mercoledì 29 maggio 2013

Whoopie Pie di Leila Lindholm

Dei Whoopie Pie  avevamo parlato tempo fa in questo vecchio post, cercando di far luce sulla loro nascita e poi anche qui, quando li avevamo preparati per partecipare ad una bella avventura con la Cucina Italiana ...
Perché ritornare dunque su questi dolcetti tutto sommato semplici da realizzare e facilmente modificabili secondo i propri gusti e le occasioni?
Prima di tutto perché la ricetta di Leila Lindholm, l'ho trovata molto buona e di sicura riuscita e secondo poi perchè questa stessa ricetta ci permette di fare una piccola riflessione sui libri di cucina di autori stranieri, tradotti in Italiano...

Quante volte abbiamo bollato un libro di autore straniero come inattendibile, con ricette sballate per ingredienti e dosaggi? Spesso e volentieri...Ma la colpa è dell'autore che ha scritto una ricetta strampalata, o del traduttore che non ha saputo convertire, pesi, misure, ingredienti nella nostra lingua e nel nostro sistema metrico?
Molte volte ci troviamo di fronte a questo secondo aspetto che trovo irritante e ovviamente lesivo, sia per il lettore che  per l'utore stesso.
Come possiamo aggirare il problema? Certamente acquistando il testo in lingua originale, ma non sempre è possibile, per le difficoltà oggettive di ognuno di noi con le lingue straniere, o per la impossibilità di raggiungere il testo originale, per cui spesso siamo costretti ad accontentarci della traduzione, con quel che ne segue.
Non sempre siamo di fronte al pressappochismo dei traduttori quando si parla di ingredienti e pesi, ma certo è che spesso ho riscontrato pesanti errori confrontando ricette originali e ricette tradotte: sciroppo di zucchero, al posto di Golden Syrup, zucchero di canna generico al posto di uno integrale, miele al posto della melassa, sciroppo di mais al post dello sciroppo di glucosio, farina di mais al posto di Maizena e altre cosucce terribimente fuorvianti. Pensate che ho letto di una torta di soli albumi (angel cake) che indicava farina di mais al posto dell'amido..Come mai potrebbe venire il dolce?
Per non parlare dei pesi spesso convertiti da Cup ,o da ml ,in grammi in maniera del tutto fantasiosa, con conseguente disastro nell'approntare la ricetta.

La ricetta di Leila in questione è proprio un esempio eclatante di quanto detto sinora: Leila Lindholm ha scritto in svedese un delizioso librino di dolci semplici, come cupcake e whoopie pie dal titolo "Hello cupcakes!". Librino di successo, tradotto tra l'altro anche in Italiano: sfogliandolo in libreria il 25 Aprile, ho trovato la ricetta di  alcuni Whoopie Pie e, senza comprare tutto il libro, (che per quanto carino, non mi interessava), ho fatto una foto alla pagina degli ingredienti e dosi, promettondomi di provarla quanto prima. Trascrivendola a casa, mi sono sorti i primi dubbi sul dosaggio degli ingredienti e prima di provarla così come è scritta sul testo italiano, ho pensato bene di fare una piccola ricerca sul web.
Chi cerca trova, ed infatti sul blog di Leila questa ricettina è presente, ma con dosaggi del tutto diversi se si passa dallo Svedese all'Italiano....Che confusione!!!

Come sapete nella penisola scandinava si utilizzano molto i ml o dl per dosare i vari ingredienti, non solo quelli liquidi, ma anche quelli secchi come zucchero, farina, cacao ecc: basta prendere un bicchiere dosatore e riempirlo fino al livello indicato dalla ricetta, con farina, o zucchero, o con quanto altro richiesto. Nella traduzione in inglese, nel blog, il passaggio da dl in grammi è pressoché rispettato...

 Invece, per il traduttore italiano, il peso specifico non esiste e converte direttamente i ml in grammi. Per lui 350 ml di farina sono 350 g  così come 250 ml di zucchero sono 250 g. Anche qui si avrà una ricetta completamente sbilanciata con troppo zucchero e soprattutto troppa farina, dato che gli altri ingredienti, come le uova a numero, o il burro in grammi, non sono espressi in ml....Flop assicurato!!
Colpa di Leila?
Insomma, per concludere vi lascio alla ricetta di questi Whoopie pie che ho preso dal blog di Leila e che ho fedelmente tradotto. Quella presente nel libro è un'altra e ho evitato di riportarla, giusto per non mortificare la casa editrice e il suo traduttore  :)

WHOPIE PIE DI LEILA LINDHOLM

100 g di burro morbido
150 ml di zucchero (circa 135 g)
un pizzico di sale
100 ml di panna acida (o yogurt greco)
1 uovo
350 ml di farina  (200 g circa)
1 cucchiaino di bicarbonato
1 cucchiaino di lievito
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
3 cucchiai di caffè espresso
50 ml di cacao (ho messo 3 cucchiai )
75 g di cioccolato fondente (io l'ho omesso)
Montare il burro morbido con delle fruste elettriche, unire gradatamente il sale e lo zucchero e montare fino a che questo non sia quasi totalmente disciolto. Unire la panna acida (o lo yogurt) , l'estratto di vaniglia e il caffè freddo, montando ancora un po' fino ad ottenere un composto molto soffice e chiaro.
Mescolare e setacciare  in una ciotola la farina, il bicarbonato, il lievito ed il cacao ed unire il tutto al composto montato, cercando di amalgamare bene, ma senza lavorare troppo l'impasto ottenuto. Unire infine il cioccolato fuso. Io l'ho omesso perché volevo un impasto più leggero.
Inserire l'impasto in una tasca in plastica con apertura di circa un cm e depositare su una teglia delle semi sfere grandi quanto una noce. Cuocerle per una decina di minuti (anche meno) a 170°C.
Toglierle dalla teglia e farle freddare prima di accoppiarle inframezzandole con una crema a vostra scelta.
Io ho preparato una crema al burro  (200g di burro e 250 g di zucchero a velo) a cui ho aggiunto, ad una metà della pasta di nocciole Piemonte ed all'altra metà, tre o quattro cucchiai di caffè concentrato (una mezza tazzina di caffè espresso caldo con 3 cucchiaini di caffè solubile).
Ho poi passato la parte superiore di ciascun Whoopie pie in poco cioccolato temperato e ho decorato con una nocciola, o con un chicco di caffè.
Leila propone una crema a base di Nutella e Philadelphia....Conoscendo i gusti di casa ho evitato, ma se volete, ecco le dosi:
100 ml di Nutella
400 ml di zucchero a velo
4 cucchiai di cacao
150 ml di Philadelphia
un cucchiaio di caffè
vaniglia
Montare il tutto fino ad ottenere una crema spalmabile.
Sono piaciuti moltissimo a tutti: unica nota personale, il sapore del bicabonato si sentiva un po' troppo per i miei gusti  (anche perché non ho inserito il cioccolato) e la prossima volta ne metterò un pochino di meno. Li ho trovati molto leggeri e delicati. VERAMENTE BUONI!
A presto,
Paola






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