lunedì 30 giugno 2014

Trianata

La cucina pugliese mi sorprende sempre...
Non sapevo dell'esistenza di questa preparazione fino a che non ne ho visto una foto su Facebook. Vederla, studiarla e realizzarla è stato un attimo.^__^
 Ma andiamo con ordine.



La Trianata rientra a pieno titolo nella grande categoria delle Tielle pugliesi, ed è  tipica esclusivamente di un paese salentino, Surbo, a un salto da Lecce.
Cosa si intende per Tiella in Puglia? Abbiamo cercato di spiegarlo diverse volte, specia a proposito della Tiella per antonomasia, quella detta alla barese di pataterisoecozze
Il termine Tiella indica da un lato un tegame che va in forno, cioé la teglia, non necessariamente di coccio, (anzi...) dall'altro, identifica una tecnica di cottura con cui vari ingredienti cuociono contemporaneamente in forno. Non qualunque tipo di ingrediente, sia chiaro, ma solo alcuni tra i quali immancabili le patate.
Le Tielle pugliesi, piatti poveri per tradizione, appresentavano il modo di saziare le famiglie numerose con gli alimenti che in casa non mancavano mai, e che, assemblati dalla sapienza delle nostre nonne, davano uno straordinario equilibrio di sapori, consistenze e profumi. Insomma, un'alchimia, che difficilmente si può spiegare tecnicamente. 
Tornando alla Trianata, cosa accadeva a Surbo in genere di lunedì? Si portava a cuocere il pane al forno. Avanzava un pezzo di pasta di pane, oppure un po' delle Sagne 'ncanulate fatte per il pranzo della domenica precedente, ovvero, ancora più semplicemente, rimaneva sulla madia un mucchietto di semola? Si preparava la Trianata! E proprio perché, piatto povero, costituito dagli avanzi di impasto e da quello che c'era in casa, di ricette di Trianata ne convivono almeno due versioni, con innumerevoli varianti di famiglia: l'una prevede l'uso di pasta lievitata, l'altra invece fatta con sola semola, acqua e farina.
 Che senso ha oggi riproporre sulle nostre tavole una preparazione simile? Se in tanti siamo tornati a impastare e cuocere il pane in casa o a reimparare l'arte della pasta fresca, perché gettar via la "grazia di Dio" che avanza?

Trianata


TRIANATA

200-250 gr circa di pasta da pane o impasto per pasta fresca (semola, acqua, sale e farina)
4-5 patate a pasta gialla
3-4 pomodori rossi maturi
1 grossa cipolla
pecorino grattugiato q.b.
prezzemolo e/o origano fresco
olio, sale e pepe q.b.

Per prima cosa, affettiamo le patate e la cipolla, spremiamo e spezzettiamo con le mani i pomodori. Condiamo il tutto con olio, sale, pepe, e grattugiamo il formaggio, quindi ungiamo abbondantemente con olio extravergine una teglia. Poi passiamo a preparare i "maccheroncini".Siano essi di pasta lievitata che non, vanno fatti come le Sagne 'ncannulate, ma senza il doppio 'ncannulo.
Si stende l'impasto col matterello, si taglia per lungo, in tante striscioline larghe circa un dito e mezzo, quindi, tenendo ferma una delle due estremità, si attorciglia ciascuna fettuccia. facendo ruotare l'altro capo. Infine con entrambi i palmi delle mani, posati sulla sagna, con estrema delicatezza, dal centro verso i bordi, si trascina il maccherone sul piano di lavoro per farlo chiudere su sé stessa ulteriormente.


SAGNE 'ncanulate

A questo punto, se ho bene interpretato la filosofia di questo piatto, abbiamo due possibilità: con la pasta lievitata, facciamo un fondo di sagne, poi assembliamo la teglia come una normale Tiella di patate, cipolla e pomodori e solo in ultimo facciamo uno strato di maccheroncini  ben serrati tra loro; se al contrario, abbiamo previsto un impasto semplice senza lievito, possiamo alternare alle patate,  alla cipolla e ai pomodori, qualche strato incrociato di pasta. In ultimo dobbiamo mettere le Sagne non troppo strette tra loro, oppure intrecciate a losanghe a mo' di crostata. Nel primo caso otterremo una sorta di torta salata; nel secondo, una pasta e patate cotta in forno. 
In ogni modo, comunque si decida di procedere, è necessario "costruire" la teglia velocemente per evitare che la pasta secchi e si spezzi. L'ideale sarebbe preparare questo piatto a più mani, come si faceva una volta. ;)


Patate, pomodori e cipolla

Dopo aver assemblato la teglia, cospargiamo con olio, formaggio e pepe, aggiungiamo a filo  un po' d'acqua che deve lambire l'ultimo strato e inforniamo a circa 200°C fino a doratura. Appena fuori dal forno, copriamo la teglia con un canovaccio e lasciamo intepidire. Quest'ultimo passaggio è fondamentale, secondo me, per consentire all'umidità di dare la consistenza giusta all'impasto cotto. Se non vogliamo ritrovarci dunque, una superficie fin troppo croccante e secca, non trascuriamo questo semplicissimo accorgimento.


Trianata
  
In conclusione, la Trianata, preparazione semplice, povera, geniale,è, a mio avviso, un piatto della tradizione pugliese da consegnare ai posteri!

Piesse: Desidero ringraziare il prof. Pino De Luca che pazientemente ha ascoltato le mie elucubrazioni sul tema "Trianata".


Buona settimana a tutti,

Ornella


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venerdì 27 giugno 2014

Focaccia barese come quella del panificio o quasi|Impasto a mano|La ricetta perfetta

 A Bari c'è la focaccia e la Focaccia barese...
Chi non è barese verace, non avendola mai vista nè mangiata, difficilmente potrà comprendere le differenze... Chi non ha mai fatto mille tentativi per replicarla in casa, il più simile possibile a quella venduta nei forni più antichi della città, non si spiegherà come mai in questo blog ci siano già due ricette diverse di Focaccia, una con le patate lesse e una senza; una impastata a mano e l'altra con l'impastatrice



In fondo non è che un semplice impasto di farina o semola rimacinata, acqua, sale e lievito di birra o naturale. E' però un perfetto connubio di morbidezza e croccantezza, difficile da replicare in casa con un normale forno elettrico o a gas.
Vabbè, vi racconto com'è andato il mio ultimissimo esperimento.

Giorni fa sono andata al Panificio Fiore, uno dei più antichi forni della città vecchia a scattere delle foto per un articolo chiestomi da un'editrice... 
Al banco c'era Toni, l'ultimo di una famiglia di panificatori da 4 generazioni.  Da oltre 100 anni i Fiore  panificano in un'antica cappella bizantina sconsacrata del 1200. Gli ho chiesto la sua ricetta...  Che faccia tosta! ^_^ 

PicMonkey Collage FIORE



"Farina 00, lievito di birra, acqua e sale", mi ha risposto Toni Fiore. 

 Non ho osato chiedere le proporzioni degli ingredienti,  il metodo di impasto, i tempi di lievitazione e di cottura. Si sa che quelli sono segreti di famiglia... Mi sono dovuta arrangiare da me utilizzando il metodo di impasto di questo utilissimo video qui,  che mi ha spalancato un mondo. 
 Essì perchè se non si impastano quantità industriali di focaccia barese, il sistema più efficace è proprio quello di utilizzare ciotola e spatola, a mano... E se proprio dobbiamo usare le macchine, la velocità e i tempi di lavorazione devono essere ridotti al minimo: l'impasto non deve incordare.
Eccovi dunque la  mia ricetta per-fet-ta, per ottenere in casa la Focaccia barese più simile possibile a quella venduta in tutti i forni della città. Provare per credere, diffidando dai mille tentativi di imitazione! ^_^

Focaccia barese come quella del panificio


PANIFICIO25



Ingredienti per una teglia di ferro (*) di cm 30 di diametro
per l’impasto:
300 gr farina 00 + poche manciate per lo spolvero (*)
250 ml circa di acqua appena tiepida (circa 38°C)
6 gr di lievito di birra fresco (*)
½ cucchiaino scarso di zucchero
2 cucchiaini rasi di sale fino

per il condimento:
50 gr d’acqua
30 gr di olio extra vergine + quello che serve per ungere la teglia
10-12 pomodori rossi tondi (circa)
10 olive verdi baresane
3-4 grossi pizzichi di sale (abbondanti)
origano q.b. ( ho usato quello fresco)

In un bicchiere usa e getta sciogliete il lievito con lo zucchero in  50 ml di acqua presi dal totale, insieme ad un cucchiaio di farina, sempre preso dal totale. Mescolate, coprite con pellicola e aspettate che il lievito si attivi aumentando di volume (circa 10 minuti). A questo punto, in una ciotola mettete tutta la farina con il sale (da un lato, sul bordo della ciotola), il lievitino preparato in precedenza al centro della farina e cominciate a impastare con una spatola di legno, aggiungendo poco alla volta tutta l’acqua.(*)  
Quando l’impasto sarà omogeneo e si staccherà dalle pareti della ciotola, dategli una veloce impastata con le mani infarinate per renderlo liscio, sbattendolo dal basso verso l'alto 4-5 volte, oppure, se non volete sporcarvi le mani, fatelo con la spatola stessa. Sarà molto appicciso, ma non vi preoccupate. 
Con la spatola o con le mani, raccogliete l'impasto verso il centro, coprite con pellicola o con un coperchio ermetico e lasciatelo lievitare fino al raddoppio. Trascorso il tempo necessario, spolverate di farina e arrotondate l’impasto rincalzandolo sotto, con le mani infarinate, dai bordi verso l’interno. Copritelo con un tovagliolo mentre procedete ad ungere abbondantemente la teglia. (*). 


PicMonkey Collage FOCACCIA


A questo punto ribaltate nella teglia l’impasto e subito dopo capovolgetelo su sè stesso, lasciando la superficie unta in alto; quindi attendete circa dieci minuti prima di allargarlo in teglia, picchiettandolo con la punta delle dita unte di olio, tirandolo anche con la mano destra dal di sotto, avendo cura che il fondo della teglia rimanga sempre ben unto. 
N.B: Potete anche versare l'impasto direttamente nella teglia unta, senza spolvero e senza pieghe, raccoglierlo al centro con la spatola, anch'essa unta di olio. e ribaltarlo con la chiusura in sotto. Entrambi i metodi sono validissimi.
Ora passiamo al condimento...
Lavate, tagliate e spremete i pomodori in una ciotola, conservando il loro liquido. Schiacciateli bene di modo che siano il più piatti possibile, quindi dsponeteli sulla focaccia con la pelle rivolta verso l'alto, e sistemate le olive a distanza regolare. Preparate un’emulsione (*) con il liquido dei pomodori, l'acqua, l'olio, il sale, sbattendola con una forchetta, e versatela subito sulla focaccia; infine spolverate di origano.
Infornate mettendo la teglia sul fondo del forno (già caldo) per circa 10 minuti  a 250°C ( per verificare il momento giusto, sollevate la focaccia con la spatola per controllare che si stacchi dalla teglia e sia già ben dorata al fondo), quindi portatela sulla grata di mezzo fino a cottura. In totale ci vorranno circa 40-45 minuti. Appena fuori dal forno, coprite la focaccia con un canovaccio pesante per conservarne la superficie umida, e farla intiepidire appena prima di gustarla.

(*) Fondamentale è la teglia di ferro come questa qui, da pre-trattare come indicato. Se non avete la teglia caratteristica da focaccia barese, usate quelle di ferro smaltato comunemente i commercio. quelle blu, per intederci. In alternativa le teglie di alluminio a fondo non troppo sottile vanno bee o anche due tre usa e getta, messe una nell'altra. In ogni caso dovete tenere conto che il tegame deve avere un'altezza minima pari a tre-quattro dita. Se così non fosse si rischia che in cottura l'emulsione "spitterri" :D(fuoriesca dalla teglia) sporcando il forno e compromettendo la buona riuscita della focaccia-
(*) Ho usato una farina 00 Casillo con proteine pari a 11,5 g.
(*) Il Lievito di Birra si può dimezzare aumentando i tempi di lievitazione. (*) La quantità di acqua non può che essere riferita al tipo di farina utilizzata, ma anche al grado di umidità dell'aria. L'impasto comunque, deve venire molto molto morbido. (*) L'emulsione è il mio stratagemma per evitare che durante la cottura nel forno di casa la focaccia perda morbidezza e umidità. Non abbiate paura di "allagare" la focaccia con l'emulsione: il metodo è garantito da anni di esperimenti. ;)


DSC09538


Ho personalizzato una delle mie focacce baresi con 2 cucchiai di Bruschetta Tropeana di Delizie Vaticane, spalmati sopra l'impasto prima di condirlo come di consueto. Chevelodicoaffà? PA-RA-DI-SIA-CA!!!


Allora nel weekend tutti a provare la vera Focaccia barese, su... su... ;)

Ornella




Questa l'ho sfornata oggi...


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lunedì 23 giugno 2014

Spaghetti o Vermicelli alla Sangiuannidde

Della vigilia di San Giovanni a Bari ci sarebbe tanto da dire...
Ma oggi non posso proprio dilungarmi. Anzi a dirla tutta, avrei pure evitato di pubblicare se non fosse che la ricetta l'avevo già preparata e fotografata giorni fa. Quindi se siete curiosi di sapere di più andate a leggere questo articolo che ho già scritto e pubblicato qualche giorno fa QUI. Sarà pure un piatto banale, ma le tradizioni, per devozione, si rispettano...

Spaghetti o Vermicelli alla Sangiuannidde


500 gr di Spaghetti o Vermicelli
8-10 alici sotto sale
20 pomodorini
una generosa manciata di capperi
1 spicchio di aglio
poco prezzemolo tritatissimo
olio e sale q.b.

Dissalare le alici, quindi metterle a disfare in una padella (possibilmente quella nera di ferro) insieme ad uno spicchio di aglio e a un fondo di olio. Appena si saranno sbiciolate, aggiungere i pomodori tagliati a metà, avendo l'accortezza di sistemarli con la parte tagliata verso la padella. Salare moderatamente e abbassare il fuoco, togliendo lo spicchio di aglio. Lasciar cuocere i pomodori schiacciandoli con un cucchiaio di legno e in ultimo, quando saranno ben cotti, aggiungere i capperi e un po' di prezzemolo tritarissimo. Lessare la pasta in abbondante acqua non troppo salata, scolarla con una pinza  qualche minuto prima della cottura direttamente in padella lasciandola saltare a calore vivo. Servire subito, senza formaggio e se proprio si preferisce, solo con una spolverata di pangrattato abbrustolito.
 Alla prossima,

 Ornella


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venerdì 20 giugno 2014

Torta rustica con prosciutto crudo e ricotta

 Mi sono sempre sorpresa, da oltre 30 anni a questa parte, della capacità di fingere di mio marito... ^_^  
Nel senso che, se gli offrono da mangiare cibi  che proprio non gli piacciono, non solo educatamente spilucca figendo di mangiare di gusto, ma è capacissimo, con una naturalezza strabiliante, di profondersi in  complimenti e lodi sperticate alle capacità culinarie della padrona di casa di turno. O.o
 A casa, o con le poche amiche con cui è in confidenza sul serio, è tutta un'altra storia. :D

Torta Rustica

Abbiamo riso sino alle lacrime una sera di qualche anno fa dopo una cena epica a casa di una coppia che conoscevamo da non moltissimo tempo... 
Pareva che la padrona di casa avesse fatto di tutto per proporre  ciò che di solito lui non apprezza, compreso certe "pallozze" di riso schiacciate da intingere in una sorta di zuppa di fagioli; cime di rape stufate, a suo dire, immangiabili; delle torte salate fatte con la pasta sfoglia surgelata. Io cercavo di darmi un contegno per non scoppiare a ridere, sentendo le lodi che mio marito andava snocciolando ad ogni boccone. :D :D :D
Ecco, una delle poche cose che mio marito non assaggia mai, neppure a casa, è proprio la sfoglia surgelata! 
A dirla tutta, fino a qualche tempo fa, a preparare la pasta sfoglia in casa io non ci pensavo proprio, fino a che non l'ho provata. Beh non potete immaginare la sorpresa di mio marito quando l'ha assaggiata. "Ma questa è proprio buona per davvero!"- mi ha detto... ^_^
 Vabbè, bando alle ciance... Se non volete lanciarvi nell'avventura  della "sfoglia-fatta- in-casa", (guardate che è semplicissima, eh...) oppure avete poco tempo a disposizione, compratene una di buona qualità, magari artigianale, e provate questa facilissima Torta rustica con prosciutto crudo e ricotta
Può essere una buona idea da fare in fretta per il dopo partita di stasera e da servire prima del nuovo dolcetto brasiliano proposto da Paola? A voi la palla.

Torta rustica con prosciutto crudo e ricotta


Torta RUSTICA

Ingredienti per una teglia di 22 cm di diametro:
250 gr di pasta sfoglia come questa qui
200 gr di ricotta (fatta sgocciolare in un colio per una notte)
100 gr di prosciutto crudo affettato
1 uovo
parmigiano grattugiato q.b.
sale q.b.
pochissimo burro per ungere la teglia

Dividere il panetto a metà e stendere la prima sfoglia su un piano leggermente infarinato per foderare la teglia appena appena unta di burro, quindi disporvi  sopra le fette di prosciutto crudo. Preparare il ripieno. Lavorare a crema la ricotta con il solo tuorlo d'uovo, il sale e il formaggio grattugiato; montare a neve l'albume e mescolarlo a mano a composto di ricotta, poco per volta. Sistemare la farci sul prosciutto e coprire con l'altra sfoglia stesa come la precedente. Chiudere i bordi con attenzione, tagliando gli eccessi di pasta che sbordano dalla teglia; bucherellare con i rebbi di una forchetta e infornare a 220° fino a cottura.
 E siccome non si butta via niente, con i ritagli, fare le decorazioni. ;)





Buon fine settimana a tutti,

Ornella

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giovedì 19 giugno 2014

Manjar de coco|Manjar branco| Budino al cocco

Eccoci di nuovo qui con un altro dolce tradizionale brasiliano: il Manjar de coco. Quale migliore scelta, in questi giorni infuocati, di questo dolce freschissimo, profumato al cocco e che non necessita del forno?? In pochi minuti è pronto e può essere preparato in anticipo, anche di un paio di giorni; potete farlo mono-porzione o in uno stampo unico e arricchirlo con frutta o salse a vostro gusto (o dei vostri ospiti)...Vedrete che diventerà subito un must dell'estate !!
Le ricette del Manjar de coco che vi propongo sono due, entrambe tradizionali: la prima è sicuramente più buona, dà un prodotto scioglievole al palato, delicato e leggero, molto simile ad un creme caramel cotto in forno. La seconda è sempre ottima, anche se il risultato è un po' più "budinoso" leggermente più compatto e denso.
Perché due ricette di uno stesso dolce? Semplicemente perché la prima utilizza il latte condensato, prodotto che in Brasile è alla base di tantissimi dolci, mentre qui in Italia è spesso mal visto...Da qui l'idea di proporvi una versione di Manjar de coco parimenti tradizionale, datami anni fa dalla mia amica Bartira di San Paolo, ma senza latte condensato.
 A voi la scelta...ricordandovi però che in questo caso il latte condensato fa proprio la differenza :D






Manjar de coco (con latte condensato)
1 latta di latte condensato
1 latta di latte di cocco (400 ml)
2 lattine* di latte intero fresco
4-5 cucchiai di zucchero
4 cucchiai di Maizena (amido di mais)
vaniglia
In una casseruola versare il latte condensato, il latte di cocco, lo zucchero, la vaniglia e il latte fresco, tenendone da parte mezza latta (*utilizzare la latta di latte condensato per misurare il latte intero fresco). Mettere tutto sul fuoco e portare all'ebollizione.
Nel frattempo in una ciotola mettere la maizena e scioglierla con il latte freddo messo da parte; mescolare bene per evitare che l'amido precipiti sul fondo.
Non appena il composto sul fuoco bolle, ritirare la casseruola sull'angolo del fornello e versare la maizena sciolta, mescolando vigorosamente: porre di nuovo sul fuoco per un minuto, sempre mescolando e la crema è pronta.
Versarla immediatamente in uno stampo o in stampini monoporzione, appena unti di olio insapore (basta passare un po' di carta assorbente leggermente unta sulle pareti dello stampo) e sciacquati con acqua fredda. Immergerli in acqua ghiacciata e appena raffeddati porli in frigo coperti con pellicola.
Sono pronti dopo tre-quattro ore di raffreddamento in frigo. Possono mantenersi in frigo, ben sigillati, per un paio di giorni.
   


Manjar de coco (senza latte condensato)
1 latta di latte di cocco (400 ml)
250 ml di latte fresco
6-7  cucchiai di zucchero
50 g di Maizena (amido di mais)
100 ml di acqua fredda
vaniglia
Si procede come la ricetta precedente, sciogliendo l'amido di mais con l'acqua fredda.
Se vi piace il caramello, cosa che consiglio, versate nello stampo preparato, prima del caramello scuro e poi la crema bollente. Il connubio è perfetto!!
Altrimenti potete servire  il Manjar de coco con frutta fresca o una salsa di frutta, da versare sopra il budino una volta sformato (perfetta quella di fragole).





Una salsa tipica con cui viene affiancato il Manjar de coco è quella con prugne secche. Per realizzarla basta preparare un caramello biondo scuro, diluirlo con dell'acqua calda e lasciarlo sobbollire  insieme a delle prugne secche, fino ad ottenere delle prugne morbide e lucide e uno sciroppo denso.

Infine se volete servire il Manjar de coco in bicchierini e non sformarlo, potete diminuire di un cucchiaio il quantitativo di Maizena....
Servirlo sempre ben freddo !
A presto,
Paola

edit del 19 Giugno
Sono costretta a ripubblicare questo post per verificare i feed che sembrano non funzioare.
Scusate il disturbo, ma c'è qualcosa nel blog che non va come dovrebbe.
Ornella

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venerdì 13 giugno 2014

Bomboniere| Bon bon gelati senza gelatiera

Siete  pronti? Siete caldi? State già preparando tutto per l'evento dell'Estate 2014?
Come vi avevamo promesso eccovi l''ultima proposta per la serata di sabato che vogliamo farvi. E' il tipico bon bon gelato da offrire ai vostri ospiti dopo la mezzanotte.

Bomboniere

 Le Bomboniere, semplicissime da fare, a patto che abbiate lo stampo in silicone con le semisfere, andranno via in un baleno.Se non avete tempo e volete semplificare al massimo la preparazione, non temperate il cioccolato e comprate un buon gelato alla vaniglia. Se invece vi piace pasticciare, seguite la ricetta. Nessuno crederà che le Bomboniere le abbiate fatte voi in casa dall'inizio alla fine.

Bomboniere


Bon bon gelati

Ingredienti per 24 Bomboniere:_
250 gr circa di cioccolato fondente
100 gr circa di mascarpone
panna fresca q. b.
zucchero a velo vanigliato a gusto

Mettete subito a fondere il cioccolato. 
Se volete temperarlo senza il Mycryo, vi suggerisco un metodo semplicissimo:quello dell'innesto.  Semplificandolo al massimo, in cosa consiste? Dovete sciogliere solo i 2/3 della quantità prevista nella ricetta. Appena il cioccolato sarà fuso, aggiungete, fuori dal fuoco, il terzo rimasto e mescolate rapidamente con un cucchiaio di legno. FFFFFFFFFFFatto!  :D
A questo punto con un penellino intinto nel cioccolato spennellate l'interno delle semisfere, quindi mettete lo stampo a testa in giù su un vassoio ricoperto di carta forno e subito in freezer. 
Montate il mascarpone con lo zucchero e qualche cucchiaio di panna per ammorbidirlo rendemdolo cremoso. Con la crema ottenuta, aiutandovi con una sac à poche, riempite le semisfere e livellate con una spatola. Mettete nuovamente in freezer a solidificare. Appena anche la farcia sarà gelata, ricoprite il tutto con altro cioccolato fuso. Mettete lo stampo in congelatore, sformando le Bomboniere solo qualche minuto prima di servirle.


bomboniere


Buon w e mondiale a tutti,

Ornella


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lunedì 9 giugno 2014

Pomodori col riso, zucchine ripiene, patate e cipolla rossa di Tropea|Ricetta Mondiale

Vi state organizzando per le cene mondiali?  
Diciamoci la verità, al di là del tifo calcistico, le partite della Nazionale rappresentano un'occasione per trascorrere qualche piacevole serata in compagnia degli amici in maniere abbastanza informale.
E se Paola, in omaggio al paese ospitante vi ha già proposto un dolcetto brasiliano strepitoso, io vi ho preparato un piatto italianissimo che può facilitare, e di molto, la padrona di casa. In un'unica teglia. do quelle da portare direttamente i tavola, possiamo cuocere primo, secondo e contorni, contemporaneamente. Tutto si  cucina in anticipo senza problemi...  Basterà aggiungere un aperitivo accompagnato da piccoli (anglosassoni? :D) Muffin salati come questi, da mangiare in un sol boccone, un'insalata verde,  il sontuoso dolce brasiliano, un po' di frutta fresca estiva e il buffèt mondiale sarà completo. Vi piace l'idea?
 Per le dosi vi dovrete regolare a seconda del numero e dell'appetito dei vostri ospiti.  Direi che potreste calcolare 2 pomodori e due zucchine a testa, sempre che pomodori e zucchine non siano troppo grandi e che i vostri commensali siano di buon appettito.

Pomodori col riso, zucchine ripiene, patate e cipolle rosse di Tropea|Ricetta Mondiale


Pomodori col riso, zucchine ripiene, patate e cipolle rosse di Tropea


per i pomodori:
6 pomodori rossi a grappolo
1-2 cucchiai  (rasi) di riso ribe parboiled (cottura 12 minuti) per ciascun pomodoro
1 spicchio di aglio (piccolo)
basilico
prezzemolo
mentuccia
olio extravergine q.b.
sale e pepe q.b.

Per il procedimento, seguite passo passo questa ricetta qui! Ricordatevi soltanto di tagliare la calotta dei pomodori dal verso opposto al picciolo. Vedrete la differenza!

per le zucchine:
5-6 zucchine( medio-piccole)
250 gr di carne tritata di vitello o mista
1 uovo
poca mollica di pane raffermo (bagnata e strizzata)
romano grattugiato q.b.
1 spicchio di aglio
prezzemolo
sale

Lavate le zucchine, asciugatele e svuotatele con l'apposito scavino: potrete lasciare intere, oppure, se sono molto grandi, tagliarle a metà per il lungo, come ho fatto io, prima di farcirle. Preparate la farcitura, mescolando tutti gli ingredienti come l'impasto per le polpette, lasciandolo un po' più morbido, aggiungendo, se vi piace, anche poca polpa delle zucchine.  Riempite le zucchine e mettetele nella stessa teglia unta dei pomodori. Se vi dovesse avanzare un po' di farcia, fatene delle polpettine da cuocere separatamente in forno e servire con l' aperitivo. ;)

per le patate:
6 patate rosse oppure a pasta gialla
sale e pepe
olio
rosmarino

 Pulite, tagliate le patate; conditele subito e mettetele in teglia.

Per le cipolle:
2-3 cipolle rosse di Tropea (ho avuto la fortuna di avere quelle originali da Delizie Vaticane)
olio
sale e pepe q.b.

Tagliate le cipolle a pezzettoni non troppo sottili, conditele subito e mettetele in teglia.

A questo punto, dopo aver composto il tegame con tutti gli ingredienti, fate un generoso giro di olio, una spolverata e dal bordo della teglia, aggiungete un filo l'acqua di vegetazione rilasciata dai pomodori. Infornate a 230°-250°, modalità statica, fino a gratinatura.
Potrete servire il vostro piatto unico a temperatura ambiente, oppure appena scaldato in forno. Ricordatevi di decorare ciascun pomodoro con una foglia di basilico fresco e di mettere sulle patate un rametto di rosmarino.


Pomodori col riso, zucchine ripiene, patate e cipolle rosse di Tropea
 E se a notte fonda, durante la partita, a qualcuno venisse un certo languorino? Niente paura, abbiamo pensato anche a quello! ;)

Buon lunedì a tutti,

Ornella

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