre foto QUI.
(**) E' abitudine diffusa usare i pelati ben sgocciati. Qualcuno li fa restringere  cuocedoli appena appena. C'è chi usa solo pomodoro fresco crudo e condito co sale e olio, oppure cotto.
(***) Uso parmigiano contrariamente alla maggioranza dei baresi che utilizza pecorino o misto.

Spero di essere stata sufficientemente chiara ed avervi detto tutto, altrimenti chiedete pure...

Buonissimo w.e. a tutti.
 Ornella



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mercoledì 23 marzo 2011

Torta di ricotta maremmana




Agerato nano





Con l' avvento di Marzo, i prati si ricoprono di un bellissimo manto verde chiaro che difficilmente possiamo ammirare in altri mesi... L'erba dolce e tenera ritorna ad essere l'alimento principale delle pecore che, libere al pascolo, mangiano avidamente, mentre il loro latte diventa saporito, ricco di profumi delicati e tenui come la primavera.
La ricotta che se ne ricava, racchiude in se tutto la natura che rinasce e proprio nel periodo pasquale moltissime sono le preparazioni a base di essa, anzi alcune volte è imprescindibile per poter celebrare degnamente la Pasqua (vedi la Pastiera per i Napoletani, giusto per fare una esempio). Ma quest'anno la Pasqua tarda un po' ad arrivare, per cui oggi non propongo una specialità per le prossime festività, ma un dolce semplicissimo, adatto per tutti i giorni, che ci permetterà di sfruttare il momento magico della ricotta.
La torta la mangiai tanti anni fa in un ristorante della Maremma, dove la ricotta è buonissima e facilmente reperibile...
Se non abbiamo la ricotta maremmana, pazienza, scegliamo però una ricotta di pecora fresca e saporita.

Torta di ricotta Maremmana




Maremma cake





Per la pasta di base:

150 g di farina tipo “00”
75 g di zucchero
75 g di burro
2 uova
2 cucchiai di latte o yogurt
2 cucchiai di succo di limone,
1 cucchiaino di lievito
vaniglia,
un pizzico di sale

Preparare la pasta di base come una semplice pasta per ciambella, montando le uova con lo zucchero, aggiungendo il burro morbido, lo yogurt o il latte, poi il succo di limone quindi la vaniglia, il sale e la farina mescolata al lievito. Versare in uno stampo rotondo di diametro di circa 30 cm. La pasta deve essere sottile.

Per la crema di copertura:

600-700 g. di ricotta fresca
150-200 g. di zucchero
marmellata di amarene o visciole
1 uovo intero
la scorza ed il succo di un limone
vaniglia.

Montare con delle fruste elettriche tutti gli ingredienti insieme, fino ad ottenere un composto cremoso della stessa densità della pasta di base.
Spalmare la crema di ricotta sopra la pasta di base, facendo molta attenzione, data la delicatezza dell’impasto. Mettere quindi la crema di ricotta a cucchiaiate sparse sopra la pasta di base e poi spalmare delicatamente. Con un cucchiaino mettere qua e là poca marmellata di amarene o visciole ed infornare a 180°C per trenta minuti.

Nulla vieta di cambiare il tipo di marmellata, sceglierla comunque di tipo acidulo in modo da smorzare il sapore grasso della ricotta. Alcune volte aggiungo anche delle gocce di cioccolato fondente che arricchiscono la torta e la rendono ancora più golosa.



Torta di ricotta

A presto,
Paola


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lunedì 21 marzo 2011

Maritati mantecati

Tipico piatto pugliese domenicale per eccellenza sono i Maritati col ragù...
 I Maritati altro non sono che un misto di Chincaredde (orecchiette) e Friscidd (maccheroncini al ferro) fatti a mano con la farina di semola rimacinatadi grano duro, a volte tagliata con la 00 - come fa mia madre - oppure di sola semola integrale, alla maniera di mia suocera.
Per ragù in Puglia, non si intende il sugo preparato con carne tritata, ma un condimento per la pasta fresca, cotto a fuoco moderatissimo fino a diventare scuro e denso, fatto con conserva o passata di pomodoro e carni miste a pezzi - agnello, maiale, vitello, salsiccia... - oppure di un solo tipo ma ad involtini  come le braciole di cavallo o di asina (una  vera prelibatezza).
Vabbè, tutto questo per dirvi che non sempre si ha voglia del solito pranzo domenicale e neppure di stare ore ed ore in cucina ed allora ci si inventa qualche variante meno coplicata e faticosa, che non deluda troppo le aspettative dei  più tradizionalisti! ;)
Tra l'altro, era da tempo che mi solleticava l'idea di partecipare a questo Contest (il premio è davvero bellissimo) quindi qualche cosa me la dovevo pur inventare, no? :DDDD
Beh, ho ricreato la magia dei Maritati mescolando le  orecchiette a quest'altro formato, li ho ben conditi con questo sugo, ho aggiunto scamorza affumicata, canestrato di Moliterno, una noce di burro,  ho messo tutto nelle tipiche terrine di terracotta, passandole in forno a gratinare.
Insomma nulla di trascendentale, ma un buon primo piatto saporito e comodo da preparare tranquillamente in anticipo, senza contare che vi ritrovate pronto anche il secondo.


Maritati mantecati
MARITATI mantecati


Ingredienti:

250 gr di orecchiette
250 gr di foglie d'ulivo
1/2 scamorza affumicata
30 gr parmigiano (grattugiato)
50 gr di Canestrato di Moliterno(in scaglie)
una grossa noce di burro
700 ml di sugo di pomodoro cotto (con le polpette)

Ho preparato le Polpette e le ho cotte nel sugo di pomodoro, ho quindi lessato la pasta tenendola un pochino indietro di cottura; l'ho scolata e condita immediatamente con una noce di burro, tanto sugo ed una grossa manciata di parmigiano. Ho tagliato la scamorza affumicata in piccoli dadini  e l'ho mescolata alla pasta ormai tiepida. Ho diviso il tutto nelle terrine  individuali e su ciascuna, ho messo scaglie di Canestrato di Moliterno, altro sugo e parmigiano grattugiato.Volendo si può aggiungere in ogni terrina anche una polpetta al sugo...
Prima di portare in tavola, ho fatto gratinare i Maritati in forno caldo per circa 15 minuti.

Buona settimana a tutti,
 Ornella

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sabato 19 marzo 2011

Zeppole

 Non ho mai comprato le Zeppole in pasticceria il giorno di S. Giuseppe...  Le ho sempre fatte in casa con alterne fortune e se proprio volevo andare sul sicuro le preparavo al forno.Le Zeppole fritte però sono proprio un'altra cosa, non c'è niente da fare! 

Zeppoline

Quando, qualche giorno fa, ho trovato qui la ricetta di Annalisa Barbagli, non ho avuto dubbi:quest'anno solo Zeppole fritte! :D
Vabbè, le sue sono perfette, io ci ho provato con tutta la buona volontà...
Ho clamorosamente sbagliato la crema però, non era abbastanza soda e neppure troppo liscia, ma per quella non ho seguito la  sua ricetta, mannaggia a me! :(((
Così come è bene sappiate che la cottura è fondamentale... Perciò se non non avete dimestichezza con la frittura, lasciate correre. Pensate che a me, che me la cavo abbastanza, le prime che ho cotto, sono venute come "pizzelle"... :DDDD
In ogni caso  le piccole Zeppole sono state moooooooolto gradite dal paparino di casa, se l'è sbafate con gusto, tutto soddisfatto. E questo è l'importante, no? :)

Zeppole (di Annalisa Barbagli)

Zeppoline69

Ingredienti:
125 ml di acqua
70 g di farina 00
50 g di burro
2 uova
1/2 cucchiaio di zucchero
 una presa di sale
olio extravergine per friggere

per decorare
crema pasticcera
zucchero a velo
amarene sciroppate


Mettere sul fuoco una piccola casseruola a fondo pesante con 125 ml di acqua, 50 g di burro a pezzetti e una presa di sale. Quando l’acqua comincia a bollire e il burro è completamente fuso, unire in un colpo solo, 70 g di farina 00 setacciata e, contemporaneamente, mescolare con il cucchiaio di legno. Regolare la fiamma a metà e lavorare energicamente e senza interruzione, fino a quando il composto si stacca dalle pareti (circa 7-8 minuti).


A questo punto ritirare la casseruola dal fuoco e aggiungere 1/2 cucchiaio di zucchero e un uovo intero, battendo energicamente la pasta per un paio di minuti prima di unire un altro uovo. Continuare a battere fino a quando l’impasto è perfettamente omogeneo, liscio e leggero. (Con meno fatica si può fare questa operazione con la frusta elettrica montata con i ganci)
Preparare 12 piccoli quadrati di cartaforno. Trasferire l’impasto in un sac à poche con bocchetta spizzata da un cm e “disegnare” su ogni quadratino una piccola ciambella. Mettere sul fuoco una padella con abbondante(almeno 3 cm)olio di arachide (io uso solo extravergine) e, quando è moderatamente caldo (160°), prendere un quadratino di carta da un angolo e tuffarlo capovolto nell’olio: la ciambella si staccherà immediatamente e la carta si può tirare via.


Mettere in padella 3 ciambelline alla volta e, quando sono belle gonfie, rialzare la fiamma e farle colorire dalle due parti. Sgocciolarle e passarle sulla carta da cucina.

Quando sono tutte pronte, spolverare le zeppole con lo zucchero a velo e guarnirle al centro con un ciuffo di crema pasticcera* e 2 amarene sciroppate.


Tantissimi auguri a tutti i Papà, ai Giuseppe ed alle Giuseppina!

Buon fine settimana a tutti,

 Ornella


Piesse: Altre Zeppole con la ricetta di Scaturchio, sia fritte che al forno, le trovate QUI
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mercoledì 16 marzo 2011

Carving in the kitchen: la prima ricetta

Se la cucina può diventare arte, può l'Arte entrare in cucina?

ATTREZZI

Le ricette poetiche di Alessandra De Leonardis, le installazioni ed i catering multisensoriali di Bice Perrini, i dolci di Gianluca Fusto - per citare solo i primi nomi che mi vengono in mente - non  sono forse  l'espressione di grande talento artistico?
Il progetto di Stefano Bianco vuole fare il percorso inverso: l'artista, abbandonato l'isolamento dello studio, si trasferisce in cucina!

L'UNIONE DELLE SOSTANZE_2

Stefano sceglie i suoi ingredienti segreti, di prima qualità, li amalgama, li mescola, li inforna, li sforma, li plasma, li assembla ed impiatta; proprio come un grande chef, proprio nella cucina di casa sua!

collage stefano bianco


Nasce così Carving in the kitchen, una collezione di piccole preziose sculture, create tra pentole e fornelli, che stanno destando  interesse ed apprezzamenti entusiasti nel panorama dell'arte contemporanea.
Che c'entra Ammodomio con la scultura in cucina? Stefano mi ha chiesto di dargli una mano per trovare un nome ad ogni sua creazione, un nome che evochi una ricetta, una ricetta vera, con tanto di ingredienti e procedimento.
Se è vera come è vera l'affermazione di Degas "L'arte non è ciò che vedi tu, ma ciò che consenti agli altri di vedere”, abbiamo pensato di coinvolgere voi, sia foodblogger che lettori di Ammodomio, di chiedervi volta per volta che ingrediente, che ricetta abbinereste a queste piccole sculture nel piatto ...

OPERA ambientata


 Sceglieremo tra le vostre proposte, un nome per l'opera ed una ricetta (col vostro nome, of course o del vostro blog, come preferite) che accompagnerà ogni  scultura dovunque vada.
 Volete partecipare a questo progetto di avanguardia cultural-culinaria-artistica? :D

Carving in the kitchen

Siete pronti? Che cosa dovete fare?

1) Per tutti:osservate la scultura del banner, scatenate la vostra fantasia e lasciateci nei commenti a questo post, il titolo che dareste all'opera e la vostra ricetta (a me ha fatto subito pensare a Braccio di Ferro ! ;))) Quindi ad una ricetta a base di spinaci)

2) Per i blog:prendete il bannerino di Carvin in the Kitchen (quello che trovate in alto a sinistra) e linkatelo qui. Se vorrete pubblicare un vostro post apposito, anche con una vostra ricetta già pubblicata, ci farete piacere.

3) Per tutti:diffondete l'iniziativa il più possibile, dove vi pare, condividendo e linkando questo post

Non ci pensate troppo, eh?! Tra un mese esatto ci sarà una nuova scultura a cui dare un nome ed una ricetta.
 Buona festa dell'Unità d'Italia,
Ornella






Una nota biografica su Stefano Bianco e la sua carriera artistica QUI.



Carving in the Kitchen è un progetto di Creative corporation per  le sculture di Stefano Bianco, le foto  e l'impostazione grafica di Nina de Luca, i testi di Ornella Mirelli e le ricette dei foodblogger.
Per eventuali informazione sull’acquisto e spedizione delle opere, potete rivolgervi con una mail a questo indirizzo di posta elettronica:info@stefanobianco.it e verrete immediatamente contattati.



Nota Bene: Il premio messo  in palio da Stefano Bianco NON rientra nella disciplina dei "Concorsi a premio" essendo un piccolo omaggio dell' artista al solo scopo di ringraziare i partecipanti al nostro progetto


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lunedì 14 marzo 2011

Una torta per piccole donne



Vermi, bruchi, topolini? Si, sì, ma anche tanti fiorellini primaverili..

.
...If you forget your chocolate cake in the garden...




Qualche volta succede di dover fare una torta il cui tema non ci è particolarmente gradito. E' dire che realizzare un dolce per delle piccole donne che compiono tredici anni, dovrebbe far pensare a qualcosa di bello, fresco e romantico, come l'età che esse compiono...
Ed invece le nuove piccole donne non sono attirate da quello che noi immaginiamo, ma da tutt'altro, come animali repellenti e disgustosi.
Eh, sì... la torta, secondo le nostre ragazzine, per essere accettabile, deve contenere qualcosa di orribile e digustoso, in modo da essere una "tremenda figata"!!!! :DD






Larva





Ma potevo mai realizzare qualcosa di horror???? Noooooooooo... anche se mi era stato espressamente richiesto, per me è quasi impossibile, per cui ho molto mitigato l'aspetto orrido, scivolando un po' sul tema della primavera.
La torta che ne è venuta fuori è, manco a dirlo, allegra, primaverile, fresca e disordinata, come appunto le due festeggiate! Ovviamente è una torta destinata a delle ragazzine ed ai loro amici, per una festa spensierata e chiassosa: non è certo un prodotto di alta pasticceria, ma riesce a soddisfare i gusti e le aspettative della prima adolescenza.
Le mamme spesso hanno  l'esigenza di accontentare i figli anche in cucina e per questo non sempre possono rivolgerci come vorrebbero, a preparazioni elaborate o di design più accattivante, seguendo linee estetiche e realizzative a loro più consone o stimolanti. Per una cena fra amici, o per occasioni più eleganti certamente il dessert ha un altro valore e quindi sostanza ed aspetto, cambiano in maniera totale.






...If you forget your chocolate cake in the garden...





Ma Ammodomio, essendo un piccolo blog di piccole e per piccole cuoche, di volta in volta, come succede nella vita, cerca di proporre la soluzione migliore ad un problema prettamente culinario. Non ci stanchiamo di ripetere infatti, proprio perchè tutto quello che noi riportiamo qui è quello che realmente cuciniamo per noi e per chi si siede alla nostra tavola, molto spesso è un qualcosa di semplice e facilmente riproducibile in ogni casa. Non che l'alta cucina o l'alta pasticceria non ci interessino, o siano fuori dalla nostra portata, ma spesso esulano dalle situazioni contingenti. Ovviamente occasioni per sperimentare qualcosa di diverso ci sono, ma non possono essere la consuetudine. Questa scelta non preclude assolutamente a sperimentazioni innovative diverse... pure quelle ci saranno, anche se non sono il nostro obbiettivo pricipale.
Per concludere, questa torta non è certo destinata ad una cena "importante"!!!
Per quella il dessert sarà completamente diverso e se ci seguirete a breve ce lo gusteremo insieme. Sarà un'altra piccola sorpresa.
Per ora divertiamoci con questa torta, così come ho fatto io,  vi assicuro che è stato un vero spasso.
Un' ultima cosa abbastanza importante... sebbene non sia di alta pasticceria, la torta è veramente buona!!!


Torta per "piccole donne"



Pan di Spagna al cacao (dose da un disco da 30cm di diametro)


3 uova separate
75 g di zucchero
30 g di cacao amaro
15 g di fecola
30 g di farina tipo"00"
1 cucchiaino di lievito
vaniglia


Montare le chiare in neve con lo zucchero, unire i tuorli, la vaniglia e montare ancora con le fruste elettriche. Incorporare a mano i restanti ingredienti precedentemente setacciati. Cuocere a 200°C per circa 10 min. in cerchio di 30 cm di diametro.


Pan di Spagna (dose da un disco di 30cm di diametro)


3 uova separate
75 g di zucchero
20 gr di fecola
55 di farina tipo "00"
1 cucchiaino di lievito scarso
vaniglia


Montare le chiare in neve con lo zucchero, unire i tuorli, la vaniglia e montare ancora con delle fruste elettriche. Incorporare a mano i restanti ingredienti precedentemente setacciati. Cuocere a 200°C per circa 10 min. in cerchio di 30 cm di diametro.


Prepare due dischi di Pan di Spagna al cacao e uno di Pan di Spagna semplice,preferibilmente il giorno prima. Lasciarli ben freddare quindi avvolgerli in pellicola o metterli in un sacchetto di cellophane. Possono essere realizzati con largo anticipo e conservati in frigo ben siglillati con pellicola e cellophane. Al momento dell'uso togliere loro la crosticina superficiale.



Crema di farcitura


250 g di mascarpone
200 g circa di latte condensato
250-300g di panna montata


Montare il mascarpone con delle fruste elettriche, unire a filo il latte condensato ben freddo sempre montando, cercando di unire i due ingredienti. In un primo momento la crema sembrerà liquida ed inconsistente, ma perseverando con le fruste essa diventerà soda e corposa. Unire a questo punto la panna già montata con una spatola, cercando di non smontare il composto. (La crema a parte mie aggiunte e dosi modificate, dovrebbe essere di ..@nn@ di cookaround.)

Glassa lucida al cioccolato

250 g di panna liquida
100 g di sciroppo di glucosio
300 g di cioccolato fondente
50 g di burro morbido

Riscaldare panna e glucosio fino a circa 60°C, unire il cioccolato (in piccoli pezzi o gocce) e far sciogliere. Mescolare senza sbattere quindi unire il burro morbido. Usare la glassa intorno ai 30°C. (Ricetta del pasticciere Giancarlo Comi)



Montaggio del dolce


Posizionare sopra il piatto di servizio un disco di Pan di Spagna al cacao, mettendo la parte che era a contatto della teglia in basso. Circondare con un anello mobile in acciaio. Inzuppare con una bagna di vostro gradimento, quindi stendere metà della crema di farcitura. Posizionare il disco di Pan di Spagna semplice, inzupparlo anch'esso e quindi stendere l'altra metà di crema. Terminare con l'ultimo disco di Pan di Spagna al cacao posizionandolo in modo che la parte a contatto con la teglia sia in alto. Inzuppare, coprire con pellicola e far freddare bene in frigo per alcune ore. Togliere l 'anello, ricoprire il piatto di servizio con strisce di carta forno, quindi glassare la torta. Far riposare qualche minuto, quindi rimuovere le strisce di carta. Con parte della glassa inserita in una tasca con bocchetta liscia tonda, eseguire delle piccole perle intorno ai bordi superiore ed inferiore della torta. La torta è finita e può essere servita così semplicemente.
Arricchirla, poco prima del servizio, con dei decori in pasta di zucchero, precedentemente realizzati e fatti asciugare all'aria. I decori si attaccano alla torta con l'aiuto di poca glassa al cioccolato.




Mouse



Volevo ringraziare la bravissima Rosa per il suo aiuto nel realizzare i topolini...Senza di lei non sarebbero mai venuti così bene! Grazie ancora, Rosa!



A presto,

Paola




Piesse:Approfittiamo di questo post per fare gli auguri di buon compleanno ad una grande cuoca, ad  una "piccola donna" molto molto speciale!!!!! Senza alcuna ironia, eh...
Baci grandi,
 Ornella e Paola




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