lunedì 30 settembre 2013

Ciambellone al cacao|Versione "spiritosa"

Quando le ricette, sia pure semplicissime, hanno una  loro storia, secondo me hanno un valore aggiunto...
E la piccola storia che accompagna questa ricetta, non risale ai secoli dei secoli, ma è dei nostri giorni e più precisamente nasce da un casuale incontro in rete. ^^
Qualche tempo fa, bighellonando su FaceBook mi capitò sotto gli occhi una deliziosa video-ricetta piuttosto inconsueta preparata da una bella e giovane mamma per  le sue bambine. Espressi il mio gradimento con un I Like, poco immaginando che la bravissima mamma-cuoca mi conoscesse già attraverso Ammodomio. O.o
Vi devo confessare che ne rimasi molto sorpresa perché la protagonista della video-ricetta  altri non è  che una nota e bravissima giornalista pugliese, nonché moglie di un attore che la mia famiglia tutta ha sempre apprezzato molto. :)
Scambiammo così in privato 4 chiacchiere piacevolissime e da allora seguiamo con interesse  le nostre reciproche avventure sul web.








Capita dunque, che Annamaria provi le ricette che pubblichiamo, trovandole buone... 
Così è stato per questa QUI che Antonio, il marito, avrebbe desiderato in versione al cacao.
Potevo non accontentarlo dopo anni di divertimento puro che lui, senza saperlo, ci ha regalato? Eccovi quindi un Ciambellone al cacao in versione "spiritosa" che, in verità, ha apprezzato alla grande anche mio marito. :D
Nulla vi vieta di sostituire la parte alcoolica con pari quantità di acqua o latte, oppure cambiare tipo di liquore, e di decorare il Ciambellone con una semplice spolverata di zucchero a velo. Trovo superfluo cantarvene le lodi, vi consiglio solo di provarlo e stupirverne piacevolmente come è accaduto a noi.

Ciambellone al cacao (versione spiritosa)


CACAO

per l'impasto:
200 gr di farina 00
70 gr di cacao amaro
30 gr di amido di frumento
300 gr di zucchero superfino vanigliato
300 ml di panna fresca (quella da montare)
4 uova medie
4 cucchiai di crema di limoncello homemade (oppure  pari quantità di liquore all'arancia o quello che preferite, ovvero acqua o latte)
1 bustina di lievito per dolci
un pizzico di sale

per ungere lo stampo:
poco burro a temperatura ambiente
5 gr di cacao

per decorare:
zucchero a velo
crema di limoncello
ciliegie candite


 Pesare, setacciare e mescolare in una ciotola, con un cucchiaio da tavola, tutte le polveri, compreso il lievito. Quindi nella planetaria montare le uova con lo zucchero, aggiungere la panna, il pizzico di sale e in tre volte tutte le polveri setacciate, alternandole al liquore. Imburrare uno stampo da ciambella da 24 cm di diametro  che abbia la capacita di un litro e mezzo circa, spolverarlo col cacao rimasto e riempirlo con l'impasto. Infornare a 180°, forno statico, per 45 minuti (fare la prova stecchino). Sformare e lasciar intiepidire su una gratella, quindi decorare con una spolverata di zucchero a velo o con una glassa. 
Per la glassa: in una ciotola mescolare e lavorare con una frusta lo zucchero a velo con il liquore a poco a poco, quanto basta a rendere la glassa cremosa.
Si conserva soffice e umido sotto la campana di un porta torte.

Vi auguro una serena settimana,

Ornella


Piesse:non vi ho ancora ringraziato per i voti ottenuti al Macchianera Food Awards 2013!!! La Chocolate Fridge Cake Ammodomio ha ottenuto un piazzamento più che onorevole... E' arrivata al secondo posto, come migliore ricetta dell'anno. E chi se l'aspettava per un dolcetto davvero semplicissimo? Grazie grazie e ancora grazie di cuore!

Testi ed immagini sono protetti dalla legge sul diritto d'autore n. 633/1941 e successive modifiche. 

Copyright 2009-2013© Ornella Ammodomio - All Rights Reserved

venerdì 27 settembre 2013

Challah: il pane del venerdì sera

Quando le ragazze frequentavano le elementari, avevano alcuni compagni di religione ebraica e alcune volte è capitato di organizzare  qualche incontro  con le mamme il venerdì, ma spesso ci siamo trovate di fronte a dover cambiare giorno della settimana...
"Eh, no.... il venerdì sono impegnata, faccio il pane...."
Ovviamente la mia domanda è sempre stata:
 " Ah sì? Come lo fai?" piuttosto che "Allora quando puoi?"....  :))
Ho scoperto che ognuno il pane del venerdi, la famosa Challah, lo fa a modo suo: con più o meno olio, con l'anice, con solo tuorli, con uova intere, o addirittura senza uova....In comune però, la forma: una bella treccia e/o un pane rotondo, anch'esso intrecciato. Anzi sarebbe bene dire che di solito i pani sono due, ossia sulla tavola debbono essere sempre presenti due Challot come vuole la tradizione, per festeggiare degnamente lo Shabbat.







Negli anni ho provato varie ricette, ma debbo dire che quella che mi ha dato più soddisfazione è questa qui, perchè permette di poter variare la quantità di uova a proprio piacimento, ottenendo sempre e comunque un bel pane profumato e soffice, ma compatto, come deve essere una Challah che si rispetti.
 Si può quindi optare per un pane più o meno ricco, a seconda delle necessità, senza dover stravolgere la ricetta.
Ovviamente, anche se ognuno ha la propria ricetta di famiglia, la Challah non è mai impastata con burro, latte, o yogurt, dato che generalmente durante lo Shabbat vengono consumate portate di carne: infatti, per tradizione, non si possono consumare, insieme, nello stesso pasto, carni e latte, o suoi derivati.
Debbo dire che questa volta non mi sono molto soffermata nel fare le forme....Male, perché la Challah implica un' attenzione particolare nell'intrecciare l'impasto e oggi ,grazie a filmati e foto sul web, è facilissimo realizzare dei pani stupendi sin dal primo approccio.
Purtroppo, avevo pochissimo tempo a disposizione e ho diviso rapidamente l'impasto in due parti: con una ho realizzato una semplice treccia a tre capi (ma ce ne sono di bellissime a 4 o 6 capi), con l'altra metà, ho realizzato due pani rotondi intrecciati a 4 capi.
Per la treccia semplice, non credo ci siano problemi per nessuno di noi.....Per il pane rotondo intrecciato a 4 capi potete vedere qui....
Per altri intrecci potete ispirarvi sempre qui...
Ed ora passiamo alla ricetta con le mie varianti rispetto all'originale

CHALLAH

1kg di farina tipo "0"
1 cucchiaio di sale scarso
70 g di zucchero
3 rossi d'uovo
150 ml di olio
acqua tiepida q.b (*)
Per il lievitino:
25 g di lievito di birra (o una bustina di lievito liofilizzato)
150 ml di acqua tiepida
un cucchiaino di zucchero.
In un bicchiere, preferibilmente di plastica, sciogliere il lievito di birra nell'acqua tiepida insieme al cucchiaino di zucchero, mescolando  vigorosamente. Coprire e lasciare fermentare qualche minuto: si formerà un'abbondante e densa schiuma.
 In una ciotola setacciare la farina e creare un buco al centro. Versarvi il liquido fermentato e incorporare poca farina, in modo da ottenere un panettino morbido. Coprirlo con la farina e lasciarlo lievitare finché non sarà raddoppiato e la farina apparirà screpolata.
Nel frattempo in una caraffa  graduata versare l'olio, poi i tre tuorli: a questo punto unire tanta acqua tiepida fino a raggiungere 500 ml.
In pratica (*)la somma di olio + tuorli (o uova) + acqua totale, deve essere pari a 650 ml.
Unire lo zucchero e il sale nella caraffa e mescolare bene in modo che il tutto si omogeneizzi.
Iniziare l'impasto come al solito, sciogliendo il panetto lievitato con il liquido della caraffa alternandolo con la farina, mano a mano che si procede. Potete utilizzare anche la macchina del pane come ho fatto io. L'impasto deve essere sodo, ma soffice nello stesso tempo. Farlo lievitare circa un paio d'ore, o almeno fino al raddoppio.
Una volta lievitato, procedere alla divisione dell'impasto per realizzare i vari pani. Lasciar riposare sempre un pochino l'impasto fra un'operazione e l'altra, in modo che la pasta non sia sottoposta a stress e non si laceri durante la lavorazione dei cannelli.
Fatte le forme di pane, posizionarle sulla teglia e lasciarle lievitare un'oretta, o comunque finchè non appaiano ben gonfie e tese (non rilasciate). Spennellarle con del tuorlo d'uovo sbattuto e volendo decorare con semi di sesamo, o di papavero. Cuocerle a 190° C per 20 -30 minuti, in base alla grandezza delle forme  realizzate.
Caratteristica di questo pane è il bel colore scuro della crosta: per ottenerlo si può unire al tuorlo d'uovo utilizzato per spennellare, un po' di zucchero bruciato (caramello scurissimo, cotto fin quasi al punto di fumo), oppure del caffè forte (una volta cotto il pane, il sapore non si sentirà) .










La Challah è buona a tutto pasto, perfetta per dei panini, sia dolci che salati,  per dei toast, dato che si tosta perfettamente, ottima anche a colazione con burro, marmellata, cioccolato.....In più si mantiene per parecchi giorni e quella che avanza è perfetta per essere utilizzata per vari dolcetti.
Fra qualche giorno vi proporrò quello che ho fatto io con la Challah dello scorso venerdì!
A presto,

Paola







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mercoledì 25 settembre 2013

La Salsa Piccante di Amy e Mark

Settembre è il mese delle conserve e, sebbene ormai siamo in Autunno, ancora il sole e le belle giornate ci rallegrano e  non è troppo tardi per preparare questa buonissima salsa che viene dritta, dritta dagli States, per la precisione dall' Ohio.
Ancora si trovano degli ottimi pomodori da sugo, i peperoni sono al massimo della loro dolcezza e sono arrivati anche i peperoncini piccanti....
Non ci resta che mettere sotto vetro tutti i colori e i profumi di questa Estate 2013, seguendo questa semplice ricetta che Amy e Mark mi hanno donato e che ringrazio di cuore!

SALSA PICCANTE

2250 g di pomodori da sugo
450 g di peperoni gialli, rossi e verdi 
450 g di cipolle
240 ml di aceto (se forte anche meno)
1 cucchiaio di sale fino
1/2 cucchiaino di pepe nero
peperoncini piccanti ( a gusto)
Per prima cosa lavare tutte le verdure in acqua corrente. 
Immergere i pomodori in acqua in ebollizione per pochi secondi, passarli  in acqua gelata, quindi togliere la buccia che in questo modo si eliminerà senza difficoltà. Ridurre i pomodori a pezzetti.
Tagliare in piccoli pezzi anche la cipolla e i peperoni privati di semi e filamenti interni.
 Con le mani protette da guanti tagliare anche i peperoncini, eliminando, o meno, i semi: tenete presente che i semi aumentano la piccantezza del prodotto finale.
In un largo tegame unire insieme tutti gli ingredienti elencati e portare a bollore la salsa: io ho bollito il tutto circa 25 minuti. Tempi esatti non se ne possono dare, dipende dal tipo di pomodoro, dall'ampiezza del tegame, dall'intensità della fiamma. Tenete presente che dovrete ottenere una sugo non troppo denso.
Controllata la densità, con un frullatore ad immersione potete rendere la salsa un pochino più omogenea se vi sembra troppo grossolana: i pezzetti di peperone debbono in ogni caso vedersi.
Invasare la salsa immediatamente in vasi precedentemente sterilizzati, ancora bollenti, e chiudere subito con i relativi coperchi, anch'essi  sterilizzati.
 In una capace pentola porre un canovaccio sul fondo e posizionare i vasetti, isolandoli con il canovaccio stesso in modo che non sbattano uno con l'altro. Riempire d'acqua calda la pentola in modo che copra i vasi e porre sul fuoco. Portare ad ebollizione e lasciare bollire per 20-25 minuti. Spegnere il fuoco e lasciare i vasi nell'acqua finchè questa non raggiunga la temperatura ambiente.
Prelevare i vasi, asciugarli e riporli in dispensa. La salsa può essere subito gustata: perfetta con i nachos, così come Amy e Mark usano fare, ma anche per accompagnare carni bollite, o arrostite. 





A presto,
Paola






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mercoledì 18 settembre 2013

Piadina sfogliata all'olio extravergine con Culatello di Zibello, rucola e Stracciatella

Del Culatello di Zibello sono innamorata da sempre...
Essì perché da quando sono nata (avevo tre mesi quando mi ci hanno portato  per la prima volta) e fino ai 18 anni, durante le vacanze estive con la mia famiglia, era d'obbligo un soggiorno a Salsomaggiore. 
La scuola allora cominciava ad Ottobre, per cui dopo quasi tre mesi di mare, ai primi di Settembre si partiva, per ritornare a casa giusto in tempo per il primo o il secondo ;) giorno di scuola. Che bello!!!
Perciò ho un ricordo vivissimo di Parma e del suo circondario. Paesi come Busseto con la celebre frazione di Roncole che dette i natali a Giuseppe Verdi, Soragna, Fontanellato, Langhirano e Zibello... Quanti anni sono passati... Oltre ai luoghi ricchi di cultura e fascino, il profumo e il sapore di quei formaggi e salumi, assaggiati sul posto è davvero indimenticabile! 
A chi non conoscesse il Culatello di Zibello dico solo che si è perso uno dei piaceri della vita. ^_^
E' un salume meraviglioso che si ricava dalla parte migliore, la più tenera, la più ricca, della coscia del suino adulto. Sa di storia, di tradizione contadina e di cultura ...  Pensate che già nell' '800, Gabriele D'Annunzio scambiava opinioni sulla bontà del Culatello, con uno scultore dell'epoca,  tal Renato Brozzi.





Come vi ho già detto, l'ISIT (Istituto Salumi Italiani Tutelati) ci ha chiesto di realizzare  una ricetta con uno dei prodotti DOP/IGP appartenenti ai Consorzi di tutela. Manipolare però un tale gioiello come il Culatello di Zibello, senza rovinarlo, è impresa assai ardua.
Ecco perché ho semplicemente studiato una Piadina sfogliata all'olio extravergine, non tradizionale perché alleggerita dallo strutto e dall'uovo, da farcire con il Culatello insieme ad un po' di rucola selvatica e ad una forchettata di un prodotto d'eccellenza pugliese: la Stracciatella. Cos'è la Stracciatella? E' l'interno della Burrata di Andria che si può comprare anche senza l'involucro esterno. Do you know? ;)


Piadina sfogliata all'olio extravergine con Culatello di Zibello, Rucola e Stracciatella



Piada



per 3 Piadine:

250 Farina 0
50 amido di frumento
2 cucchiai di olio extravergine + mezzo bicchierino da liquore scarso per sfogliare
1 cucchiaino raso di sale fino
150 ml di acqua (o latte oppure un mix al 50%)


per farcire:

150-200 gr di Culatello di Zibello 
rucola selvatica
1 piccola Burrata di Andria o circa 150 gr di Stracciatella



Impastare in una ciotola tutti gli ingredienti, quindi ribaltare l'impasto sulla spianatoia e lavorarlo fino a renderlo liscio ed elastico; farne una palla, lasciarlo riposare coperto per circa 15 minuti. Allungare quindi l'impasto, rotolandolo con le mani sul piano di lavoro per ricavare un filoncino; schiacciarlo leggermente con le mani e arrotolarlo su se stesso per il lato lungo. Dividere il rotolo in 3 pezzi di circa 150 grammi ciascuno; arrotondare ogni pezzo  formando tre palline  che adranno lasciate riposare coperte per 15 minuti. 



FORMATURA!



Stendere ogni pallina col matterello in una sfoglia tondeggiante piuttosto sottile, senza badare eccessivamente che sia un cerchio regolare. Spennellare il cerchio di pasta con olio extravergine ed arrotolarlo su sé stesso, senza fare pressione, ma delicatamente. Chiudere il rotolino, formando una sorta di chiocciola. Mettere a riposare in frigo per almeno un'ora, ma anche più. Riportare l'impasto sin quasi a temperatura (basteranno 15 minuti circa) stenderlo nuovamente col matterello in una sfoglia non troppo sottile e provvedere alla cottura.

Far scaldare il testo o una padella antiaderente, adagiarvi le piadine, una alla volta, abbassare un poco la fiamma e far cuocere da entrambi i lati, rivoltando più volte. Quando si vedranno le bolle ( la piada sfogliata non va bucherellata con la forchetta), alzare la fiamma e terminare la cottura. 


PIADA




Farcire subito la metà della piadina con una forchettata di Stracciatella; a seguire il Culatello di Zibello e la rucola. Praticate due taglietti simmetrici, dal bordo verso il centro per piegare facilmente la metà senza farcitura sull'altra.  Servire subito!!

Se desiderate un ripieno ancora più gustoso,  aggiungete una fetta di melanzana come queste qui.



PIADA





Buon appetito,

Ornella

Piesse:Vi ricordo che domani 19 Settembre è l'ultimo giorno per votare Ammodomio al Macchianera Food Awards 2013. Votate Ammodomio nelle categorie 3 e 6. La scheda per votare la trovate qui! Grazie di cuore a tutti! ^_^


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lunedì 16 settembre 2013

La migliore ricetta a base di salumi DOP/IGP"|In collaborazione con ISIT

Insieme ad altri blog di food, Ammodomio è stato invitato dall'ISIT (Istituto Salumi Italiani Tutelati) a partecipare al progetto di valorizzazione e comunicazione sui salumi DOP/IGP appartenenti ai Consorzi di tutela che aderiscono all'ISIT stesso.
Vi faccio qualche domanda a bruciapelo.
Che posto occupano i salumi nella vostra alimentazione? Ne avete ridotto drasticamente il consumo sulla base dell'idea, comune a molti, che facciano male alla saluteQuanti di voi sanno, ad esempio, che due pasti a settimana a base di circa 50/80 grammi di salumi di qualità, insieme a verdure e frutta, possono costituire un'ottima alternativa, semplice, veloce ed equilibrata, ad un pasto completo?
Cerchiamo di sfatare qualche prevenzione abbastanza diffusa...
Innanzitutto partiamo dal principio che, oltre alla quantità, è la  qualità a fare  la differenza! E  non pensiate  neppure che i salumi italiani facciano aumentare a dismisura il colesterolo a causa dell'eccessivo apporto di grassi saturi. Dalle ultima ricerche scientifiche, risulta  inequivocabilmente che dal 1993 a oggi, in tutti i prodotti  esaminati - tutti DOP/IGP  appartenenti ai Consorzi di tutela italiani - la quantità di grassi saturi è  diminuita notevolmente a tutto vantaggio di quelli insaturi (attualmente il 60% dei lipidi totali). Così come il sale, necessario per la conservazione delle carni, grazie all'evoluzione della produzione e della stagionatura, è stato ridotto al minimo indispensabile. Assenti ormai in tutti i prodotti italiani DOP/IGP, i nitriti. 



Questo conferma  l'attenzione dei produttori  italiani volta a ottenere salumi eccellenti per sapore e caratteristiche organolettiche, nonché privi il più possibile di quelle sostanze ritenute nocive per la salute del consumatore. Vi pare poco?
Con l'ausilio delle nuove tecnologie dunque, pur rispettando i rigidi vicoli imposti dai Disciplinari dei Consorzi di appartenenza, possiamo stare certi che, se acquistiamo prodotti italiani DOP/IGP arriveranno sulle nostre tavole salumi che ci consentono di essere attenti anche alle nostre esigenze nutrizionali. 
 Naturalmente non vuol dire che possiamo abusarne, ma al contrario dobbiamo privilegiare sempre la qualità, piuttosto che la quantità.
l'ISIT ci ha invitato perciò a creare due ricette con due prodotti di eccellenza DOP/IGP della migliore tradizione italiana, per esaltarne le caratteristiche, senza trascurare l'aspetto nutrizionale. 

Stay tuned,

Ornella


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venerdì 13 settembre 2013

Peperoni in vaso

Sarà che ad una certa età si diventa "essenziali", si lasciano da parte grandi e piccole sovrastrutture, ma mi vado convincendo sempre più che in cucina, come nella vita, la semplicità paga sempre!
Non a caso, secondo me, una ricetta davvero semplicissima come questa qui, che non richiede alcuna abilità, sia arrivata in finale al Macchianera Food Awards (l'evento considerato dagli addetti ai lavori l'equivalente degli Oscar della rete)
Appropo', se non l'avete già fatto, ricordatevi di votarmi nelle due categorie nelle quali Ammodomio è presente.(n 3. Miglior  Rivelazione Foodblogger e  n 6. Miglior ricetta) come vi ho già detto QUI. ^_^


PEPERONI

Vabbuò, torniamo a noi... Dicevo della semplicità in cucina...
A maggior ragione, se abbiamo a  nostra disposizione ingredienti di prima qualità, meno li manipoliamo, meglio è! Manterremo inalterati i sapori che potremo così apprezzare al meglio. 
Le ricette costruite su equilibri instabili, sebbene possano avere un certo fascino sull' appassionato di cucina - sentirsi un vero cuoco può accrescere enormemente la propria autostima :) - lasciamole agli chef professionisti. Loro hanno studiato e sperimentano in continuazione per dosare al millesimo i sapori e per trarre da ogni ingrediente, con la giuste tecniche, il massimo del piacere cheil cibo può riservare al palato. Certo, un'intuizione di un appassionato, un "equilibrio precario" e azzeccato, ci può pure stare una tantum, ma non giochiamo troppo con i nostri prodotti di eccellenza rischiando di snaturarli: è un vero sacrilegio!
Dopo il "pippone"- perdonate, ma stamattina m'è presa così, mi do le arie da gastrofilosofa  :D - veniamo alla ricetta di oggi e cioè  alla maniera più semplice possibile di conservare per l'inverno i Peperoni.
Quale varietà di peperoni scegliere? A casa mia si sono sempre chiamati Peroni napoletani, ma davvero non so se questo sia il nome corretto. Devono essere belli grandi, gialli, dalla buccia regolare e dalla polpa carnosa e spessa. Credo che la varietà Costadoro possa andare benissimo. Cosa altro serve dunque? Barattoli di vetro sterilizzati, una grande pentola, un canovaccio e nulla più. Ve l'avevo detto che è il massimo della semplicità?



Peperoni in vaso


PEPERONI

Ingredienti:
Peperoni gialli

Lavate, asciugate benissimo i peperoni e arrostiteli con il metodo che preferite o che usate di solito. Sulla piastra, oppure in forno con la funzione grill, insomma come vi pare. L'importante è che, appena tiepidi, riusciate a pelarli benissimo e a togliere ogni residuo, semi compresi. Non sciacquateli sotto il getto del rubinetto, ma armatevi di santa pazienza.  A questo punto dividete i peperoni in falde larghe; poneteli  nei barattoli di vetro (che avrete sterilizzato in precedenza), avendo l'accortezza di riempire i vasi fino ad un massimo di un dito dall'orlo, mai oltre. Chiudete i boccacci, metteteli in una pentola che riempirete  di acqua fredda, sistemando un canovaccio tra i barattoli per non farli urtare tra loro o sul fondo del tegame durante la bollitura. Accendete il fornello, portate al bollore, abbassate la fiamma e lasciate sobbollire, sterilizzando per 30 minuti. Spegnete e non toccate la pentola fino a che non sarà tutto ben freddo. Asciugate quindi i barattoli, controllare che si sia creato il sottovuoto e riponete i vasi in dispensa al buio.


PEPERONI



Conditi con un pizzico di sale, un filo d'olio extravergine, un'acciughina, qualche cappero, ci riporteranno in tavola i colori e i sapori dell'estate!

*** Come sempre il mio consiglio è di usare barattoli di dimensioni ridotte. Una volta aperti i vasi,  i Peperoni vanno consumati rapidamente e conservati in frigo per qualche giorno. Ovviamente non ne preparate in quantità industriali, anche se il tempo non deteriora il prodotto,  ne cambia un po' la consistenza.


Alla prossima settimana,



Ornella






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mercoledì 11 settembre 2013

Melanzane sott'olio

E' questo il periodo dell'estate che preferisco, quello che va dalla settimana dopo Ferragosto alla fine di Settembre. 
Il clima da noi in Puglia ci consente di continuare a godere ore di sole e mare e contemporaneamente, non essendoci più tanto caldo, ci si può dedicare alle conserve di stagione. 
Ad essere sincera non ne preparo in grandissime quantità, ma le Melanzane sott'olio non possono mancare mai. Ideali per accompagnare un lesso o un bollito, come ingrediente di gustose insalate, fanno decisamente la differenza sulle Friselle o come complemento in  un semplice  panino con salumi e formaggi.
Le avete mai fatte in casa? Il procedimento  che uso io è davvero semplicissimo e dà un risultato sicuro. Adesso vi racconto  tutto passo passo... Per le dosi invece, regolatevi da voi, dipendono da quanto volete lavorare e quante melanzane intedete mettere sott'olio. ^_^



Melanzane sott'olio

MELANZANE sott'olio


Ingredienti:
Melanzane (possibilmente di tipo lungo con pochi semi)
aceto di vino bianco di ottima qualità
sale grosso
olio extravergine d'oliva
aglio, prezzemolo o mentuccia a piacere (solo se li graditi)


Lavate benissimo, asciugate e sbucciate le melanzane. Affettatele sottili e mettetele ordinatamente a strati in una ciotola o in una "capasella". Ogni tre-quattro strati, fatevi sopra una bella spruzzata di aceto e una spolverata di sale grosso. Quando avrete terminato di sistemare tutte le melanzane, premete bene con le mani (dovranno essere coperte dalla aceto), mettetevi sopra un po' di aromi, se vi piacciono, un piatto capovolto sul quale posizionerete un peso ( una pietra o un barattolo oppure una bottiglia piena d'acqua). 


Melazane sott'olio



Tenetele così per 24 ore, dopo di che, togliete aglio e prezzemolo o mentuccia, buttate via il liquido che sarà diventato scuro, premetele bene con le mani per strizzarle ulteriormente e staccando delicatamente le fette una dall'altra, ponetele nei vasi di vetro già sterilizzati, in cui avrete messo un fondo di olio.
Pressatele ancora usando un cucchiaio di legno, mettete gli aromi  freschi che più vi piacciono, oppure nulla, e riempite di olio fin quasi all'orlo. Chiudete i barattoli tenendoli a vista per qualche giorno prima di riporli in dispensa. L'olio infatti, tende a scendere e quindi deve essere rabboccato.


Melanzane  sott'olio



***Se temete il rischio botulino, potrete usare aceto  caldo piuttosto che a temperatura, come faccio io. Non vi venga mai in mente però, di bollire i barattoli con  un  sott'olio di questo genere... rovinerete irrimediabilmente tutto.

***E' buona norma, come in tutte le conserve casalinghe, utilizzare prodotti integri; avere il massimo dell'igiene; sterilizzare i barattoli  di vetro vuoti, col metodo che preferite. **** Una volta messi  in barattolo, sorvegliate che gli ortaggi siano sempre coperti dall'olio. Vi consiglio inoltre,  di utilizzare vasi non eccessivamente grandi di modo che, una volta aperti, si possano consumare in un tempo relativamente breve.

Alla prossima con i Peperoni in vaso,

Ornella


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venerdì 6 settembre 2013

Ho una Macchianera, anzi due!|Macchianera Food Awards

Una Macchianera, anzi due??? Eheheh... lo so, non è semplice da comprendere neppure per me, ma andiamo con ordine...
Quando Simona, tra un gridolino di giubilo e l'altro, nella tarda nottata di due giorni fa mi ha comunicato di aver trovato Ammodomio tra le nomination ai #MFA13 (Macchianera Food Awards 2013) m'è preso un colpo! O.o
Gli addetti ai lavori sapranno sicuramente di cosa parlo, non così i naviganti inesperti...
Da diverso tempo, grazie al sito Macchianera, ogni anno si tiene una grande convention della rete. La Blogfest infatti è "l’evento che riunisce, ogni anno, tutto ciò che in Italia gravita attorno alle community della rete, che abbiano origine dai blog, da Facebook, da Twitter, dalle chat e dai forum e da qualsiasi altra forma sociale di comunicazione.
Tra gli appuntamenti: conferenze, dibattiti, installazioni, presentazioni, concerti, premiazioni, giochi. Un grande spazio di socializzazione all’aperto, ad ingresso gratuito, nel quale incontrarsi, conoscere i protagonisti della rete." 
 In questa occasione vengono assegnati dei premi ai blogger che si sono distinti durante l'anno, su esclusiva segnalazione dei lettori. Niente giurie dunque, né valutazioni di esperti, ma unicamente secondo il gradimento del pubblico che bazzica in rete.
Bene, terminata la prima fase di votazioni, mi sono ritrovata in nomination in 2 categorie differenti: Miglior rivelazione Foodblogger e Migliore ricetta! :D :D :D
Beh, non vi nascondo che essere considerata una rivelazione, alla mia età, fa un certo effetto! ^_^  Così come vedere tra ricette "titolate" la mia Chocolate Fridge Cake, inventata là per là per far felice un ragazzino goloso al quale tengo molto, mi ha lasciato di stucco. O.o  Essì perché è una delle cose più semplici mai realizzate. Sebbene la possano preparare anche i bambini, piace proprio a tutti: è un concentrato di calorie e di bontà!



Vabbè, detto ciò, vi spiego la ragione di questo post, che non è banalmente autocelebrativo, ma ha un motivo ben più pratico.  ;)

Vi faccio due domande dirette,  senza mezzi termini... 
Voi, cari i miei lettori, pensate che questo blog debba essere premiato alla Blogfest 2013? Ritenete che il lavoro svolto fin qui da Paola, Simona e me, meriti un riconoscimento tanto autorevole?
Se la vostra risposta è sì, votatemi e fatemi votare, perdendo due minuti del vostro tempo e seguendo le  semplicissime istruzioni che trovate  qui di seguito.
Noi ci proviamo... Se va, benissimo! Se no, non muore nessuno! :D

***Vi ricordo inoltre che dovrete votare, oltre che per me (n.3- Ornella di Ammodomio; n.6 Migliore ricetta-Chocolate Fridge Cake), anche per altre due categorieAltrimenti il voto non sarà valido.
*** ATTENZIONE: Barrate pure la casella per confermare di aver capito.:)



Scusate il disturbo e grazie  di cuore a tutti,

Ornella




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