mercoledì 30 maggio 2012

Un raggio di sole

Mi dispiace, oggi  non mi va di cucinare, né di chiacchierare...
Giornata pesante  ieri, l'ho impiegata, come forse la maggioranza di voi, a tenermi in contatto con gli amici reali e virtuali che vivono al nord. 


ALBICOCCHE

L'unico raggio di sole della giornata appena trascorsa lo devo a lui e allo splendido coccio che mi ha inviato, colmo di albicocche del suo giardino. Grazie, amico mio, mi hai regalato un sorriso! ^_^

Anche se a molti può sembrare strano,  certe volte l'amicizia virtuale, basata sulla stima, la fiducia e la lealtà reciproca, può essere profonda e sincera come quella reale.


 Buona giornata a tutti,

 Ornella


lunedì 28 maggio 2012

Pomodori alla romana ripieni di riso, con patate

La Cucina Romana ha sempre esercitato su di me un certo fascino, ma i Pomodori ripieni col riso, cotti insieme alle patate non li avevo mai preparati. 
Ricetta semplice, anzi semplicissima in apparenza, che richiede pochi ingredienti e qualche accorgimento, che ne fanno un piatto unico profumato, gustosissimo, adatto a essere cucinato in precedenza e servito a temperatura ambiente, dopo che tutti gli aromi e i sapori si sono ben amalgamati.
Le "dritte" le ho trovate da lei... Essì perché quando mi perdo nel mare magnum della blogosfera, è proprio da lei che trovo le certezze! Dunque mi sono attenuta al suo procedimento, cioè quello previsto dalla tradizione, ma ho usato pomodori pugliesi a grappolo, grossi, rossi, belli sodi e con un leggero sentore acidulo, e tutte o quasi, le mie "erbette" homemade: basilico, mentuccia, erba cipollina, prezzemolo, rosmarino.

pomodori col riso alla romana



Il riso merita, a mio parere, un discorso a parte... 
Quando si tratta di preparazioni simili a questa oppure a quest'altra, dove il riso va usato a crudo e cotto in forno, io uso un ribe parboiled!!!
Lo so che i puristi storceranno il naso... So benissimo che questo tipo di riso, sottoposto ad un trattamento preventivo (peraltro è un metodo antichissimo e non certo un'invenzione della moderna industria alimentare) è demonizzato e osteggiato dai più, ma a mio avviso, dopo anni e anni di esperienza in cucina, è quello che mi dà un risultato più soddisfacente, non mi tradisce mai, insomma. 
Sfatiamo il mito che il parboiled non assorba i liquidi: niente di più falso! Li assorbe, eccome... trattenendo egregiamente i sapori e gli aromi. Così come si dice, da fonti autorevoli, che la consistenza a fine cottura rimane "gommosa"... Ma quando mai???  Il chicco risulta ben sgranato, cotto a puntino e non spappolato, proprio come piace a me.
Vabbé, mi attirerò pure le critiche dei benpensanti, le ire degli esperti, e chi più ne ha, più ne metta, ma io sono fatta così: devo dire sempre ciò che penso, sennò scoppio! ^_^
Ora, non so voi che tipo di riso preferiate, quale sia la vostra esperienza in merito e cosa ne pensiate in proposito, ma se qualcuno mi chiede che riso usare per cotture prolungate, che tenga bene, che quindi non si spappoli dopo 30-40 minuti in forno, io non ho proprio alcun dubbio: parboleid tutta la vita! :D Sennò mi astengo e lascio cadere il discorso... :DDDD



Pomodori alla romana ripieni di riso, con patate

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Ingredienti:
6 pomodori rossi
1-2 18 cucchiai (rasi) di riso parboiled per ciascun pomodoro
3-4 patate a pasta gialla
1 spicchio di aglio (piccolo)
basilico
prezzemolo
mentuccia
erba cipollina
rosmarino (solo per le patate)
olio extravergine q.b.
sale e pepe q.b.

Ho tagliato la calotta ai pomodori, li ho svuotati della polpa che ho tenuto da parte, li ho salati e messi a testa in giù a perdere altro liquido. Con pochi colpi di mixer ho tritato la polpa, insieme a un piccolo mazzetto di odori ( pochi, senza esagerare!), un piccolo spicchio di aglio, un po' d'olio, sale e pepe. Quindi, ho condito il riso (crudo) con tutto il composto ottenuto e l'ho lasciato in frigo a insaporirsi. Nel frattempo ho preparato le patate, tagliandole a bastoncini e condendole con olio, sale e un pizzico di pepe. A questo punto ho farcito i pomodori col riso (che aveva completamente assorbito il condimento), dopo averli unti, dentro e fuori con un filo d'olio, li ho chiusi con la loro calotta, li ho sistemati in teglia e ho aggiunto le patate. Ho irrorato il tutto con la poca acqua di vegetazione dei pomodori, con un altro giro d'olio e ho infornato in forno caldo a 250°, modalità statica. 
Non so dirvi di preciso per quanti minuti, ma sappiate che quando i pomodori appariranno con la pelle raggrinzita e la calotta leggermente abbrustolita, tutto sarà cotto a puntino!


 
                


Con questa ricetta partecipo al contest della bandadeibroccoli dove si vince l'interessantissimo libro intitolato:"romafuoripista"

3-POMODORI col riso alla romana





edit. Devo fare una correzione "sostanziale" alla ricetta. Come giustamente mi faceva notare Paola Lazzari, la calotta dei pomodori va tagliata dalla parte opposta rispetto al picciolo. Infatti quella parte, essendo la più dura, deve essere messa al fondo e non in superficie. I pomodori cuoceranno in modo omogeneo e anche l'estetica del piatto, oltre al gusto, se ne gioverà.

Buona settimana a tutti,


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venerdì 25 maggio 2012

Macarons eretici alle nocciole per festeggiare il terzo blogCompleanno

Come in tutti i Compleanni che si rispettano, prima di spegnere la terza candelina, dovrei esprimere un desiderio e fare l'elenco dei buoni propositi per l'anno a venire... Il desiderio me lo tengo per me, la lista dei buoni propositi sarebbe lunghissima. :))))
Soprattutto dovrei decidermi a mettere mano all'indice delle ricette, a fare ordine insomma, ma il tempo vola... Tre anni sono passati in un battito di ciglia, stravolgendo molte delle mie abitudini quotidiane, anche se non proprio tutte, per fortuna!
Quando, nella notte tra il 24 e il 25 Maggio 2009 pubblicai il primo post, nessuno, me compresa, ci avrebbe scommesso un centesimo sul fatto che avrei continuato ad aggiornare questo blog con una certa costanza. E mai avrei neppure  lontanamente immaginato che tanti di voi, ma proprio tanti tanti :)))), sarebbero venuti a leggere queste pagine...
Riesco ancora a stupirmi  dei numeri da capogiro - del tutto inaspettati - segnati dal contatore delle visite negli ultimi mesi, tanto che a volte, ci crediate o no, mi lasciano incredula, anzi letteralmente  a bocca aperta! O_o  
Ecco perché, lungi dall'autocelebrazione scontata e retorica, non voglio farmi sfuggire questa occasione speciale per ringraziarvi tutti  di cuore, nessuno escluso. In fondo se sono ancora qui a giocare a fare la foodblogger, è solo grazie a voi. Il vostro numero sempre crescente e i vostri apprezzamenti sono di stimolo a fare di più e meglio. 



MACARONS alla nocciola

 Detto ciò, debbo ringraziare immensamente Paola, un'autentica fuoriclasse  - diciamolo! ;) -  non solo per l'apporto qualificato e qualificante che dà al blog  dal suo Interno Otto, ma anche  per la svolta decisiva che ha dato al mio modo di cucinare.  
Non che ora mi sia votata  all'uso della bilancia a tutti i costi, e neppure che mi limiti a eseguire ricette che mi piacciono senza variare nulla, ma devo ammettere che proporzioni, regole e procedimenti, sia pure grosso modo ;)))), hanno una loro ragion d'essere e perciò vanno rispettati!  :D Insomma, se Paola mi fa un appunto, mi spiega un procedimento, mi dà una dritta... non ci penso un attimo a non seguirla pedissequamente: il risultato è  sempre garantito! Quindi un doveroso  e perenne grazie va a lei che mi permette di godere e fare tesoro dei suoi preziosi consigli che poi condivido con voi.*_*
Vi ricordate il mio primo esperimento coi Macarons? 
Giuro che mai avrei immaginato di riuscire a sfornarli.. Credetemi sulla parola se vi dico che non è affatto difficile farli, non quanto almeno può sembrare a primo achitto. Beh, per farla breve, Paola allora mi fece notare che i miei, erano un po' troppo bombati, più simili a meringhette che non a veri e propri Macarons... e aveva ragione da vedere.
Quale errore avevo commesso? Semplicemente mi ero dimenticata di sbattere sul tavolo le teglie per far assestare i mucchietti di composto... :((( Essì che nel post l'avevo pure sottolineato, ma nella foga di sperimentare, avevo a pié pari saltato questo passaggio fondamentale!!!! Chevelodicoaffà? So' fatta così!!! :)))))))
Vabbé, questo per dirvi che, sebbene continui a interpretare la cucina "ammodomio", volente o nolente mi costringo - causa blog - a essere il meno approssimativa possibile, pur  divertendomi sempre moltissimo con lo stesso entusiasmo di sempre.
L'idea di lanciarmi nell'esperimento Macarons alle nocciole l'ho rubata QUI (cliccate sul link, vi prego... non perdetevi quei Macarons stupendi e sorprendentemente inconsueti che fanno da decorazione a un superbo dessert!)  
Vi confesso che, con la presunzione del principiante, ritenevo fosse facile farli uguali uguali ai suoi, ma devo ammettere che mi sbagliavo di grosso: ci vuole occhio, testa e molta molta pratica. 
Superfluo aggiungere che non avendo tutti gli ingredienti adatti e gli strumenti adeguati, mi sono arrangiata a modo mio! ^_____ ^

Macarons eretici alle nocciole


Macarons alle nocciole

Ingredienti :
125 gr di zucchero a velo
80 gr di nocciole (pelate e tostate)
70 gr albumi 
50 gr di zucchero superfino (Zefiro)
3 cucchiaini di amarene sciroppate frullate (per accentuare il colore)

Avendo seguito sostanzialmente lo stesso procedimento, vi rimando al mio post precedente. Uniche due differenze: aver usato le nocciole al posto delle mandorle; aver adoperato per la sac à poche un beccuccio liscio più piccolo di quello che avevo indicato e cioè di poco più di mezzo cm di diametro. Ah dimenticavo... mi sono scaricata e stampata queste maschere da mettere nelle teglie sotto la carta forno. Ho così prodotto Macarons di diametro differente, dai più piccoli (molto bellini) ai più grandi.


maschere per Macarons

Per la farcia:
 cioccolato bianco
nocciole caramellate tritate
1-2 cucchiai di pasta di nocciole  (fratelli Caffa come questa)
poca panna fresca, circa un bicchiere

La farcia l'ho fatta assolutamente a occhio, quindi niente dosi! :D


CUORI di Macarons alle nocciole

Per concludere, consentitemi un ultimo ringraziamento alla ex socia fotografa... Essì, oramai i suoi scatti per Ammodomio si contano sulle dita di una mano (peccato!), ma rimane fondamentale il suo apporto per il Calendario che ogni anno è sempre più bello e apprezzato da tutti!


 Non mi rimane altro che rinnovarvi i miei  commossi e sinceri ringraziamenti, anche a nome

 di Paola e Simona,

Ornella



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mercoledì 23 maggio 2012

Banana Muffin

Mi sono lasciata di nuovo  travolgere dalla Muffin-mania? No no, non temete, questi non sono veri Muffin... 

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In realtà lo sembrano  per forma, ma nulla hanno del procedimento tradizionale che differenzia i famosi dolcetti da semplici piccole tortine monoporzione. Infatti, se non avessi trovato la ricetta QUI, con questo nome, li avrei chiamati Banana mini cake e non certo Banana Muffin! ^_^
Vabbé, ho seguito dosi e procedimento indicati, aggiungendo un mezzo bicchiere di panna -l'impasto mi sembrava "gnucco" -  estratto di vaniglia, gocce e glassa al cioccolato fondente. Non ho ritenuto di fare altre modifiche, volevo capire che consistenza avessero...
Semplicissimi, veloci, golosissimi, ideali per la prima colazione o la merenda dei bambini, al contrario dei Muffin, si conservano all'aria umidi e morbidi per 2-3 giorni.
Se avete due banana da consumare, di quelle che nessuno vuole mangiare perché troppo mature, non esitate... Non aspettate che siano proprio da buttare! ;)

Banana Muffin

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Ingredienti per 12 Muffin (belli grandi):

250 gr di farina
150 gr di zucchero
150 gr di burro
2 uova
2 banane mature
1/2 bicchiere di panna fresca
2 cucchiai di gocce di cioccolato
1 cucchiaino di estratto di vaniglia

per la grassa:
1 bicchiere colmo di panna fresca
2 cubotti di cioccolato fondente

Affettate le banane già mondate, e ammorbidite il burro vicino a una fonte di calore o nel forno a microonde. Montate le uova con lo zucchero e quando il composto diventa  chiaro e spumoso, aggiungete le banane che avrete schiacciato precedentemente con una forchetta, poi il burro ammorbidito ed infine la farina setacciata, miscelata al lievito. Lavorate il composto con le fruste elettriche  aggiungendo la panna e per ultimo, le gocce di cioccolato.



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  Distribuite  l'impasto  nei contenitori monodose d'alluminio, riempiendoli per 2/3, quindi passate in forno a 180° per 35/40 minuti. Lasciateli raffreddare completamente su una gratella prima di sformarli, sennò si rompono, e nel frattempo preparate la glassa facendo scaldare la panna fino al bollore e versandola ben calda sul cioccolato spezzettato. Mescolate senza far incorporare aria; versate sui Muffin e fate asciugare all'aria.




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Buona giornata a tutti,

Ornella


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lunedì 21 maggio 2012

Meringata al torroncino e nocciola

Pur amando smodatamente le meringhe, non avevo mai preparato una Meringata...


Meringata


Essì che di meringhe ne ho fatte davvero di tutti i tipi, dalle semplici a quelle al cacao di Hermé, passando  per la sontuosa Pavlova e le deliziose mini Pavlova. La Meringata invece, mi lasciava perplessa per il semplice fatto che alla panna tra i due strati di meringa, sarebbe necessario aggiungere colla di pesce o altro, per non farla gelare in freezer. Beh, in genere cerco di evitare  l'uso della gelatina e laddove è proprio necessaria come in preparazioni di questo genere, ne metto la quantità minore possibile.
In questo tipo di Meringata però, la gelatina non serve affatto!  Come ci sono arrivata? Solo grazie Lei che mi ha dato le dritte giuste e che proprio stamattina ne ha pubblicato un'altra versione. Beh, l'idea è geniale: sbriciolare i dischi di meringa e mescolarli alla panna montata; mettere tutto in freezer e lasciar scongelare  10-15 minuti circa, prima di servire. la consistenza sarà perfetta senza aggiungere nulla! Tutto qui!!!! ^_^
Quindi che cosa ho combinato? Alla semplice idea di base, ho aggiunto le mie elucubrazioni...

Meringata al torroncino e nocciola

Meringata3


Ingredienti per (circa 8 persone):

 500 ml di panna fresca da montare
150-200 gr di pasta di nocciole (come questa)
100 gr di meringhe 
100 gr di meringhe al cacao 
1 cucchiaio di miele
gocce di cioccolato fondente (facoltative)
8 cioccolatini tipo "tartufone"
nocciole tritate a piacere (possibilmente pralinate)

Comincio col dire che ho utilizzato delle Meringhe già fatte in precedenza che mi erano avanzate e si erano indurite. :D 
Potete farle seguendo le ricette che vi ho già linkato sopra, con l'unica avvertenza di montare i 3 albumi con lo stesso peso di zucchero Zefiro e mescolare successivamente a mano, sempre lo stesso peso di zucchero a velo, dividendo però il composto in due parti. In una parte di albumi montati, dovrete aggiungere il cacao setacciato insieme allo zucchero a velo. Quindi ricapitolando, queste le dosi... 

per le Meringhe:

3 albumi
125 gr di zucchero Zefiro
125 gr di zucchero a velo
1 cucchiaino di cacao amaro (solo per la metà del composto)
1 cucchiaino di frumina
3 gocce di succo di limone 


Stendete i due composti differenti in 2 placche foderate di carta forno, tenendoli allo spessore di circa 1,50 cm e procedete alla cottura in forno ventilato a 80°- 100°per circa 1 ora. Lasciate in forno spento per tutta la notte.

Meringata 1

per le creme

Montate la panna con le fruste elettriche e dividetela in 2 ciotole separate. In una aggiungerete la meringa bianca sbriciolata, un cucchiaio di miele, una manciata di nocciole tritate grossolanamente e dopo aver mescolato il tutto lasciatevi cadere sopra un cucchiaio di pasta di nocciole; nell'altra metà invece, mettete la meringa al cacao sbriciolata e tutta la quantità di pasta di nocciole rimasta.

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assemblaggio:

Io ho usato un carré quadrato di cm 18 per lato, foderato con la pellicola... 
Ho fatto il primo stato di composto al torroncino (bianco), ho lasciato in freezer per circa 15 minuti e successivamente ho ricoperto lo strato bianco con gocce di cioccolato fondente e con l'altra metà della panna alla nocciola e cacao. Ho messo in freezer a rassodare per almeno 2 ore.

montaggio:

Sformare il semifreddo su un piatto da portata e decorarlo con mandorle pralinate tritate grossolanamente e cioccolatini.

Meringata 5

Buona settimana a tutti,

Ornella

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venerdì 18 maggio 2012

Peperoni imbottiti

Mi sono fatta la convinzione - forse sbagliata - che tanto più una cuoca è mediocre,  maggiore è la possibilità che qualche suo piatto venga ricordato nel tempo come un unicum magnifico e irripetibile.


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Prendete ad esempio i Peperoni imbottiti di mia suocera...
Ecco, i suoi, nel mio immaginario, rimangono comunque ineguagliabili, sebbene abbia cercato più volte di replicarli con ottimi risultati. 
Che non fosse una gran cuoca non lo dico io, eh! :)) Per sua stessa ammissione, mia suocera, antesignana della cucina cotta&mangiata ;) - la stessa che  oggi  furoreggia tra le massaie moderne la cui vita è sempre in affanno tra casa e lavoro - non amava affatto cucinare, tanto da fare spesso ricorso a scatolette, surgelati, precotti et similia, non avendo alcun inresse per il cibo, se non come  mero  nutrimento e mezzo di sostentamento.




PEPERONE 1 


Di fatto c'è però che  di tanto in tanto cucinava e lo faceva talmente bene da farmi ripensare ancor oggi  con nostalgia, oltre  che ai Peperoni imbottiti, anche alle sue Sagne 'ncanulate condite col ragù alla bolognese (spet-ta-co-la-ri) oppure alla sua irresistibile Torta di mele, altissima, umida, profumatissima! *_*
Insomma, sarà che mia suocera nei Peperoni ci metteva di tutto e di più, e se vi dico TUTTI gli avanzi del suo frigo, credetemi che non esagero; sarà pure che con tutta quella roba che ci schiaffava dentro, anche una suola di scarpa sarebbe diventata appetitosa; sarà quel che sarà, ma  ogni volta che preparo i Peperoni imbottiti non posso  non andare indietro con la memoria e celebrare i suoi... Chissà perché ho sempre l'impressione che i miei non siano  alla sua altezza, non siano così saporiti! :((
 Potere subliminale di una cuoca mediocre o timore reverenziale, il mio, verso il confronto con la figura dell'antagonista per antonomasia di ogni moglie alle prese coi fornelli?  Mah... Fatto sta che per certi versi sono stata fortunatissima: mio marito non ha mai rimpianto la cucina di mammà, neppure i suoi Peperoni e tanto mi dovrebbe bastare! ^_^ Però...
 E voi ce l'avete una ricetta di una "cuoca così così" che pensate di non riuscire ad eguagliare? Temete il confronto o ve ne impipate altamente?
Peperoni imbottiti


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Ingredienti per 3 peperoni gialli grandi (per 6 persone):

3 peperoni gialli (grandi e carnosi)
350-400 gr di riso
400 gr circa di carne di vitello (oppure mista a maiale) tritata
50 gr di provolone semi piccante
1/2 litro di sugo di pomodoro (già cotto in precedenza) oppure 750ml di passata di pomodoro 
1/2 spicchio di aglio rosso
battuto di cipolla, carota e sedano
olio extravergine
parmigiano grattugiato q.b.
pangrattato q.b.
prezzemolo q.b.
sale q.b.
basilico

Per prima cosa, se non ne avete di avanzato, preparate il sugo di pomodoro, come di consueto, scaldando prima l'olio con mezza cipolla e facendo cuocere la passata per una mezz'ora. Ricordatevi di salarla in cottura, sennò non sarà granché saporita. Nel frattempo, cuocete il riso in acqua salata, tenendolo un po' indietro di cottura e una volta scolato, conditelo subito, da caldo, con un filo d'olio, mezzo spicchio di aglio tritatissimo e un po' di prezzemolo. In un altro tegame, mettete a soffriggere con qualche cucchiaio di olio il battuto (carota-cipolla-sedano) insieme alla carne tritata, lasciandola cuocere, ma non eccessivamente. Si deve colorire, ma non rosolare troppo, sennò diventa secca.




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A questo punto lavate e asciugate bene i peperoni, tagliateli in due per il lungo, togliete il picciolo, i semi e le coste bianche; ungetene la superficie e l'interno con l'olio extravergine, salateli abbondantemente sia dentro che fuori e poneteli in un tegame da forno che abbia un suo coperchio.(*) Preparate la farcia unendo al riso un  bel po' di sugo, la carne tritata cotta, il provolone piccante a dadini e dopo aver mescolato bene, farcite con questo composto i peperoni. Completate con altro sugo, parmigiano, pangrattato, un filo d'olio e infornate in forno caldissimo, dopo aver coperto la teglia col suo coperchio. Lasciate cuocere, controllando che i peperoni diventino morbidi... Solo allora togliete il coperchio e fate gratinare la superficie, anche con qualche minuto di funzione grill. Serviteli tiepidi o freddi, decorando il piatto con qualche foglia di basilico crudo.


(*) Se non possedete un tegame adatto, coprite con un foglio di carta forno e poi avvolgete la teglia in quella d'alluminio.




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Alla prossima,

Ornella


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lunedì 14 maggio 2012

Simil Rocher al cioccolato fondente e pasta di nocciole

Quando a casa mia arriva un regalo, io torno bambina...
E non importa che il pacchetto sia indirizzato a me o a qualcuno della famiglia, io ci giro intorno,  lo tasto, lo scuoto, lo annuso, lo giro e lo rigiro tra le mani, fino a che non riesco a percepirne il contenuto. :D


ROCHER (1)

Stavolta però, mi sono davvero superata!!!!! 
Volete saper che ho fatto appena è giunto a destinazione il barattolo di pasta di nocciole dei  fratelli Caffa? L'ho scartato con furia, ho aperto il barattolino, l'ho annusato per un secondo e... ciaffete... ci ho schiaffato il dito dentro e ho assaggiato! :DDDD 
Essì perché l'irresistibile profumo che si sprigionava dal contenitore mi aveva letteralmente te travolto, portandomi a fare un gesto, sì poco educato, ma immediato e istintivo. Se qualcuno mi avesse fotografata in quell'istante, avrebbe potuto immortalare la mia espressione sognante... mmmmmmmm... che sapore paradisiaco!!!!! *_*


ROCHER(2)

L'attesa di quel momento era cominciata diversi giorni prima, da quando lei aveva convinto me e altre 4 blogger a utilizzare un prodotto d'eccellenza di un'azienda che conosceva bene già da un po'  di cui vi parlerà più diffusamente. 
 E così noi 6 insieme, abbiamo formato un gruppo di assaggio e sperimentazione, denominandoci: "Le Noccioline". ;)))) Non vi dico quanto ci siamo divertite!!!!!! ^_^
A partire da oggi, per le prossime 5 settimane, troverete una ricetta a base di nocciole, a sorpresa in uno dei nostri blog. Chi siamo? Non vi posso anticipare tutto, sennò che sorpresa sarebbe?  Tenete d'occhio il bannerino che trovate nella colonna in alto a destra - subito sotto Le Ricette di Base -   scoprirete dove e quando verrà pubblicata una nuova ricetta delle Noccioline... Stay tuned!!!
Intanto gustatevi la mia proposta, semplice semplice, facile facile, veloce veloce, in puro stile "ammodomio"! :D E poi guardatevi anche questa quiquest'altra,  e un'altra ancora, tutte realizzate da me con la magnifica pasta di nocciole dei Fratelli Caffa.




Simil Rocher al cioccolato fondente e pasta di nocciole


Simil Rocher


Ingredienti per 30 cioccolatini (circa):
200 gr di cioccolato fondente
100 gr di panna fresca
80 gr di nocciole tritate+mezzo cucchiaio di zucchero a velo
50 gr di pasta di nocciole+3 cucchiaini 
100 gr  di wafer alla nocciola (circa)
30 nocciole tostate




Ho sciolto direttamente nella panna 100 grammi di cioccolato fondente, mettendolo in una casseruola a fuoco moderato, direttamente sul fornello e vi ho mescolato la pasta di nocciole e 6 cucchiaini di nocciole tritate. Ho lasciato raffreddare e rassodare in frigo per circa un'ora. Nel frattempo ho preparato un piccolo vassoio con i Wafer sbriciolati grossolanamente. Aiutandomi con un cucchiaini ho formato dal composto preparato in precedenza, una trentina di palline al cui interno ho posto una nocciola intera per ciascuna. Ho quindi rotolato le palline nei wafer sbriciolati e ho riposto in frigo a rassodare. Successivamente ho fuso a bagno maria altri 100 grammi di cioccolato, vi ho mescolato 3 cucchiaini di pasta di nocciole e vi ho ripassato uno per uno i cioccolatini che avevo messo in frigo. Li ho velocemente rotolati nella granella di nocciole tostate; infine li ho lasciati asciugare.


ROCHER (3)

Il risultato è stato strepitoso!!!!! L'interno è venuto morbido e cremoso, mentre l'esterno, croccante al punto giusto. Insomma, irresistibili!!! 
Se avete cioccolato da smaltire prima che arrivi il caldo, non perdetevi l'occasione di prepararvi in casa i cioccolatini. Ne vale davvero la pena, ve lo posso garantire! Pensate che ho dovuto nascondere gli ultimi rimasti per poter fare le foto.. e vi ho detto tutto!




Buona settimana a tutti,

Ornella


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FRATELLI CAFFA
DI GIOVANNI E VITTORIO CAFFA & C. SAS
C.so Einaudi, 8/12 - 12074 Cortemilia (CN)
Tel.: 0173 81021 - Fax: 0173 81577





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TUTTE LE RICETTE
DELLE NOCCIOLINE



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giovedì 10 maggio 2012

Risotto con vongole, fiori d'erba cipollina e pepe rosa

Eh... lo so che in questo periodo latitiamo un po'...
Oltre ai ponti festivi del 25 Aprile e del Primo Maggio, da noi a Bari c'è stato anche quello per San Nicola. 
- Ma San Nicola non si festeggia il 6 Dicembre? - direte voi...
Certo, ne abbiamo parlato già diverse volte, ma la festa patronale ricorre l'8 Maggio, data della traslazione delle ossa del Santo da Myra a Bari!
Sapete che, sebbene io viva a Bari da tantissimi anni, non conosco affatto i piatti tipici che si cucinano in questa ricorrenza? Di caratteristico ci sono gli street food nella città vecchia, dove i pellegrini, arrivati anche dalla Russia e dalla Slovenia insieme ai baresi veraci devotissimi al Santo, si rifocillano con panini  farciti di gnummaridd e zampina(*), sgagliozze e popizze.
 Vabbé... però... a casa che si mangia in questa ricorrenza? Boh??? 
Io ho fatto un buonissimo risotto con le vongole a cui ho aggiunto un tocco primaverile unendo pochi fiore di erba cipollina,- epperò caspiterina! - mi sono dimenticata di metterci qualche grano di pepe rosa. :(((
 Voi non omettetelo, sono certa che ci sta da Dio!!! ;)))
Vi racconto come ho proceduto senza indicarvi le dosi degli ingredienti, che quelle proprio non me le potete chiedere... Chevelodicoaffà? Ho improvvisato al momento, facendo a occhio! :D

Risotto con vongole, fiori d'erba cipollina e pepe rosa

Risotto con le Vongole fiori di erba cipollina

riso (per risotti)
vongole
olio extravergine
aglio
cipolla
vino bianco
fiori e steli di erba cipollina
prezzemolo
sale (poco)


Dopo aver tenuto a spurgare le vongole, le ho messe in un tegame dove avevo già scaldato l'olio con uno spicchio d'aglio. Ho coperto la pentola e ho lasciato aprire le vongole a fuoco vivo per pochissimi minuti, scuotendo il tegame; ho quindi filtrato il loro liquido di cottura che ho tenuto da parte al caldo e le ho sgusciate, lasciandone solo qualcuna col guscio. In un'altra pentola dal fondo pesante, ho stufato pochissima cipolla e qualche fiore d'erba cipollina con poco olio; ho poi aggiunto il riso lasciandolo tostare appena appena e sfumandolo con il vino bianco secco. A questo punto ho cominciato a cuocere il riso prima col liquido delle vongole e poi con l'aggiunta, a poco a poco, di acqua calda appena salata. A cottura ultimata ho mescolato al risotto le vongole sgusciate, ho mantecato con un filo d'olio crudo, ho completato con poco prezzemolo e erba cipollina tritati. Ci andrebbe qualche grano di pepe rosa pestato, ma, come già detto, l'ho dimenticato! :((

Un saluto a tutti,

Ornella


(*)Gli gnummaridd sono pezzi di interiora (fegato, cuore, polmone, ecc...) avvolti nelle budella e cotti alla brace.
La Zampina è una lunga salsiccia sottile arrotolata, anch'essa cotta alla brace.



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