lunedì 30 aprile 2012

Quasi una Pastiera "ammodomio"

Lo so bene che la Pastiera è sacra e non si tocca, che la ricetta, sia pure con qualche variante, deve rispettare tutti i canoni della tradizione, ma voi come lo chiamereste un dolcetto come questo? Crostata di ricotta? Boh???
Da noi in Puglia, in alcuni ristoranti, servono torte simili chiamandole semplicemente Pastiere, o al massimo, Pastiere alla pugliese, vuoi per la farcia, essenzialmente a base  di ricotta, vuoi per la forma, molto molto simile, se non identica alla più famosa e nobile "sorella" partenopea.
Vabbé, la premessa era doverosa, per non incorrere nelle sacrosante rimostranze dei "puristi", ma vi posso assicurare che questa mia interpretazione di un dolce della tradizione campana, è buonissima, leggera e volendo, si può rendere  relativamente dietetica.  ;) Basterà sostituire lo zucchero con un dolcificante, usare ricotta magra  e... il gioco è fatto! ^_^
L'impasto del guscio è praticamente lo stesso che ho usato QUI, arricchito da 3 cucchiaini di zucchero e un pizzico di zeste di limone. Se ancora non lo avete fatto, vi consiglio di provarlo... sarà una piacevolissima sorpresa, sia in versione dolce  come in quella salata, sia per la semplicità di esecuzione, che per l'ottima consistenza...  Sentitammé.. fidatevi!  Per la farcia invece, sono andata sul sicuro: ho usato questa qui, con 100 grammi di ricotta in più. Nulla vi vieta di inventarvi altri mille ripieni... io ne ho già in mente diversi! ;))

Pastiera "ammodomio"


Quasi una Pastiera...


Ingredienti per uno stampo da Pastiera con il fondo di 22 cm di diametro

per il guscio:
200 gr di farina 00
200 gr di ricotta
20 gr di olio extravergine
3 cucchiaini di zucchero semolato
zeste di limone (facoltative)

per la farcia:
300 gr di ricotta
250 gr di latte
250 gr di acqua
150 gr di zucchero a velo + 2 cucchiai (aggiunta mia)
100 gr di semola di grano duro (non rimacinata - detta: semolina/o)
1 uovo
1 baccello di vaniglia
1 pizzico di sale
aromi a piacere (estratto di fiori d'arancio)

In una ciotola impastate velocemente la ricotta ( se freschissima, lasciatela a scolare per una notte) con la farina e gli altri ingredienti per il guscio, fino a che non ne risulti un impasto liscio, omogeneo ed elastico. Appiattitelo con le mani, avvolgetelo nella pellicola e mettetelo in frigo.


 Per la farcia, mettete a bollire con un baccello di vaniglia, l'acqua e il latte, più un pizzico di sale. Quando i liquidi bolliranno, levate il baccello, abbassate la fiamma, versate il semolino e cuocete per 5 minuti, mescolando. Lasciate freddare il composto e unite l'uovo battuto, la ricotta setacciata  e lavorata con lo zucchero a velo, qualche goccia di essenza  fior d'arancio.
  Prendete l'impasto dal frigo e stendetelo col matterello, il più sottile possibile, quindi foderatevi uno stampo da Pastiera precedentemente ricoperto con carta forno, inumidita e ben strizzata. Non sarà necessario usare altra farina perché l'impasto non si attaccherà, né alla spianatoia, né al matterello! ^_^
Bucherellate il fondo con i rebbi della forchetta e riempite il guscio con la farcia. Togliete la pasta in eccesso e procedete con le strisce, per decorare. 
Come fate per ottenere striscette di impasto di dimensioni uguali? Prendete righello e squadretta? Io stendo i ritagli in un'unica sfoglia, vi poggio sopra un piccolo matterello che mi serve da misura e... taglio! :D
Infine, infornate la Pastiera in forno caldo statico a 190° fino a doratura.
Una piccola raccomandazione indispensabile... Non servitela mai calda, anzi preparatele con largo anticipo giacché dà il meglio di sé dopo un adeguato riposo! Si può conservare fuori dal frigo per diversi giorni, senza che perda sapore o si deteriori in alcun modo. 


PASTIERA P



 Augurandovi buon Primo Maggio, vi abbraccio,

Ornella

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sabato 28 aprile 2012

Il tuo discount Dpiù a portata di mano

A dire la verità, per una sorta di prevenzione un po' sciocca, non ero mai stata una convinta frequentatrice dei discount, fedele al vecchio detto che recita:"come spendi mangi!" In realtà, ogni volta che vi ho messo piede alla ricerca di qualche cosa introvabile da altre parti, ne sono uscita col carrello colmo e mai insoddisfatta, specie del rapporto qualità-prezzo. Oggi, che l'imperativo categorico per ciascuno di noi è quello di risparmiare, la mia ottica è  del tutto cambiata. Ritengo che sia opportuno, oltre che "eticamente" corretto, non fermarsi al primo  supermercato che si incontra lungo la strada, ma scegliere con oculatezza cosa comprare e dove fare la spesa...  Beh, negli oltre 250 punti vendita Dpiù sparsi su tutto il territorio nazionale, non è affatto difficile trovare ottimi prodotti insieme ad un servizio eccellente.  E' possibile acquistarvi anche ingredienti freschi che vanno dal pane alla carne, dalla verdura alla frutta, dai latticini ai formaggi e via di seguito...  basta guardare il sito internet!  Davvero di facile e intuiva consultazione, il sito Dpiù consente di guardarsi comodamente a casa propria le offerte in promozione, aggiornate in tempo reale; le raccolte punti; le opportunità di lavoro; i viaggi più convenienti; gli indirizzi dei negozi più vicini o di nuova apertura. Vi pare poco? La novità che mi ha sorpresa e divertita di più, è la possibilità di scaricare un'App sul telefonino, per avere sempre a portata di mano il volantino con le promozioni in offerta, anche se stiamo girando tra gli scaffali del  nostro supermercato Dpiù. 
Quindi  sembra  proprio che tutto sia studiato in ogni dettaglio, per soddisfare le  esigenze delle singole persone. Insomma, ci sono persone e poi persone Dpiù! :)




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lunedì 23 aprile 2012

Rape e fagioli, ovvero come utilizzare gli scarti delle cime di rapa

 Trovo che sia una delle tendenze più intelligenti  e stimolanti dei nostri tempi, quella di riciclare gli scarti; tutte le parti  cioè  di cibi che normalmente prendono la strada della spazzatura. Certo non mi sognerei mai, per seguire la moda del momento, di congelare e riciclare le ossa di pollo o di agnello  già spolpate dai commensali per farci un brodo, anche se c'è chi lo fa e ne canta meraviglie... Ma usare i baccelli dei piselli,  i gambi dei carciofi, le bucce e il seme dei pomodori, e tanto altro ancora, non solo si può fare tranquillamente, quanto che  può riservare grandi sorprese a costo irrisorio.
E voi che ne pensate? Riciclate gli scarti? E fin dove vi spingete?
Francamente a frullare le Cime di rapa non ci avevo mai pensato, anzi mi sembrava un sacrilegio maltrattare una tale grazia di Dio... Ma dalle Cime di rapa, se si vogliono cucinare a regola d'arte, avanza molto scarto,  e quindi perché non tentare un riciclo? Tutte le foglie più dure e  i gambi, che non sono parti normalmente edibili, se cucinati nei modi consueti (troppo fibrose le foglie e troppo duri i gambi, per non parlare del sapore amarognolo, molto più accentuato), se trattati con un minimo di accortezza, posso diventare molto gustosi. 
Allora come procedere per sfruttare ogni parte di questa verdura così particolare che si trova solo in alcuni periodi dell'anno? Adesso ve lo racconto... 
Tenete conto che Rape e Fagioli, possono essere cucinati nel modo tradizionale, utilizzando le parti "nobili" della verdura. Bisognerà lessarle in acqua salata, mescolarle ai fagioli anch'essi già cotti e condendo il tutto con olio e limone.


Rape e Fagioli


RAPE E FAGIOLI


Cime di rapa (lo scarto della verdura)
fagioli cannellini
olio extravergine d'oliva
succo di limone


Mondate la verdura nel modo consueto, "sfilando" le foglie tenere e mettendo da parte le cime. Vi serviranno per altre preparazioni come questa o questa. Lavate molto bene tutte le parti che avete scartato, compresi i gambi e fatele cuocere molto bene in abbondante acqua bollente salata, fino a che non risulteranno tenere. Scolate, sciacquatele nuovamente in acqua fresca, mettetele in una ciotola e date una prima lunga frullata con il mixer a immersione. Siccome foglie e gambi delle cime di rapa sono molto fibrosi, dovrete passare tutto con il passaverdure, per ottenere una crema densa ma liscia, che non contenga fastidiosi filamenti.  Il passato di verdura così ottenuto può essere a questo punto mescolato ai fagioli già cotti e condito semplicemente con olio extravergine e succo limone. Il piatto che ne otterrete sarà gustoso, semplice, sano e quasi a costo zero! :D
Tenete conto che questo passato di scarti di cime di rapa può essere tranquillamente congelato e potrete utilizzarlo nella stagione calda, quando le cime di rapa sono introvabili.
A dire la verità. quest'anno se ne trovano ancora di buonissime... quindi conviene proprio approfittarne e farne scorta per l'estate. 
 Allora, come fare un piatto di orecchiette e cime di rapa fuori stagione per stupire i vostri ospiti?  Elementare... :)))) 
Scongelate il vostro vasetto di scarti già trattati; fate scaldare in padella l'olio con l'aglio, il peperoncino e qualche filetto di acciughe sott'olio; aggiungete il passato di cime di rapa  facendolo insaporire e addensare. Lessate le orecchiette fresche e versatele nella padella, lasciandole saltare per pochi minuti; infine, mettete il tutto in una zuppiera e servite!


Noi di Ammodomio ci prendiamo qualche giorno di meritato riposo, augurandovi di trascorrere serenamente queste giornate festive...

A prestissimo,

Ornella

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venerdì 20 aprile 2012

La Pasta Matta...solo di nome!!!

Dopo tutto quello che abbiamo scritto sul Pan di Spagna, ne  "Le ricette di base", fare un post sulla Pasta Matta sembra quasi provocatorio.....
Ma che cos'è, prima di tutto?
Possiamo dire che è un impasto leggero, ma consistente, sul tipo appunto del Pan di Spagna, ma con molte meno uova, che vengono sostituite con.....dell'acqua calda! Il risultato è un dolce leggero, sia nella consistenza, sia nella sostanza, dato che a parità di peso e di volume, si utilizzano molte meno uova che in un Pan di spagna classico.
 Capite subito che si tratta di una preparazione casalinga che manda a benedire tutto quello (o quasi) che la pasticceria canonica detta in fatto di impasti montati, ma ciò nonostante degna di essere considerata.

In alcune regioni d'Italia la pasta matta è una specie di pasta secca, tipo quella dello strudel, mentre in Toscana identifica questo impasto appena descritto che può essere utilizzato in molti modi, non ultimo come base per quelle torte che poi debbono subire una decorazione in pasta di zucchero......

A tale proposito vorrei aprire una parentesi sull'opportunità di utilizzare delle basi leggere, come il Pan di Spagna, o come questa stessa preparazione, per le torte decorate.
Sul web (eh, sì perchè in realtà il cosidetto Cake Design furoreggia nel mondo virtuale, ma in quello reale sono pochissimi i laboratori veri e non case private, in cui si attua) è tutto un proliferare di basi pesanti, ricche di burro, di provenienza anglosassone: Mud Cake, Red Velvet Cake, Madeira Cake......e via di questo passo. Torte tutte riconducibili a delle "quattro quarti", invariabilmente farcite con creme al burro o ganache.
Non voglio assolutamente discutere sulla bontà o meno, di queste torte così realizzate, ma solo sull'opportunità di utilizzarle in determinate situazioni: in altre parole è corretto scegliere questi tipi di impasti e farciture per torte destinate ad un fine pasto?
Non sono più adatte per una colazione  o al massimo per un tè delle cinque?
 Così asciutte, grasse e compatte, vanno bene se abbinate ad un bel tè caldo o una tazza di caffelatte o cioccolata calda, che aiutano sicuramente, più di una coppa di champagne, a mandare giù il boccone.
Se pensiamo che le torte decorate sono  finalizzate per eventi importanti, quali un matrimonio, o comunioni e battesimi e quindi di solito dopo una cena o un pranzo piuttosto ricchi e adatti alla situazione, la scelta del tipo di torta mi sembra fondamentale.

Una torta fresca, per esempio realizzata con Pan di Spagna, crema chantilly e fragoline di bosco, (è il loro momento..), delicatamente inzuppata  è certamente da preferire ad una quattro quarti, secca e asciutta, dopo un pranzo o una cena....
Non me ne vogliano le Cake Designer che affollano il web, ma una torta tradizionale italiana è preferita da tutti e non è vero che è impossibile da gestire su più piani....Certo, utilizzando le basi compatte sopra dette è tutto molto semplice, un po' come lavorare sugli ormai famosi cilindroni di polistirolo, tanto è vero che la totalità delle sedicenti insegnanti di cake design, questi utilizza nei propri corsi, ma con un po' di tecnica e buona volontà si possono ottenere delle bellissime torte decorate, che possono essere gustate come dessert freschi e adatti a fine pasto.


E allora, oltre al Pan di Spagna canonico utilizziamo anche questa Pasta Matta, perfetta da farcire, da inzuppare, da ricoprire con pasta di zucchero o da mangiare da sola........Eh, sì perchè è proprio buona!!
Se considerate anche che riesce sempre bene, anche a chi il Pan di Spagna non lo sa fare, che aspettate a provarla???


La Pasta Matta







4 uova separate
150 g di farina tipo"00"
150 g di fecola di patate
250 g di zucchero superfino
100 ml di acqua bollente
10 g di lievito
scorza di limone e vaniglia

Per prima cosa miscelare le due farine con il lievito,  cominciare a montare poi le chiare in neve e dopo qualche secondo che cominciano a gonfiarsi, unire gradatamente 125 g di zucchero. Continuare a montare fino ad ottenere una meringa bianca lucida e soda in cui lo zucchero si è completamente disciolto.
In un'altra ciotola montare, sempre con le fruste elettriche, i tuorli delle uova a cui sono stati aggiunti gli aromi, quindi unire lentamente l'acqua bollente. Continuare a montare fino ad ottenere una massa schiumosa e sbianchita: a questo punto unire pian, piano i restanti 125 g di zucchero montando sempre. La massa si gonfierà notevolmente, assumendo una consistenza cremosa. 
 Il segreto della pasta matta è tutto qui: ottenere un composto gonfio, soffice, cremoso. 
Posare le fruste ed incorporare con una spatola, le farine precedentemente miscelate, quindi le chiare montate. 
Versare in una teglia di 26 cm di diametro imburrando e spolverizzando di farina il fondo, mentre le pareti solo per metà dell'altezza. In questo modo il dolce durante la cottura si gonfierà di più e non scivolerà lungo i bordi unti dello stampo.

 Cuocere a 180°C per 40 min. circa, controllare con uno stecco e se nel caso il dolce fosse ancora umido, prolungare la cottura abbassando a 160°C ed azionando la ventola. In questo modo il dolce si asciugherà senza scurirsi sul fondo. Una volta pronto lasciarlo intiepidire nello stampo di cottura. Quando sarà quasi freddo passare la lama di un coltello lungo le pareti e rovesciare il dolce su una gratella.

Può essere servito così semplicemente, appena spolverizzato di zucchero a velo, oppure può servire come base per tanti dolci, andando a sostituire il Pan di Spagna o i savoiardi. Le torte che utilizzano questa base risultano quindi più leggere data la minor quantità di uova utilizzate nell'impasto. Da provare assolutamente!  








 
  A presto,


Paola




Edit de 4 Ottobre 2013



Ricetta Pijata a Luglio 2012 da un forum senza autorizzazione e senza link diretto!
 C'è voluto tempo.. .ci siamo beccate un bel po' di insulti, ma ieri l'itero post sul forum di Pan  per focaccia è stato rimosso!!! Tutta la storia QUI


                     
Ricetta Pijata senza alcun consenso    

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lunedì 16 aprile 2012

Biscotti con i fiocchi

Oggi vi propongo dei biscotti ai cereali semplicissimi da realizzare e che piaceranno a tutti, soprattutto ai bambini....Anzi, con il vostro aiuto, potrebbero prepararli loro stessi, dato che occorre solo una bella ciotola e un cucchiaio, senza bisogno di mattarello e stampini.
Tra l'altro sono perfetti per la colazione dei ragazzi, o per lo snack di mezza mattina a scuola, leggeri e friabili, tanto che uno tira l'altro. Non fatevi ingannare dall'aspetto bruttino ed insignificante, perchè mai, come in questo caso,  bisogna fermarsi alle apparenze...
Assomigliano ai famosi biscotti ai cereali di una nota marca, ma, se mi permettete, sono molto più buoni....Provare per credere!









Gli ingredienti li vedete in foto....Fiocchi di avena, fiocchi di mais, i cosidetti corn flakes,  e fiocchi di crusca: sono proprio questi ultimi che dànno al biscotto una leggerezza e una fragranza tutte particolari.
Non voglio fare certo pubblicità ad un prodotto, però in questo caso non vi consiglio la semplice crusca, ma queste formelle, leggere e delicate....

La ricetta di questi meravigliosi biscotti ai cereali è di Marion Maxwell, tratta dal suo ancor più meraviglioso librino "A little book of Irish baking".



Flakemeal crunchies






175 g di farina tipo "00"
1 cucchiaino di lievito
1 cucchiaino di bicarbonato
50 g di cocco in fiocchi
110 g di fiocchi di avena
50 g di Weetabix sbriciolati (poco meno di 3 formelle)
50 g di corn flakes

110 g di burro
110 g di margarina* (o burro o strutto)
175 g di zucchero
1 uovo
vaniglia
un pizzico di sale

Per finire, dello zucchero di canna integrale**.

In una ciotola unite i primi 7 ingredienti nell'ordine in cui sono elencati, mescolando per amalgamarli.
In un'altra ciotola lavorare i grassi con lo zucchero in modo da ottenere una massa morbida e bianca, unire quindi il sale e la vaniglia ed infine l'uovo. Mescolare bene con un cucchiaio, quindi incorporare il contenuto della ciotola prima preparato, per ottenere un impasto morbido, ma asciutto.
Prendere circa un cucchiaio dell'impasto e formare delle palline grandi come una noce, rotolarle nello zucchero di canna, quindi posizionarle su una teglia coperta da carta forno. 
Con il fondo di un bicchiere pressare leggermente le palline, fino ad ottenere dei dischi non troppo sottili. 
Cuocere a 180°C per circa 15 min. Non cuocere troppo i biscotti, quando saranno freddi diventeranno croccanti e leggerissimi.

 Si mantengono  perfettamente in una scatola di latta per parecchi giorni.

*L'autrice consiglia del burro e dello shortening, un grasso vegetale bianco ed insapore che si mantiene a temperatura ambiente e che qui in Italia non si trova se non sotto il nome della marca americana che lo produce e che qui lo commercializza (CRISCO). Essendo un grasso senza acqua all'interno, il miglior sostituto sarebbe lo strutto....Io ho utilizzato tutto burro, voi regolatevi secondo i vostri credo in materia di grassi alimentari.


**Lo zucchero di canna da utilizzare dovrebbe essere del tipo integrale, detto anche "Natural brown sugar". Questo, oltre ad essere di qualità superiore, ha una granulometria sottile, morbida ed umida, ideale per aderire al biscotto crudo. Perfetto un "Muscovado", un "Dulcita", o anche un "Vergeoise brune". Io ho usato quest'ultimo.







A presto,


Paola



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venerdì 13 aprile 2012

Quiche "ammodomio" con ricotta

Ve la berreste, se vi raccontassi che difficilmente partecipo ai Contest perché non ho tempo e che invece stavolta trattandosi di due carissime amiche che stimo molto, come persone e come blogger, non avrei potuto esimermi? E se poi aggiungessi, con un'espressione poco elegante ma efficace, che già "mi faccio un mazzo tanto" per voi  e per il blog :)) ... che ci spendo tempo e denaro :(( ...  e che, se ci mettessi pure i Contest con l'ansia di fare bella figura in tempo utile, non ce la potrei proprio fare? O_o  
Vabbuò... e chi ci crede??? :DDD  Del resto,  aggiornare "Ammodomio" mica è obbligatorio!  A chi devo dare conto? Chi mi paga?  :DDD



Quiche alla ricotta




La volete sapere la pura verità? Ve la dico tutta, papale papale, certa che le mie amiche non me ne vorranno, ma si faranno quattro sane risate! :DDD 
In parole povere...  Assolutamente mai  posso e  voglio cucinare apposta per i Contest, per il semplice fatto che noi mangiamo davvero tutto quello che si pubblica su queste pagine... e non si può mangiare a comando di tutto e di più... saremmo mongolfiere! :D 
O forse dovremmo pubblicare piatti che nessuno di noi mangerebbe mai, oppure destinati a essere regalati a qualcuno? Ma secondo voi è possibile donare, ad esempio, una torta con una fetta mancante, indispensabile per essere immortalata per il post sul blog o per il contest di turno? Ve l'immaginate  che figuraccia? O_o
Allora perché invece partecipo al Contest di Assunta e Donatella? Per il semplice motivo che avevo in frigo circa 400 grammi di buonissima ricotta, comprata per le libagioni pasquali e  destinata ad essere trasformata, insieme a qualche altra cosetta avanzata, prima che fosse troppo tardi.  Elementare... ^__^
Banale la scelta della Quiche? Vecchia e stravecchia la ricetta della base fatta con un impasto di farina, ricotta e un filo d'olio? Nulla di stratosferico, né di eclatante? 
Vabbé, ma noi ieri sera con questa Torta salata ci abbiamo fatto una cenetta  niente affatto male e  contemporaneamente svuota-frigo! ^_^ Vi pare poco?

Quiche "ammodomio"


Quiche alla ricotta 1

Ingredienti:

Per la base
200  gr di ricotta
200 gr di farina
20  gr di olio extravergine
2-3 pizzichi di sale

Per la farcia
180-200 gr di ricotta
3 uova
2-4 cucchiai di panna fresca o latte
2 manciate  abbondanti di formaggio grattugiato (pecorino e parmigiano)
50 gr di provola fresca
50  gr di provolone piccante
50 gr di prosciutto cotto
erba cipollina q.b.
sale e pepe q.b.

Per decorare
1 zucchina
1/2 cipollotto fresco
2-3 foglioline di mentuccia
un filo d'olio extravergine
sale e pepe q.b.

 In una ciotola impastate velocemente la ricotta (non freschissima, né troppo acquosa) con la farina, l'olio e il sale, fino ad ottenere un impasto liscio e omogeneo. Appiattitelo tra le mani, avvolgetelo nella pellicola e mettetelo in frigo a riposare, mentre preparate la farcia.
Per prima cosa affettate sottilmente la zucchina (potete metterne 2 o 3 se vorrete ricoprire tutta la superficie della Quiche) e il cipollotto, tenendoli a macerare con un filo d'olio, un pizzico di sale, uno di pepe e una foglia di mentuccia sminuzzata. Quindi lavorate la ricotta con una frusta a mano, aggiungete un po' di panna fresca, le uova (uno alla volta), il sale, il pepe, il formaggio grattugiato, l'erba cipollina fresca. Sminuzzate in pezzi piccolissimi il prosciutto cotto, la provola fresca, il provolone piccante e mescolateli al composto di ricotta, uova e formaggio, preparato in precedenza.  A questo punto, stendete la pasta col matterello, senza aggiungere né spolverare farina (se l'avrete lavorata bene, sarà elastica e non si attaccherà al piano di lavoro) e rivestitevi uno stampo da 26 cm di diametro col fondo amovibile, se la volete alta circa due dita (sennò usate una teglia più piccola ma più profonda). Bucherellate il fondo  del guscio di pasta con i rebbi di una forchetta, riempitelo con la farcia e decorate la superficie della Quiche con le zucchine a rondelle e il cipollotto. Infornate a 200° in forno statico fino a doratura.





Se non si fosse capito, con questa ricetta partecipo al Contest "Trasformiamo la ricotta".


Buon fine settimana a tutti,

Ornella

mercoledì 11 aprile 2012

Colomba pasquale

Lo so che Pasqua è passata e che non ne potete più di cibo... E' vero pure che, ora come ora,  vi servirebbero ricette leggere, "dietetiche", disintossicanti, oppure per riciclare avanzi e ingredienti comprati in eccesso...  Abbiate pazienza però, la ricetta della Colomba "ammodomio" ;) la devo salvare, senno chi se la ricorderà più l'anno venturo? :D
Comincio perciò col mostrarvi l'ultima fetta che ho dovuto nascondere per fare la foto in fretta e furia, perché  vi devo confessare che, a 4 giorni dalla cottura, faceva venire proprio l'acquolina... era ancora buonissima, morbida morbida e profumata.


FETTA

Erano giorni e giorni che riflettevo sull'opportunità di fare in casa questo dolce tradizionale... L'idea di confrontarmi con un lievitato "serio" un po' mi intimoriva e contemporaneamente mi stimolava... Così ho studiato ;), ho confrontato tecniche e procedimenti, tralasciando un'idea come questa qui che mi frullava per la testa, finché la mattina di Sabato Santo non ho avuto  più dubbi: vabbé la faccio! :D  
-Troppo tardi- direte voi. -No no, tranquilli che in un giorno  la Colomba sepoffa'- ve lo garantisco io! ^_^
Mi sono ispirata alle ricette di 2 blogger dei quali mi fido ciecamente, così che non ho avuto intoppi; tutto è filato liscio come l'olio, tanto che la mia Colomba, bella e profumatissima, alla mezzanotte di Sabato Santo era pronta. Raffreddata e fotografata a razzo,  ha potuto prendere il volo su FB insieme a quelle di tanti foodblogger e appassionati di cucina. Che emozione e quantasoddisfazione!!!! *_*
La ricetta da cui ho tratto le dosi degli ingredienti e molti suggerimenti utilissimi, è questa. Per il procedimento e qualche modifica "a occhio" invece, mi sono ispirata al Maestro.

Colomba pasquale (con lievito di birra - senza canditi)


La mia prima Colomba




Ingredienti (per uno stampo da 750 gr


Lievitino
60 gr di farina 0 Manitoba Molino Tandoi
30 gr di acqua
4 gr di lievito di birra fresco
1 cucchiaino di miele d'arancia


Ho preparato il lievitino in un bicchiere di plastica usa e getta, sciogliendo il lievito nell'acqua, mescolando il miele e tanta farina per avere un composto cremoso; ci ho spolverato sopra la farina rimasta senza mescolare. Infine ho coperto con la pellicola e  lasciato lievitare fino al bordo del bicchiere. In circa 15 minuti dovrebbe essere pronto.



Primo Impasto
Lievitino 
260 gr di farina forte Manitoba Tandoi
100 gr di burro bavarese morbido
70 gr di zucchero
2 tuorli d'uovo di grandezza media
130 gr di acqua tiepida


Ho sciolto lo zucchero nell'acqua tiepida; ho messo il lievitino nelle ciotola dell'impastatrice, ho montato la frusta a foglia; ho avviato a velocità 1 e cominciato a inserire alternativamente gli ingredienti: prima uova e farina, poi a poco a poco, l'acqua con lo zucchero.  Ho quindi messo in tre volte il burro,  ribaltando l'impasto nella ciotola stessa, finché non è divenuta una massa liscia. Ho tolto la foglia e montato il gancio aumentando gradatamente la velocità della macchina, lavorando ancora un po' fino all'incordatura. Ho quindi coperto la ciotola con la pellicola e ho lasciato lievitare fino al triplo, tenendo la ciotola nel forno spento a circa 30°.




Emulsione
20 gr di burro
1 cucchiaino di miele d'arancia
buccia grattugiata di 1/2 arancia
semi di una bacca di vaniglia o un cucchiaino di estratto
1 fialetta di fiori d'arancio
cucchiaio colmo più mezzo (circa)  di scaglie di cioccolato bianco
1 cucchiaio  colmo di liquore Strega


Mentre lievitava il primo impasto ho preparato l'emulsione, facendo fondere il burro a calore moderato insieme al miele. Fuori dal fuoco, ho aggiunto la buccia d'arancia grattugiata finissima, gli aromi e il cioccolato bianco, lasciando sciogliere e freddare, prima di mescolarvi il liquore.




Glassa
100 gr di zucchero a velo
1 fialetta di aroma di Mandorla
albume q.b


Con una frusta a mano ho mescolato l'albume con lo zucchero e l'aroma di mandorla e l'ho messo in frigo.




Eccola!!!



Secondo Impasto

primo impasto
60 gr (circa) di farina 0 Manitoba Tandoi
3 gr di sale
20 gr di zucchero
2 tuorli
l'emulsione (preparata precedentemente)


Quando il primo impasto ha triplicato il suo volume, ho avviato nuovamente la macchina con la frusta a gancio per riprendere l'incordatura. Ho sbattuto un tuorlo con lo zucchero e ho cominciato a inserirlo a cucchiaiate, alternandolo a metà della quantità di farina e appena il composto l'ha assorbito, ho continuato nello stesso modo con l'altro tuorlo, in cui avevo sciolto bene il sale, e la farina rimasta. Ho incordato, aumentando progressivamente la velocità della macchina. A questo punto ho aggiunto poco per volta l'emulsione, dopo averla mescolata benissimo con una frusta fino a renderla cremosa. Di tanto in tanto durante l'ultima lavorazione ho fermato l'impastatrice e ribaltato l'impasto nella stessa ciotola. Infine ho aumentato le velocità per portare l'impasto incordato fino al velo. A questo punto l'ho ribaltato sul piano infarinato, l'ho coperto a campana (con una ciotola) e ho lasciato riposare per 30 minuti;  l'ho quindi spezzato in due parti, arrotondato e di nuovo coperto a campana per altri 30 minuti.




Formatura
Trascorsi gli ultimi 30 minuti  ho formato delicatamente due filocini:uno per le ali e l'altro per la testa, il corpo e la coda della Colomba. Li ho messi nello stampo uno sull'altro, formando una croce; ho coperto con pellicola e messo in forno spento, attendendo che l'impasto arrivasse a un dito dal bordo dello stampo e togliendo la pellicola solo negli ultimi 10 minuti di lievitazione.



Per decorare
Glassa ( preparata in precedenza)
zucchero in granella
mandorle
zucchero a velo


Ho montato leggermente la glassa con una frusta, l'ho messa in un sacchetto per alimenti a cui ho successivamente tagliato un angolino dal fondo, per farla ricadere delicatamente sulla Colomba già lievitata. Ho completato col la granella di zucchero, le mandorle e una spolverata di zucchero a velo.




Cottura
Ho infornato in forno statico già caldo, a 180° per circa 40 minuti. Ho fatto la "prova stecchino" (deve uscire asciutto) e ho lasciato raffreddare la Colomba a testa in giù, sospesa su 4 barattoli di uguale altezza, dopo averla infilzata con 4 lunghi spiedini di legno, a formare una X.


Fetta3B


Bene, sperando di aver scritto tutto e di non aver dimenticato alcun passaggio, posso definitivamente archiviare la Pasqua 2012, raccomandandovi di non spaventarvi di fronte a lievitati complessi.. Se ce l'ho fatta io, lo può fare chiunque! ^_^ E la soddisfazione, dove la mettiamo? La mia autostima è lievitata insieme alla Colomba!!!! :DDDD


Buona giornata a tutti,

Ornella

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domenica 8 aprile 2012

Buona Pasqua

Con l'augurio che la nostra Colomba giunga a tutti voi portando sulle vostre tavole gioia e serenità!




colomba

 Buona Pasqua,

Ornella, Paola e Simona



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sabato 7 aprile 2012

Il Benedetto, l'antipasto di Pasqua dei baresi

Una volta, quasi in ogni famiglia riunita intorno al tavolo da pranzo c'era l'abitudine di farsi il segno della croce prima di toccare il cibo. In alcune, il capo famiglia o la persona più anziana della tavolata recitava una preghiera in segno di ringraziamento per il cibo che il Signore aveva donato; a volte sempre la stessa preghiera, a volte con parole diverse ogni giorno. Spesso  il pasto si chiudeva anche con una frase rituale:"Ringraziando Iddio anche oggi abbiamo mangiato". ^_^
Una volta, pranzo e cena di una famiglia erano  veri e propri riti quotidiani, con un il menù  che si ripeteva immutato settimana dopo settimana, scandito dal variare  del cibo che offriva la stagione. Una volta, i pranzi della festa dovevano rispettare le tradizioni, soprattutto per il  valore simbolico del cibo... Perciò nelle case baresi, il pranzo  di Pasqua non poteva avere inizio se il capo famiglia non impartiva una sorta di benedizione alla famiglia riunita attorno alla tavola imbandita e al cibo che ci si apprestava a gustare, usando un ramoscello d'ulivo benedetto...   E Benedetto infatti, è proprio il nome dell'antipasto che apre ancora oggi il pranzo pasquale, proprio lo stesso nome che in altri luoghi della Puglia si attribuisce ad un piatto diverso come questo, di cui vi avevo parlato lo scorso anno. 
Gli ingredienti dell'antipasto barese per eccellenza, semplici, tipici, di stagione, hanno in sé tutto il valore simbolico della Pasqua. Quindi, se avete bisogno di un'idea dell'ultimo momento  per arricchire la vostra tavola di Pasqua, ben augurante, profumata e gustosa, eccovi accontentati! ;)

Il Benedetto

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Ingredienti:
uova sode
ricotta
arance
soppressata
rucola o insalata riccia
olive baresane
taralli bolliti

Un uovo sodo sapete farlo tutti, vero? Vabbé, ricordiamoci di mettere le uova in un tegame, ricoprirle di acqua fredda e metterle a cuocere, badando a quando l'acqua raggiunge il bollore. A questo punto, dobbiamo abbassare la fiamma, controllare che passino 7 minuti esatti e spegnere il fuoco. Dopo la cottura dovremo aggiungere acqua fredda e lasciar raffreddare le uova nella pentola.
Bisogna poi, affettare le arance con tutta la buccia; disporre su ogni fetta d'arancia una fetta di soppressata; mettere al centro la rucola, la ricotta e completare con le uova sode, i taralli e le olive. Un trucchetto per affettare le arance facilmente è quello di tenerle un po' in freezer. Tagliarle tutte dello stesso spessore con la mandolina, sarà un gioco da ragazzi.

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I nostri auguri ve li facciamo domani,

Ornella 

Piesse: Se non sapete cos'è la Soppressata, guardate Qui. E se vi venisse il desiderio di assaggiarla, la trovate Qui!



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