lunedì 28 novembre 2011

A Lucca con La Cucina Italiana

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A Paola spetterà il compito di raccontarvi la bella esperienza fatta a Lucca con La Cucina Italiana, io mi sono presa la libertà di mostrarvi la Menzione speciale che ha ricevuto per questa ricetta, ritenuta dall'esperta giuria, molto particolare, perfettamente realizzata, che dimostra alta capacità e abilità!!!!
Conoscendo bene la modestia della mia vicina dell'Interno Otto, sono certa che non ne avrebbe fatto parola...
Perciò, orgogliosissima di godere della sua sempre attenta e preziosa collaborazione, le porgo, da queste pagine, le mie più sincere congratulazioni!!!!! E intanto ... gòngolo!!! ^_^

Buon inizio settimana a tutti,

Ornella

Piesse:  Desidero fare un saluto particolare a tutte le blogger che hanno condiviso questa bella esperienza - ragazze, baci a tutte!!!!!! - aggiungendo un ringraziamento mio personale a tutta l'organizzazione del Desco e in special modo ad Anna Prandoni (Anna sei grande! :D), direttrice della scuola de La Cucina Italiana e della testata on line.

venerdì 25 novembre 2011

Meringhe al cacao di Pierre Hermé

Ma ci pensate che fino a poco più di un mese fa io andavo ancora al mare e che tra 30 giorni sarà Natale? Avete già cominciato ad organizzarvi per i regali golosi e per i menù delle feste?   
Oggi da noi fervono i preparativi, non solo per le prossime festività... Il blog è a "ranghi ridotti" per altre ragioni che vi racconteremo in seguito. ;))) Intanto Paola ed io abbiamo già messo in cantiere qualche esperimento, che se soddisfacente, finirà, oltre che su queste pagine, anche nei nostri pacchetti regalo. Senza esserci dette nulla, ciascuna per proprio conto, siamo state attratte da una identica "ricettina", scovata tempo fa sul blog di quella signora francese, dove avevamo scoperto la ricetta originale di questi QUI! Ve li ricordate?  
Beh, l'abbiamo provata entrambe, anche se soltanto io sono riuscita a fare qualche foto al volo... 
Superfluo aggiungere che il risultato è ottimo, pur con qualche piccolo "ritocco ammodomio"... ^_^
Vi lascio la ricetta in lingua originale che la blogger francese ha tratto dal libro "Larousse du Chocolat" e di seguito quella con le mie  piccolissime modifiche.

Meringues au chocolat Pierre Hermé


MERINGHE AL CACAO di Pierre Hermè


100 g de sucre glace 
15 g de cacao en poudre 
4 blancs d'oeufs 
100 g de sucre en poudre

Tamiser sucre glace et cacao.
Fouetter les blancs au batteur électrique à vitesse moyenne en y incorporant, dès le départ et petit à petit, la moitié du sucre en poudre. Continuer à fouetter jusqu'à ce que les blancs montés soient brillants, lisses et très fermes. A ce moment-là verser dessus en pluie la seconde moitié du sucre en soulevant l'ensemble à l'aide d'une spatule souple et en soulevant l'ensemble le moins possible.
A l'aide de la spatule incorporer ensuite le mélange sucre glace/cacao.
Préchauffer le four à 120°.Dresser le meringues sur du papier sulfurisé et enfourner pour deux heures (si ce sont des grosses pièces) sinon 1 heure suffit. Bien entendu, c'est fonction de la taille des meringues.

Meringhe al cacao di Pierre Hermé

Meringhe al cacao


125 g di zucchero a velo (una busta)
1 cucchiaio di cacao amaro
4 albumi (di grandezza media)  
125 g di zucchero semolato superfino tipo Zefiro (8 cucchiai rasi)
1 cucchiaino raso di Frumina (amido di frumento)

Setacciate insieme lo zucchero a velo, il cacao, la frumina e, se volete un effetto marmorizzato come ha fatto Paola, mescolateli il meno possibile, altrimenti otterrete delle meringhe come le mie, chiare all'esterno e più scure all'interno.
Montate gli albumi con le fruste elettriche a media velocità, incorporando a poco a poco a cucchiaiate, lo zucchero semolato.Continuate a montare fino a che gli albumi saranno sodi, lisci e lucidi. A questo punto versate a pioggia lo zucchero a velo, il cacao, la frumina che avevate setacciato, e incorporateli a mano con delicatezza agli albumi già montati, col solito movimento dal basso verso l'alto, aiutandovi con una spatola da pasticceria. Preriscaldare il forno a 120 gradi (io forno ventilato a 100°) e nel frattempo disponete le meringhe sulla carta da forno. Cuocetele per un'ora circa- anzi possono bastare 3/4 d'ora se piccole come le mie - lasciandole poi nel forno spento. Io ho riempito dei simpatici pirottini natalizi usando la sac à poche con la bocchetta spizzata. A fine cottura, se volete accentuare l'aroma del cacao, anche se non è affatto necessario, potrete spolverizzare le meringhe con un pochino di cacao in polvere.

Meringhe al cacao di Pierre Hermé

E' vero che sono molto carine? A me, che sono una meringa-dipendente, sono piaciute tantissimo!!!!

Vi auguro uno splendido fine settimana,

Ornella

mercoledì 23 novembre 2011

L'uovo fritto di Carlo Cracco... ma anche no!

Siccome in cucina c'è sempre da imparare da chiunque - ebbene sì, lo confesso - ogni tanto "sbircio" la trasmissione  della Parodi! ^_^
 Vabbé, la verità è che il "nuovo corso" della Benny nazionale sulla 7, oltre che divertente perché un pelino più autoironico, offre qualche spunto interessante,  soprattutto quando a cucinare non è lei, ma i suoi ospiti!!!! ;)))
Non è che sia diventata una sua fan, né tanto meno che mi danni l'anima pur di non perdere  una sua performance culinaria, ma se Fabiola - sì sempre lei, l'amica del forum di Cucina Italiana  , sempre attenta a tutte le novità - mi segnala qualcosa di interessante, corro a riguardarmi il filmato. 
Così è accaduto quando in trasmissione è arrivata Lei (se non l'avete vista, peggio per voi :D ma potete rimediare vedendovi la replica), così è stato per Carlo Cracco.

L'uovo fritto di Carlo Cracco




Ho un debole per Cracco... sì sì... mi piace proprio assai, tanto che non mi perdo neppure una virgola di MasterChef! A proposito, voi che ne pensate? Facciamo un toto-vincitori? ;)

Beh non mi fate perdere il filo del discorso... passiamo alla ricetta.
Incuriosita dallo strano modo del Maestro Cracco di trattare le uova, non ho potuto esimermi dallo sperimentare! Guardate il filmato qui di seguito e ditemi se non vi è venuta voglia di provare...


video


 La ricetta è semplicissima; il risultato  è straordinariamente buono, a patto che seguiate pedissequamente tutti i passaggi spiegati benissimo da Cracco. 
Cosa aggiungere ancora, dopo aver sperimentato in prima persona la ricetta di questo grande chef?

Uovo fritto di Carlo Cracco


Tuorlo fritto di  Carlo CRACCO

Ingredienti:

tuorli d'uovo 
pangrattato
olio extra vergine
spinaci (freschi, nOn surgetati!)
uva passa
pinoli
marsala (aggiunta mia)
sale q.b.

 Qualche ora prima (io l'ho fatto la sera precedente, per il pranzo del giorno dopo), preparate i tuorli, mettendoli nel pangrattato e poi in frigo(*). Se desiderate ottenere la forma perfettamente sferica, eliminate accuratamente ogni traccia di albume, altrimenti in cottura si coagulerà subito, dando al tuorlo una forma ovoidale. Per una buona riuscita, dopo qualche ora, dovrete altresì girare i tuorli nel pangrattato, mettendo cioè la parte superiore sul fondo del contenitore con il pangrattato.  Anche questo passaggio sarà necessario per ottenere un tuorlo ben in forma e che abbia assorbito la panatura in modo omogeneo. Prima di friggere i tuorli in olio profondo caldo, ma non fumante, preparate gli spinaci, seguendo la ricetta originale. Ho solo fatto una piccolissima aggiunta: ho messo ad ammollare l'uva passa nel Marsala piuttosto che nell'acqua e vi devo proprio dire che, modestissimamente ;)))), mi è sembrata una buona trovata. 
Un altro accorgimento che si può adottare, per non correre il rischio che i tuorli in cottura si rompano,(*) è quello, suggerito da Mariella di Meglio, di tenerli in freezer piuttosto che in frigo. Io, che amo il rischio, ho seguito il Maestro e sebbene uno dei due tuorli che avevo preparato ha dato in cottura i primi segni di cedimento, sono riuscita a recuperarlo tranquillamente. Quindi, niente paura, siate pure temerari; in fondo, il bello della cucina è anche questo!

Bene, per ora mi pare tutto... Passo e chiudo! *_*

Alla prossima,

Ornella


Piesse: Il "ma anche no" nel titolo è riferito alla nostra rubrica sul cibo in TV! Se vi siete persi le puntate precedenti, cercatevele tra le "etichette". l'elenco di quelle di Paola su Csaba, sono qui. ;)

Testi ed immagini sono protetti dalla legge sul diritto d'autore n. 633/1941 e successive modifiche. 
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lunedì 21 novembre 2011

Carving in the kitchen: la nona ricetta

Quanto mi piace questa nuova scultura nel piatto di Stefano Bianco!!! E' divertente, colorata e richiama alla mente, la festa, la fiaba, il gioco, il circo, i bambini...
No non temete, non vi chiederemmo mai di cucinare carne di leone, né di inventarvi qualche diavoleria improponibile, dovrete soltanto, come sempre, dare la vostra interpretazione culinaria di questa piccola opera d'arte!


Carving in the kitchen Recipe number nine


Che ne dite allora di pensare a qualcosa per i più piccoli? Un piatto divertente che contenga i 3 elementi colorati presenti nella "ricetta" di Stefano?
 Essì perché quella sorta di grandi pastiglie  che vedete nel piatto, non sono compresse di Aspirina colorate :DDDDDD, ma potrebbero simboleggiare per l'autore 3 alimenti indispensabili nell'alimentazione dei bambini: la carne; le verdure; i legumi.


composizione

Bene, posto che non siete assolutamente obbligati a seguire alcun mio suggerimento e che siete liberissimi di abbinare a questa scultura, una vostra preparazione (anche già postata) potranno andare egregiamente ricette natalizie di dolci, di biscotti, di caramelle colorate...  insomma tutto quello che vi pare adatto. E perché no? Siccome siete capaci di tutto,  magari anche una bella cotoletta di carne di leone, se sapete dove trovarla! ^_^
E mi raccomando, non dimenticate il Titolo che dareste a questa nona scultura!!!


FOTO 6

In ultimo, prima di passare al Regolamento, oltre ai miei sempre sentiti e sinceri ringraziamenti per la vostra gioiosa e attenta partecipazione al nostro gioco, vi ricordo che tra i commenti a questo post troverete quelli di Stefano. Infatti, solo all'ultimo, poco prima della pubblicazione del nuovo post, mi comunica i nomi dei vincitori che decide in piena autonomia, dopo aver guardato e riguardato tutti i vostri post. Sì sì, credetemi sulla parola, proprio all'ultimo secondo utile!!! O_o

FOTO 7

Che cosa dovete fare per partecipare al nostro esperimento artistico-culinario?

1) Per tutti:osservate bene la scultura, scatenate la vostra fantasia e lasciateci nei commenti a questo post, il titolo che dareste all'opera e la vostra ricetta.

2) Per i blog:prendete il nuovo bannerino di Carving in the Kitchen (quello che trovate in alto a sinistra) mettetelo nella vostra colonna indicizzata (grazie ;)) ) e linkatelo qui. Se vorrete pubblicare un vostro post apposito, anche con una ricetta già pubblicata, ci farete davvero piacere. ;)

3) Per tutti:diffondete l'iniziativa il più possibile, su FaceBook, su Twitter, su Flickr, insomma dove vi pare, condividendo e linkando questo post (fateci un po' di pubblicità, che ce la meritiamo, no?).

4) Il vostro link o il vostro commento a questo post ci deve pervenire entro le 23,55 del 20 30 Dicembre (nOn siamo fiscalissimi, quindi nOn vi preoccupate troppo, ma teneteci d'occhio su Faceboock, dove vi aggiorneremo su eventuali slittamenti! ;)). L'importante che arriviate con il vostro link, prima della pubblicazione del nuovo post).

5) Anche per questa ottava ricetta ci sarà in palio una piccola scultura in barattolo della collezione "Le conserve di Stefano Bianco" che verrà estratta a sorte tra tutti i partecipanti.

CONSERVA N° 8


Udite udite...ore10,05 di oggi 21 Novembre: Stefano mi ha appena comunicato
 i vincitori
L'ottava opera avrà per titolo:"Ars Oratoria: Sintesi Perfetta"!!!!! Chi è la vincitrice scopritelo cliccando sul titolo che si è aggiudicato la vittoria... :DDDDDDD
Sorteggiata invece tra tutti i patecipanti, che riceverà quindi il "pensierino" di Stefano è Lei!!!!!! 
Cara, mi sa che il tuo indirizzo  non  l'abbiamo...  Quindi inviamelo in posta privata!!! :))))

Esaurito il mio compito di "padrona di casa" vi do appuntamento al mese prossimo con Carving in The kitchen! 
Buonissima giornata a tutti,

Ornella 


Piesse: Chi volesse acquistare per Natale una piccola Conserva di Stefano Bianco, clicchi QUI!


Una nota biografica su Stefano Bianco e la sua carriera artistica QUI.


Carving in the Kitchen è un progetto di Creative corporation per  le sculture di Stefano Bianco, le foto  e l'impostazione grafica di Nina de Luca, i testi di Ornella Mirelli e le ricette dei foodblogger.
Per eventuali informazione sull’acquisto e spedizione delle opere, potete rivolgervi con una mail a questo indirizzo di posta elettronica:info@stefanobianco.it e verrete immediatamente contattati.



Nota Bene: Il premio messo  in palio da Stefano Bianco NON rientra nella disciplina dei "Concorsi a premio" essendo un  omaggio dell' artista al solo scopo di ringraziare i partecipanti al nostro progetto.


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mercoledì 16 novembre 2011

Whoopy pie con farina di castagne e crema di ricotta

Ma quanto è buona la farina di castagne? E quante cose buone si possono preparare con essa? Oltre la polenta dolce, i necci, ed il castagnaccio, piatti antichi e conosciuti da tutti, ci sono innumerevoli preparazioni dolci e salate che utilizzano questo versatile e caratteristico ingrediente:  pane, (buonissimo quello che si trova in Garfagnana), dolci, biscotti, frittelle, crepes, gnocchi, tagliatelle......

E così quando la Cucina Italiana ci ha scelto, insieme ad altri 24 blog, per partecipare al loro Contest, "Castagne al Desco", beh, non ci siamo fatte sfuggire l'occasione di poter sperimentare con la farina di castagne che gentilmente ci è stata inviata. Un pacchetto prezioso di profumata farina di castagne della Garfagnana, che ci riporta a quel lembo di terra Toscana, ricca di suggestivi paesaggi dove i secolari castagneti fanno invariabilmente da sfondo.
Che cosa abbiamo preparato dunque con questo prodotto antico che per lungo tempo ha sfamato le popolazioni povere della montagna? Molte cosette, oltre al Castagnaccio che a casa mia durante l'inverno, spesso e volentieri trova posto in tavola : il pane, in una versione molto moderna, (ve lo proporrò fra qualche giorno), degli gnocchi e ovviamente un piccolo dolcetto. Con quest'ultimo io ed Ornella, partecipiamo al primo Contest della Cucina Italiana (solamente per donne, ops ragazze...;))) che ci vedrà nella bellissima Città di Lucca il 26 ed il 27 Novembre, nell'ambito della VII edizione della Manifestazione "Il Desco" che si tiene da domani 19 Novembre, fino all'11 Dicembre 2011. Moltissimi sono gli eventi in programma e se ne volete sapere di più, potete dare uno sguardo qui.

Ecco dunque la nostra piccola preparazione a base di farina di castagne....


Whoopy pie con farina di castagne e crema di ricotta






 


150 g di farina di castagne
150 g di farina tipo "00"
100 g di burro morbido
170 g di zucchero Muscovado (o altro tipo di "natural brown sugar")
130 ml di latte
2 cucchiai di cacao amaro
1 uovo
1 cucchiaino di lievito
1 cucchiaino di bicarbonato
un pizzico di sale
vaniglia

Per la crema di ricotta

60 g di burro morbido
120 g di zucchero a velo
150 g di ricotta di pecora
vaniglia

Per finire
250 g di cioccolato di copertura fondente


Prepariamo subito i gusci dei nostri dolcetti. In una capiente ciotola setacciare e mescolare insieme la farina di castagne, la farina di frumento, il cacao, il bicarbonato ed il lievito.
Montare il burro morbido con lo zucchero Muscovado, la vaniglia ed il pizzico di sale, fino ad ottenere un composto morbido, spumoso e di colore avana chiaro. Aggiungere l'uovo intero e montare ancora per un paio di minuti. Aggiungere 1/3 della miscela di farine, quindi metà del latte. Alternare quindi il resto delle farine, con il rimanente latte. Il composto risulterà morbido, ma sostenuto. 
Riempire con esso una tasca con bocchetta liscia e depositare su una lastra delle semi sfere grandi quanto una piccola noce. Ne otterrete circa 48.
Cuocerle a 180°C per circa 10-12 minuti. Non cuocerle troppo!
Lasciarle raffreddare, quindi farcirle con la crema preparata.








Preparazione della crema di ricotta

In una ciotola montare il burro morbido con lo zucchero a velo e la vaniglia. Quando il composto sarà soffice e morbido, unire la ricotta e montare pian piano a mano, con una frusta, in modo che la ricotta si amalgami alla crema di burro. Porre la crema in frigo a stabilizzarsi per almeno un'ora.
Utilizzare sempre una tasca con bocchetta liscia, depositando sulla metà dei gusci una grossa nocciola di crema. Premere su di essa i restanti gusci, quindi spolverizzare con del cacao, o dello zucchero a velo, semplicemente.
Volendo fare una cosina più elegante, passare le due semi sfere nel cioccolato fuso temperato.
Una volta asciutto il cioccolato, sistemare i Whoopy pie in dei pirottini e tenerli al fresco prima di servirli.

Un piccolo consiglio: i gusci acquistano un sapore intenso di castagna dopo un paio di giorni...Si possono preparare quindi in aticipo e conservarli in una bustina di cellophane. Si potranno poi farcire con la crema prima di servirli.





A presto,


Paola


FB image

Con questo Post partecipiamo al Contest della Cucina Italiana " Castagne al Desco".

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Olive all'ascolana?

Olive all'ascolana? Ehm...  non proprio o forse potremmo chiamarle Olive all'ascolana all'incontrario, se non fosse che le ricette tradizionali non si dovrebbero toccare, né  tanto meno stravolgere! ;))
Certo tutti saprete che la vera ricetta della tradizione marchigiana presuppone una certa manualità, gli ingredienti giusti e il tempo che ci vuole...
Ecco, il tempo... Pare proprio che oggi nessuno possa godere del privilegio - perché tale è, secondo me - di passare un po'  più di tempo in cucina a preparare qualche buon manicaretto che allieti la tavola. E' quasi scontato che le donne di oggi, arrancando tra casa, lavoro, figli, entrino in un supermercato e arraffino al volo prodotti già pronti o surgelati. Ma perché non provare a preparare qualcosa di buono, semplificandone al massimo il procedimento? Certo, non sarà la stessa cosa, la ricetta non rispetterà tutti i passaggi canonici, ma potremo gustare ugualmente un buon cibo genuino, preparato con le nostre mani, che non richiederà molto più del tempo necessario a scongelare un prodotto già pronto.


OLIVE 1

Credo che tutti conosciate la ricetta tradizionale delle Olive all'ascolana...
Si soffriggono in poco olio e burro 3 tipi diversi di carne (vitello, maiale e tacchino); si tritano; si mescolano a mortadella, formaggio, uova; si tagliano a spirale le olive, per snocciolarle e farcirle col composto di carni (impresa non proprio semplicissima); si ricompongono le olive; si passano nella farina, nell'uovo sbattuto, nel pangrattato e infine si friggono.
Quanti di voi sono disposti a fare tutto ciò per preparare un piccolo finger food che in cinque minuti viene puntualmente spazzolato? 
Allora provate ad applicare la regoletta di matematica  imparata all'elementari, quella che invertendo l'ordine dei fattori il prodotto non cambia ;))) e preparate le polpette farcite di olive, le Olive all'ascolana all'incontrario appunto...  avrete così degli ottimi stuzzichini da servire con un aperitivo, in molto meno tempo! ^_^.


Olive all'ascolana all'incontrario


OLIVE4


500 gr di carne tritata mista di vitello e maiale ( ho omesso il tacchino)
200 gr circa di olive verdi snocciolate e sgocciolate (dovrebbero essere circa una cinquantina, ma anche più)
2 uova
50 gr di mollica di pane raffermo
50 gr di mortadella tritata grossolanamente
50 gr di parmigiano (circa)
pangrattato q.b.
sale q.b.
olio extra vergine (per friggere)


Ammollate la mollica di pane in un po' d'acqua o latte, strizzatela benissimo e mescolatela a tutti gli altri ingredienti, procedendo ad impastare a mano come descritto QUI e QUI. ;)
In ogni polpetta inserite un'oliva che avrete precedentemente tenuto a sgocciolare e asciugato su un vassoio coperto da un canovaccio. Date alle polpette la forma ovoidale delle olive, passatele nel pangrattato e friggetele in olio profondo. Tenete l'olio dapprima ad una temperatura media (non troppo alta, quindi) per dare modo all'impasto di cuocersi in manieraomogeneo e successivamente aumentatela per far prendere colore alle polpette. Se non avrete ben compattato l'impasto, le polpette potrebbero aprirsi, per cui fate attenzione a formarle nel modo giusto. In ogni caso, se proprio non volete correre rischi, potrete sempre infarinarle e passarle nell'uovo sbattuto, prima di rotolarle nel pangrattato, come si fa per le vere olive all'ascolana. 


Spero di esservi stata utile,

Ornella

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lunedì 14 novembre 2011

Torta di mele (di casa mia)

Come faccio a dirvi che la torta di mele io la faccio a occhio? Ve lo dico e basta!!! ^____^
Essì perché una profumata torta di mele, ideale per accompagnare una fumante tazza di té o per la merenda dei bambini, è una di quelle preparazioni che in ogni casa si fa di frequente, specie in questo periodo dell'anno quando le mele sono proprio buone buone e abbondano in ogni dispensa. E' naturale che ciascuno abbia la sua ricetta, quella della mamma, della nonna, della suocera... e che la prepari a occhi chiusi, velocemente, se vuole coccolare la sua famiglia o i suoi ospiti. Io però, quando preparo la mia Torta di mele ho la pessima abitudine di scaravoltare  lo zucchero e la farina direttamente dai barattoli :DDDD, per cui diventa veramente difficile ricostruire una ricetta precisa.
Siete pronti a giocare insieme a me con una semplice, comunissima torta di mele che ciascuno di noi a casa sua prepara facilmente senza tanti strologamenti 
Allora facciamo così: io vi racconto grosso modo come la faccio e voi, che siete  più esperti, più bravi, sicuramente mOlto più precisi di me, mi aiutate a ricostruire i grammi dello zucchero  e della farina per l'impasto, ché quelli proprio non ve li so quantificare se non grosso modo, appunto... 
Ci state? Insomma, voi quanti grammi ne mettereste?
 Bene, via al quiz!!! :DDDD
Quanta farina e quanto zucchero ho usato per l'impasto del guscio, considerato che ho utilizzato uno stampo dal diametro di 28 cm e che un pochino (poco, eh) di impasto è avanzato?

Torta di mele (di casa mia)


Torta di mele

per il guscio (stampo da 28 cm di diametro):
250-300 gr di farina 00 (???)
2 uova
100 gr di burro (freddo)
1/2 busta di zucchero a velo da 125 gr + un tot(?) di zucchero superfino vanigliato (150gr in totale?)
1 pizzico di sale
2-3 gocce di succo di limone

per la crema:
500 ml di latte intero (circa)
3 tuorli
4 cucchiai colmi di zucchero
2 cucchiai molto colmi di farina setacciata
la scorza intera di mezzo limone non trattato (solo la parte gialla)

per la copertura:
3 mele
 una spolverata di zucchero semolato
 un dito scarso di limoncello

In una ciotola metto la farina setacciata insieme al lievito, il pizzico di sale sciolto nel succo di limone e mescolo il tutto con la punta delle dita al burro freddo spezzettato, quindi faccio una conchetta al centro dove rompo le uova e metto lo zucchero. Con una forchetta comincio a sbattere le uova, prendendo man mano un po' di farina. Quando l'impasto comincia ad incorporare gli altri ingredienti, uso una spatola (uno di quei leccapentole di plastica rigida, senza manico) per continuare ad impastare, poi compatto il tutto con le mani e metto l'impasto in un sacchetto per alimenti, in frigo. Preparo la crema, come una comunissima crema pasticciera, sbattendo i tuorli con lo zucchero fino a renderli bianchi e spumosi, aggiungendo prima la farina setacciata, poi il latte tiepido a poco a poco e la buccia di limone. Lascio addensare la crema a fiamma moderata, mescolando sempre, portandola a bollore; tolgo la buccia di limone e la velo con una piccola nocciola di burro per non far formare la pellicola, la lascio freddare. Stendo l'impasto col matterello in uno strato piuttosto sottile e fodero con quest'ultimo uno stampo dal fondo amovibile, senza imburrarlo. Bucherello la pasta con i rebbi di una forchetta, farcisco con la crema e vi adagio sopra le mele tagliate a spicchi sottili; cospargo con lo zucchero semolato e una spruzzata di limoncello; infine inforno a 200° fino a doratura. A cottura ultimata, la lascio intiepidire la Torta di mele prima di sformarla sul piatto da portata e la copro a campana per far ammorbidire l'impasto del guscio, che altrimenti risuterebbe troppo croccante per i nostri gusti.

A volte faccio qualche variante per renderla più profumata.
* Metto un rametto di rosmarino quando scaldo il latte  per la crema, che poi filtro prima di mescolarlo agli altri ingredienti.
** A cottura ultimata, spargo sulla torta una manciata di pinoli tostati in un padellino antiaderenti. Non li metto prima di infornare la torta perché ho sperimentato che l'umidità generata dalle mele in cottura, ammolla i pinoli e toglie loro la caratteristica croccantezza.


Tortadi mele fumante

Penso che ogni tanto sia giusto rammentare a noi stessi, blogger o semplici appassionati di cucina, che non dovremmo prenderci troppo sul serio... In fondo la cucina è gioia e divertimento; almeno per me lo è, e spero anche per tutti voi! *__*


E con questa "Perla di saggezza" vi lascio e vi auguro buona settimana,
Ornella

Piesse: A proposito di mele e di buone ricette di famiglia, vi ricordate la Tarte aux pommes di Memè, pubblicata qui su Ammodomio, prima che lei decidesse di aprire il suo blog? Quanto tempo è già passato e quante delizie ha già sfornato... Vi consiglio di andare a darle un'occhiata!






Con questo post partecipo al delizioso Giveaway dell'Araba, "Marthellati"! :)





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