domenica 31 marzo 2013

Con un poco di zucchero...

... si riesce a fare qualche magica sorpresa...



 Le uova di zucchero decorate sono di Paola Lazzari@Interno Otto


Vi auguriamo una Pasqua serena con i vostri cari e tante cose buone sulla vostra tavola,

Ornella, Paola e Simona


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mercoledì 27 marzo 2013

Pasticcini sucrée|Frolla senza uova

Dovrei raccontarvi una lunga storia che parte da una ricetta blasonata di un avo francese  di un'amica di Fabiola (la nostra amica del forum de La Cucina Italiana) che dopo lunghe  e approfondite ricerche si è rivelata, grazie a Ruli, essere né più né meno che la storica ricetta dei Curambié Kourambiedes. La ricetta antica di origine greca, intendo, non le sue varianti che  sono giunte ai giorni nostri per infinite vie e che prevedono l'aggiunta di mandorle tritate,  e in alcuni casi, anche di uova e lievito...
Quello che posso affermare con certezza è che l'impasto non è altro che una frolla senza uova, detta sucrée (di cui vi ha già parlato Paola QUI), e che io preparo da una vita, senza mai essermi posta il problema della sua origine. Le proporzioni che ho sempre usato sono  molto simili a quelle  che compaiono nel mitico Talismano della Felicità di Ada Boni, come mi ha fatto notare Paola che si ricordava bene quella ricetta per averla sperimentata più volte.
Questo per dirvi che noi, amanti della cucina, spesso andiamo alla ricerca di chissà che novità, oppure ci illudiamo di aver sottomano una ricetta segreta di chissà chi e invece abbiamo solo scoperto l'acqua calda! ^_^
Chiaro che, in questi casi, le proporzioni degli ingredienti possono pure fare la differenza... ma diciamolo francamente, non più di tanto. Un grammo in più o in meno non è la fine del mondo... mica siamo farmacisti! :D
 Quel che conta davvero è che i Pasticcini sucrée sono di una bontà e di una delicatezza unica, nonché facilissimi da realizzare, ottimi da regalare per le festività insieme agli altri dolcetti tradizionali. Sono certa che, una volta provati, ne preparerete doppia e tripla dose perché vanno a ruba in un battibaleno (*). Volete sapere come li hanno ribattezzati quelle burlone delle mie amiche del forum de La Cucina Italiana? Orneliérs! :DDDDD

Pasticcini sucrée|Frolla senza uova

Curabiè  "ammodomio"

per la sucrée:
200 gr di farina 00
100 gr di fecola di patate
170 gr di burro morbido a pomata (meglio bavarese)
50 gr di zucchero a velo
(volendo si può aromatizzare con qualche goccia di estratto di vaniglia o limone)

per la glassa:
200 gr di cioccolato fondente
una nocciola di burro freddo

.
Tenere il burro a temperatura ambiente e lasciarlo ammorbidire bene a pomata molto morbida.  In una ciotola  impastare con la punta delle dita (sabbiare) tutti gli ingredienti fino ad avere una pasta compatta e setosa.
Farne una palla, avvolgerla nella pellicola e metterla a riposare in frigo per circa un'ora. Formare i pasticcini, posarli su una teglia rivestita di carta forno e metterli nuovamente in frigo per mezz'ora prima di infornarli in forno già caldo a 160° per 15-max 20 minuti. Lasciarli raffreddare bene prima di toglierli dalla teglia. 



Preparare la glassa, fondendo il cioccolato e aggiungendo poco burro freddo di frigo. Glassare i pasticcini, lasciarli asciugare all'aria su carta forno, infine cospargerli con poco zucchero a velo.
(*) Se s'impasta a mano, vi sconsiglio di  raddoppiare le dosi mettendo tutti gli ingredienti insieme in una volta sola...Fate una dose per volta, oppure usate l'impastatrice con la frusta a kappa, sarà molto più semplice. 





Nessuno vi vieta di dare ai Pasticcini sucrée altre forme che più vi piacciono...
Vi mostro quelli che ho preparato ieri sera e che in parte devono essere ancora glassati... Non sono carini? Scusate per la foto...





 Buona giornata a tutti,

Ornella



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lunedì 25 marzo 2013

Coniglietti di pane per la Pasqua

La Pasqua ha come simbologia religiosa l'agnello....
Già la Pasqua ebraica riconosceva in questo animale, o meglio, per mezzo del sangue suo, la salvezza del popolo ebraico ai tempi della schiavitù in Egitto e più tardi anche la Pasqua cristiana vede nell'agnello, il Cristo, che come quello è innocente, ma che accetta la morte per salvare chi crede in lui.....
Vero è che oggi la simbologia pasquale si arricchita di altri soggetti, certamente più profani e legati alla rinascita della Natura, più che agli aspetti religiosi:  ecco allora l'uovo, i pulcini, la colomba, gli uccellini, i coniglietti...

A tavola dunque, luogo simbolico per eccellenza, accanto all'agnello vero, cucinato in vari modi e a quello dolce, in zucchero o marzapane, compaiono, oltre a colombe dolci e uova di cioccolato, anche  i coniglietti.
Della Colomba abbiamo parlato qui come anche dei pulcini  qui e degli uccellini ancora qui.....
 Mancavano solo i coniglietti e per colmare la lacuna abbiamo pensato a dei panini semplici da inserire nel cestino del pane, per dare un tocco allegro alla tavola pasquale. Ideali accompagnatori di salumi e formaggi, sono perfetti anche per la scampagnata di Pasquetta, dove anzi, si integrano benissimo all'ambiente agreste.
Volendo, possono anche essere un semplice segnaposto, da poggiare sopra il piatto dei nostri ospiti.

 Sono rapidissimi, facili e divertenti a farsi, magari insieme ai bambini che amano stare in cucina e pasticciare insieme  alla mamma ed al papà, in questa settimana di vacanze scolastiche.



CONIGLIETTI DI PANE
500 g di farina tipo "0"
250 ml di latte tiepido
75 g di burro
15 g di lievito
10 g di pasta madre secca
10 g di zucchero
1 uovo
8 g di sale
L'impasto si può fare a mano con l'impastatrice, o anche con la macchina del pane. In ogni caso iniziare sciogliendo il lievito, lo zucchero e la pasta madre essiccata, nel latte tiepido, procedendo poi ad impastare con la farina....Unire poi l'uovo e gli altri ingredienti, lasciando per ultimo il burro che verà incorporato quando l'impasto ha già preso forma. Impastare bene  fino ad ottenere una pasta morbida, soffice e non appiccicosa, facilmente modellabile.  Con la macchina del pane è bene fare due impasti successivi.
Far riposare l'impasto 15 minuti e subito procedere con la formatura dei coniglietti.
 Il tipo più semplice prevede di realizzare un cannello di pasta di circa 20-25 cm e di piegarlo a U. Prendendo le due estremità, si incrociano una sull'altra in modo da attorcigliarle su se stesse, facendo passare quella che è a destra sulla sinistra e viceversa,  lasciando in basso un piccolo anello vuoto. Inserire in questo anello una pallina di impasto di giuste proporzioni che sarà la coda del coniglietto e divaricare e arcuare un poco le estremità superiori che saranno le orecchie.
L'altro tipo di coniglietto prevede, invece, di realizzare un cannello piuttosto sottile e di formare una piccola spirale con l'estremità lasciata in basso a formare una zampetta del coniglio. Aggiungere una piccola pallina al lato opposto a formare la coda. Per modellare la testa formare una pallina e dargli la forma di una goccia. Tagliarla per metà, partendo dalla punta con delle forbici in modo da formare le due orecchie divaricandole un po'. Appoggiare la testa sopra la zampetta.
Lasciar lievitare bene le forme preparate, circa un'ora, quindi pennellarle con tuorlo diluito con della panna o latte (la panna darà maggiore morbidezza al pane) e infornarle a 180°C per circa mezz'ora.
Volendo prima di infornare marcare con un chiodo di garofano l'occhio del coniglietto o decorare con dei semi la coda....
Questi panini hanno un impasto diretto e rapido, con una sola lievitatura:vanno quindi consumati nell'arco della giornata. L'inserimento della pasta madre essiccata ha il compito di dare un sapore più completo ad un pane rapido come questo.
A presto,
Paola




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venerdì 22 marzo 2013

Ricette Pasquali

Abbiamo pensato di farvi cosa gradita riunendo in un unico post l'elenco di alcune ricette che vi possono essere utili per Pasqua.  La prossima settimana ne pubblicheremo altre che andranno a completare l'elenco delle nostre preparazioni tradizionali. In ogni modo con la funzione Cerca, che trovate in alto nella colonna laterale di sinistra, vi sarà facile trovare idee e ricette.

Buona Domenica delle Palme a tutti.

Ornella e Paola



Abbracci e baci
Ovetti di cioccolato farciti
Insalata di fave fresche
Fave sott'olio
Puccia alla taijedda o alla spasa




Piesse: Sembra che in tantissimi stiate leggendo le nostre ricette pasquali, tanto che diverse Torte al formaggio già circolano sui profili FB dei nostri contatti. Se le provate, fotografatele, diteci se vi sono piaciute e condividete le vostre foto sulla nostra pagina facebook, dopo aver cliccato Mi Piace. Ne saremo davvero felici!


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mercoledì 20 marzo 2013

Scarcelle e Taralli

Quest'anno avevo deciso che non avrei rispettato la tradizione... niente Scarcelle!
E invece la mia amica Anna mi ha chiesto una buona ricetta, una di quelle consolidate in famiglia, che desse un risultato sicuro. 



Dovete sapere che le Scarcelle - dolcetti tradizionali della Pasqua pugliese -  che la Domenica delle Palme si regalano alla suocera, o che il fidanzato compra per la fidanzata, oppure che le mamme preparano per i piccoli di casa, sono fatte con un impasto di farina, uova, zucchero, latte, olio, cremor tartaro o ammoniaca; con una o più uova sopra - sempre in numero dispari - a seconda dell'importanza del destinatario del dono...
 A casa mia le Scarcelle, così fatte, non hanno mai avuto gran fortuna. Questione di gusti forse, oppure non ho mai trovato la ricetta con le giuste proporzioni, per cui mi sono affidata all'impasto  per i Taralli di Pasqua di zia Rachele, che è sempre stato garanzia di successo e che grazie a mia cugina Cettina, che la custodisce, può essere tramandata ai posteri. ^_^
- Ecco, questo è l'impasto che piace a me - ha affermato sorridendo mio marito appena ha assaggiato un tarallo dalla prima sfornata di Scarcelle e Taralli che stavo preparando... 
-Giusta consistenza, giusta friabilità, giusto sapore! -  Pfiuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu... menomale!!! Sennò chi se lo  doveva sentire pure quest'anno ? ^_^




Vabbè, vi premetto che  la pasta non è facilissima da gestire per fare le forme da Scarcelle, è molto più semplice ricavarne Taralli, ma con un po' di  pazienza e di accortezza il risultato non vi deluderà.

Scarcelle e Taralli



per l'impasto:
400 gr di farina 00
2 uova
125 gr di burro
125 gr di zucchero
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
1 bustina di lievito per dolci
mezza buccia di limone grattugiata
un pizzico di sale
pochissimo latte  solo se necessario (a me non è servito)

per decorare:
uova (crude)
zucchero a velo
acqua
codette colorate
qualche fiorellino in pasta di zucchero

Per prima cosa bisogna sciogliere il burro e lasciarlo intiepidire, quindi  impastare tutti gli ingredienti in una ciotola, fino ad ottenere un impasto liscio e omogeneo. Lasciar riposare la pasta in frigo, avvolta da pellicola, per circa un'oretta e successivamente stenderla col matterello in uno strato non troppo sottile  su un foglio di carta forno. Tagliare le forme desiderate, poggiarci sopra le uova crude (ben lavate e asciugate) ingabbiandole con treccine di ritagli di pasta. Se fate la Colombina o un Agnellino, ricordatevi di mettere un chicco di caffè per simulare l'occhio.. Io me ne sono dimenticata e l'ho dovuto mettere dopo.. :D




Trasferire le Scarcelle sulla teglia direttamente con la stessa carta forno su cui si è già steso l'impasto, con delicatezza e senza manipolarle troppo. Cuocere a 180° per circa 30 minuti o fino a che non avranno un bel color biscotto. Non toccare assolutamente le Scarcelle finché non saranno completamente fredde: sono friabili e di conseguenza molto fragili. Reimpastare velocemente tutti i ritagli e farne Taralli della grandezza desiderata.
Infine per decorare, preparare una glassa trasparente con zucchero a velo e un po' d'acqua; spennellarla sulle Scarcelle, cospargervi su un po' di codette  colorate e completare con qualche fiorellino in pasta di zucchero.




Alla prossima,

 Ornella


Edit: se l'impasto lo fate nella planetaria con la foglia, verrà liscio e omogeneo in pochissimi minuti.
Montate le uova con lo zucchero, aggiungete la farina setacciata e il lievito, la buccia di limone se vi piace, infine il burro sciolto. Tenete l'impasto in frigo, quindi formate le scarcelle; spennellatele con rosso d'uovo battuto con un po' di latte e decoratele con gli zuccherini. Tenete la teglia in frigo per un'ora e poi infornate.
Queste  le ha fatte Paola!


Scarcelle Interno Otto



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lunedì 18 marzo 2013

La Pasta matta al cacao

Ve la ricordate la Pasta Matta di cui vi avevo parlato un anno fa? In molti l'avete provata e riproposta in vari blog e forum,  dandole in fondo lo spazio che merita: è una base semplice, buona e di sicura riuscita.
In tanti mi avete chiesto una versione scura, al cacao, e mi ero ripromessa di sperimentare a casa, prima di darvi delle dosi... Ieri finalmente mi sono decisa e debbo dire che l'esperimento è pienamente riuscito.

 Ovviamente la versione originale è molto più leggera, ma anche quella al cacao non risulta pesante, al limite meno umida e leggermente più asciutta. Se quindi la Pasta Matta può essere gustata anche semplice, senza farcitura, la sua sorella al cacao è certamente più adatta ad essere utilizzata come base da farcire in mille modi. Il che non è detto che sia un male anzi...
Ed è quello che ho fatto io, utilizzando finalmente le prime fragole della stagione (eh, sì non ho resistito alla tentazione, anche se fuori sembra inverno pieno) sposandole in maniera classica con la panna, il cioccolato e un po' di confettura di fragole fatta in casa.
Il risultato? Un dolce fresco, leggero e dal fascino un po' retrò... Insomma bello, veloce e buono! Che volete di più ?
PASTA MATTA AL CACAO, CON FRAGOLE E PANNA

Per la base:
4 uova separate
150 g di farina tipo"00"
120 g di fecola di patate
250 g di zucchero superfino
120 ml di acqua bollente
35 g di cacao amaro
10 g di lievito
 sale e vaniglia
Per farcire:
250 ml di panna fresca montata
250 g di fragole
qualche frutto di bosco
qualche cucchiaio di marmellata di fragole
una glassa al cioccolato

Per la preparazione e la cottura vi rimando al post della Pasta Matta. Unico accorgimento è quello di mescolare bene e setacciare fecola, farina, cacao  e lievito.....per il resto nulla cambia.
Una volta cotta, lasciarla leggermente intiepidire e quindi sformarla su una gratella rivestita da due fogli di carta assorbente. Questa assorbirà l'umidità ed eviterà che sulla torta restino impresse le maglie della griglia.

 Una volta ben fredda ed assestata, meglio il giorno successivo, tagliare la torta a strati (io solo in due) e spalmare ogni strato con della confettura di fragole. Posizionare sullo strato di base la panna montata e poggiarvi sopra delle fragole intere, o al più se troppo grandi, tagliate a metà, insieme a qualche frutto di bosco. Posizionare al di sopra il secondo disco di torta con la parte spalmata di marmellata a contatto con la farcitura, premendo leggermente.
Spargere sulla superficie delle torta una glassa al cioccolato (se non avete tempo, anche confezionata) e, prima che questa si asciughi, decorare con altre fragole e frutti di bosco. Far assestare la torta un'ora in frigo e quindi servire.
La torta può essere farcita con maggiore anticipo e decorata con la glassa e le fragole appena prima di servire. In questo modo la frutta risulterà più fresca e appetitosa.
Io non ho utilizzato nessuna bagna ed ho lasciato la torta al naturale. Chi lo preferisce può sempre bagnarla con una bagna alcoolica  o meno....
La torta può essere vista come una rivisitazione più leggera della classica Victoria Sponge Cake, con l'aggiunta della nota di colore e sapore, del cacao.


A presto,

Paola 


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venerdì 15 marzo 2013

Come cuocere il pesce al sale|Tutti i segreti "ammodomio"

La cottura del pesce al sale è sicuramente una delle tecniche più antiche.
Conosciuta  fin dai tempi dei Greci e dei Romani è arrivata ai giorni nostri quasi identica. E se nell'antichità l'uso di aromatizzare il sale poteva avere un senso pratico dettato dall'impossibilità di conservare il pesce in maniera adeguata, oggi, a mio parere, non è affatto necessario.


Mi spiego... Se abbiamo la grande fortuna di acquistare pesce freschissimo e di qualità, dovremmo apprezzarne il sapore in assoluta purezza. Insomma, secondo me, se il pesce è fresco, meno ingredienti si adoperano, meglio è, e quindi aggiungere aromi o albumi - come alcuni consigliano - al sapore del mare, è un vero delitto!
Per questa ragione, pur avendo sperimentato i diversi metodi di cottura al sale messi a punto da vari chef, torno a preferire il mio sistema semplice che necessita di pochi accorgimenti e che mi dà sempre un risultato perfetto.
 Come procedere?

Il Pesce
Branzino, che da noi si chiama Spigola, oppure Orata, sono le varietà più adatte.  Meglio preferire pesci di peso non inferiore al chilogrammo (per 4 persone dovremmo considerare un pesce di circa Kg 1,200). Il pesce deve essere eviscerato, ma non squamato. Va spennellato appena con olio extravergine d'oliva.



Il Sale
Consideriamo grosso modo 1 kg di sale, metà grosso e metà fino, per ogni chilo di pesce; mettiamolo in una ciotola, inumidiamolo con  circa mezzo bicchiere d'acqua o poco più, poco meno e impastiamolo con le mani.


La Cottura
Preriscaldiamo il forno a 220°-250°; foderiamo una teglia prima con carta forno, poi con l'alluminio e con un altro foglio di carta forno. Facciamo uno strato di sale già preparato; vi adagiamo sopra il pesce e lo ricopriamo con altro sale. Compattiamo il sale premendolo con le mani intorno al pesce e chiudiamo tutto in un cartoccio, avvolgendolo prima con la carta forno e poi nell'alluminio. In questo modo sarà necessario meno sale che in cottura non indurirà eccessivamente. Infine inforniamo per circa 40-45 minuti. 
Alla regola dei circa 30-35 minuti per chilo di pesce, dobbiamo quindi aggiungerne una decina per via del cartoccio.



A cottura ultimata sarà davvero semplicissimo pulire il pesce e servirlo su piatti caldi già porzionato. Solo per chi lo desidera, ma non sarà affatto necessario, un filo d'olio extravergine a crudo potrà completare il piatto.

La prossima volta parleremo del pesce fritto.

Buon fine settimana,

Ornella

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mercoledì 13 marzo 2013

Limoncello|Come fare il Limoncello limpido

Ebbene sì, mi sono beccata l'influenza quasi a fine stagione... 
Perciò, cari miei, di cucinare o di riguardare foto di cibo, non se e parla proprio... e quindi l'unica cosa che vi posso pubblicare per il momento è questa qui! 
Quante ricette conoscete oppure avete provato del famosissimo liquore casalingo al limone?
Come per tutte le preparazioni tradizionali, circolano tante ricette con innumerevoli varianti, che vanno dal luogo di provenienza dei limoni, alle  proporzioni degli ingredienti, fino al tempo di "maturazione" dell'infusione delle scorze nell'acool...
La mia la ricetta di Limoncello è quella di famiglia, che dà un liquore quasi limpido e poco sciropposo. Già, perché un piccolo segreto da svelarvi ce l'ho!!!! ^_^
Se avete la fortuna di procurarvi limoni biologici di provenienza certa, che non abbiano subito alcun tipo di trattamento anticrittogamico, non potete non provare anche la mia variante. Sono sicura che vi piacerà!

Limoncello


Limoncello

5-6 limoni grandi (o il doppio di quelli piccoli)
500 ml alcool per liquori a 90°
500 ml di acqua
400 gr di zucchero. meglio se superfino tipo Zefiro

Lavate, asciugate i limoni e con l'apposito attrezzino o con un pelapatate, prendete solo la parte gialla della buccia dei limoni. Lasciate le scorze in infusione nell'acool, in un barattolo di vetro a chiusura ermetica, al buio, per almeno 10 giorni.
Trascorso il tempo necessario, filtrate con un colino a maglie stette il liquido dell'infusione e mescolatelo allo sciroppo di zucchero.

ZESTE

Lo sciroppo va fatto a freddo, sciogliendo, con pazienza, lo zucchero e aggiungendovi, a poco a poco, l'acqua appena appena tiepida.
Imbottigliate il limoncello,tappate bene e assaggiatelo dopo 15 giorni.
Servito freddo dopo i pasti luculliani delle feste è un vero toccasana.

<

Bottiglia

Alla prossima,

Ornella


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lunedì 11 marzo 2013

Chocolate chips cookies|I classici biscotti americani

L'antefatto lo sapete, nel caso leggete qui cosa è successo alla nostra Ornella.
 Il giorno dopo la cocente delusione, mi manda le foto del disastro via mail e mentre guardo le linguette di cookies, penso... Quasi, quasi li preparo subito.
Dopo 20 minuti le rispondo con ricetta (che funziona) e con la bella notizia che ho infornato una trentina di cookies con gocce di cioccolato.
Non vi dico cosa mi ha risposto... :)))

Ma questi biscotti sono veramente un classico della pasticceria, casalinga e non, americana. Come per  tutti i classici di questo mondo, esiste una ricetta originale (ed anche una bella storia sulla sua nascita)  e mille variazioni sul tema, che si discostano da quella per piccole differenze.
Nel nostro caso, la ricetta originale è quella che ancora si legge sul retro delle maxi buste di gocce di cioccolato della tanto vituperata Nestlé, mentre le variazioni sul tema sono presenti in ogni bakery americana, magari introducendo noci, fleur de sel in superficie, o variando di poco tipo di zucchero, o quantità di burro, per ottenere un biscotto più o meno chewy, o più o meno soft...








Alla fine però, il biscotto è quello: tondo, irregolare, dai  bordi  dorati  e croccanti,  con   il centro morbido e leggermente caramelloso, un po' bruttino e bitorzoluto.
 Insomma non è certo quello che la signora De Denaro ci mostra soddisfatta dal cestino, dove sono ammassati dei biscotti scuri, dal bordo regolare e liscio, chiaramente  ritagliati con un coppapasta prima di essere infornati...
Dove li abbia presi, o come li abbia realizzati, nessuno lo saprà mai e del resto poco ci importa: non provengono dalla ricetta strampalata da lei dettata e né sono gli autentici chocolate chips cookies. Possiamo dimenticarceli. E allora?

E allora possiamo fare due cose: cercare una busta di gocce di cioccolato Nestlé e recuperare la ricetta (basta una bella foto che potete trovare qui ) e poi fare una  semplice considerazione.
Chi conosce, ha preparato, o ha anche solo mangiato un vero chocolate chips cookie si accorge subito che la ricetta della signora De Denaro è una bufala.
Chi questa esperienza non l'ha avuta (e non è certo un dramma) può cadere nell'errore come è successo ad Ornella. Da ciò deduco che la signora suddetta ha bisogno di un pubblico "ignorante", non per "istruirlo", ma per gabbarlo!

Eppure c'è anche chi pensa che il pubblico non debba essere preso in giro, ma anzi guidato a fare bene e a capire come realizzare un semplice biscotto, tramite un programma televisivo.
Guardate questo video e ditemi se ho torto....Magari se lo avesse visto anche  la De Denaro non sarebbe stato un male.
Vi lascio alla ricetta da me convertita in grammi e appena un pochino modificata, dei chocolate chips cookies dell' America's test kitchen. Questa ricetta, rispetto a quella della toll house, dà un prodotto più chewy, per la maggiore presenza di zucchero di canna. Anche la fusione del burro dà la possibilità allo zucchero di canna di sciogliersi bene ed aumentare così la consistenza caramellosa del biscotto, nonché il  suo sapore butterscotch, che è proprio la sua caratteristica.
Mio consiglio è quello di usare uno zucchero di canna integrale (Muscovado, Dulcita) che si scioglie perfettamente e dona al biscotto sapore e profumo unici.


CHOCOLATE CHIPS COOKIES 
(America's test kitchen)






300 g di farina
2 cucchiai fecola
½ cucchiaino di sale
½ cucchiaino di bicarbonato

Mescolare e settacciare tutto insieme

170 g di burro fuso  tiepido
150 g di zucchero integrale di canna (io Dulcita)
100 g di zucchero
1 uovo intero ed 1 tuorlo (freddi di frigo)
vaniglia

Mescolare al burro fuso i due zuccheri , unire la vaniglia,  l’uovo intero ed il tuorlo e sbattere il composto con un cucchiaio in modo da amalgamare bene il tutto e areare leggermente l’impasto. Unire le polveri prima preparate, incorporandole con il cucchiaio. A questo punto unire
 170 g di gocce di cioccolato o più, a seconda dei vostri gusti

L’impasto è pronto: deve risultare morbido, leggermente unto, lavorabile con le mani. Fare 18  porzioni dandogli la forma di una pallina e poi strapparla a metà . Mettere  le  due  metà, unendole, su   una teglia con la parte strappata in alto. Ripetere l’operazione per tutte le porzioni fatte.
Cuocere per 12-14 minuti al massimo. Quando i bordi sono asciutti e leggermente dorati togliere i biscotti dal forno. Non importa che al centro siano molli e gonfi. Raffreddandosi diventeranno croccanti e bitorzoluti come debbono essere.
Io li cuocio a 180°C ventilato. Nel forno si allargano, quindi lasciare molto spazio fra di loro. Quando sono freddi toglierli dalla teglia.
I biscotti sono tradizionalmente piuttosto grandi, come un piattino da sotto tazza....Più di uno non se ne può mangiare. Volendo si possono fare più piccini, come ho fatto io, ricavandone 25.







Vi lascio questi bei disegni esplicativi di come formare a mano il biscotto.
Vi  sfido a fare la stessa cosa con l'impasto della signora De Denaro. :))

Da America's test kitchen


·        ·         SHAPING THICK CHOCOLATE CHIP COOKIES




1. Creating a jagged surface on each dough ball gives the finished cookies an attractive appearance. Start by rolling a scant 1/4 cup of dough into a smooth ball.
·         
2. Holding the dough ball in the fingertips of both hands, pull the dough apart into two equal halves.
·         
3. Each half will have a jagged surface where it was ripped from the other. Rotate each piece 90 degrees so that the jagged edge faces up.
·         
4. Jam the halves back together into one ball so that the top surface remains jagged.

A presto,

Paola




Piesse: Approfittiamo di questo post per fare gli auguri alle Broccolette!!!





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