mercoledì 29 ottobre 2014

Parmigiana di melanzane alla maniera di Peppe Zullo|Come fare la Parmigiana in 4 mosse

Sulla preparazione della Parmigiana sono sempre stata "talebana". Le melanzane le ho sempre fritte, passate nelle farina e nell'uovo... cioè, indorate e fritte. E guai a fare diversamente.

Parmigiana di melanzane

Questa estate però ho mangiato una parmigiana buonerrima che non ho avevo fatto io... ^_^
 Quando ho chiesto come fosse stata preparata, mi è stato detto che le melanzane non erano state fritte, ma cotte in una padella antiaderente senza un goccio di olio... O.o
Perciò, visto in TV Peppe Zullo - grande chef, orgoglio e vanto della cucina pugliese - preparare la parmigiana con le melanzane arrostite, non mi sono stupita più di tanto e ho deciso di provare con le ultime che avevo in frigo.
Il risultato? Il marito, che aveva gradito assai le due variati in vasocottura, con le zucchine e  con i carciofi,  continua a preferire quella con le melanzane dorate e fritte oppure questa qui; la figlia invece ha gradito moltissimo la versione alleggerita alla maniera dello chef. A me - chevelodicoaffa'?- piacciono entrambe. ^_^
Diciamo che, se si ha un buon sugo di pomodoro, che sia un ragù con le brasciole, o quello in cui si sono cotte le polpette; una buona mozzarella fior di latte, o anche una provolina e/o scamorza affumicata, la differenza sarà davvero minima.  
Allora vediamo come procedere per combinare una buona Parmigiana di melanzane in 4 semplici mosse, partendo da un sugo di pomodoro già preparato in precedenza.


Parmigiana di melanzane 
(alla maniera di Peppe Zullo)

Parmigiana di melanzane

ingredienti:

2 melanzane
1/2 litro abbondante di sugo
200 gr tra fior di latte e scamorza affumicata
50 gr circa di parmigiano grattugiato
sale q. b.


Affettare le melanzane, disporle su una placca da forno coperta da carta forno in un solo strato,e cuocerle sotto il grill del forno per pochi minuti da entrambi i lati. Con due melazane sarà necessario preparare almeno tre teglie. 
Una volta cotte, si può procedere, dopo averle salate, a montare la parmigiana come al solito. 

ColParmigiana di melanzaneage


Prima un po' di sugo, poi le fette di melanzane, la mozzarella e la scamorza a dadini, altro sugo e parmigiano, per finire con l'ultimo strato con melanzane, sugo  formaggio grattugiato. Cuocere in forno caldo a 200° C fino a che in superficie non si sarà formata una bella crosticina scura. Lasciar assestare la parmigiana, prima di servirla tiepida.

Parmigiana di melanzane



 Alla prossima,

Ornella

Testi ed immagini sono protetti dalla legge sul diritto d'autore n. 633/1941 e successivemodifiche. 
Copyright 2009-2014© Ornella Mirelli - All Rights Reserved

lunedì 27 ottobre 2014

Club sandwich dolci

Silvia, un'amica di Simona, mi aveva chiesto tempo fa di elaborare una ricetta di club sandwich dolci. L'occasione è arrivata quando la Newlat mi ha chiesto di partecipare al Contest del Mascarpone Optimus.
Difficilmente partecipo ai Contest, se sponsorizzati,davvero raramente... ma il mascarpone  a casa mia si usa spesso, per cui l'idea di ragionare su una ricetta nuova e originale con questo ingrediente mi ha "attizzato" assai.
La ricetta che propongo è semplicissima, con pochi ingredienti reperibili in ogni cucina, adattissima ad un buffet "giovane" e può essere preparata,  con un minimo di attenzione da chiunque, anche da chi non ha grande dimestechezza con i fornelli.
Se invece siete abili o patiti dei lievitati fatti in casa, piuttosto che utilizzare un prodotto già pronto, potete prepararvi per tempo come base dei Club sandiwich, questo ottimo pane  col metodo Tang Zhong, studiato da Paola.
Andiamo subito alla ricetta...
Club sandwich dolci


Club Sandwich



Ingredienti per 4 club sandwich (grandi):
6 fette di panbrioche
250 gr di mascarpone
3 cucchiai di zucchero superfino (tipo Zefiro)
1 cucchiaio di latte
1 cucchiaio di rum
200 gr di cioccolato fondente
250 ml di panna da montare
1 cucchiaino di rum

per decorare
zucchero a velo
frutta candita o fresca (a piacere)

Scaldare fin quasi al bollore 200 ml di panna, e tenerla da parte mentre si fonde il cioccolato. Mescolare velocemente la panna tiepida al cioccolato fuso, senza incorporare aria, quindi laciar freddare. A questo punto coprire la crema al cioccolato con il rum e la panna liquida rimasta (senza amalgamarli) e mettere in frigo per almeno 30 minuti. Appena sarà ben fredda, montare con le fruste elettriche per qualche secondo. Si otterrà una crema morbida della consistenza di una mousse. Non metterla in frigo altrimenti si indurisce, anche se riportandola a temperatura ambiente tornerà morbida e spumosa.
Preparare la crema al mascarpone, montandolo con le fruste elettriche insieme allo zucchero, al latte e al rum.
A questo punto possiamo farcire con le due creme il panbrioche; rifilare i bordi con un coltello a seghetto, tagliando le crosticine dai 4 lati e dividere le fette in due triangoli per ottenere i club sandwich.
Spolverare con zucchero a velo e decorare a piacere.

 E... come sempre, siccome in cucina non si butta via nulla, con i ritagli, la crema di mascarpone avanzata, una tazzina di caffè amaro e un po' di granella di nocciole, ho preparato 8 bicchierini. ^_^


BICCHIERINI


Buon inizio settimana,

Ornella

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giovedì 23 ottobre 2014

Pastiera di Annetta|Ricetta inconfessabile

Se siete gastrofighetti o appartenete alla schiera dei talebani gourmet non leggete questo post. La ricetta di oggi non fa per voi! Se invece vi fidate del mio gusto, mettevi comodi che vi devo raccontare tutto benebene...
Inseguivo questa ricetta dal lontano '76. Da quando  avevo assaggiato per la prima volta Qui questa sorta di crostata di ricotta che nulla ha a che fare con la più nota Pastiera napoletana. 


Pastiera http://ammodomio.blogspot.it/2014/10/pastiera-di-annettaricetta.html



Essì, in Puglia facciamo la Pastiera... ma la nostra, a differenza della napoletana, è essenziale, con pochi ingredienti e aromi quasi pari a zero; non ridondante, né sontuosamente stra-ricca come la partenopea. Diciamolo, con una punta di orgoglio, che la  cucina pugliese di tradizione è sempre stata "avanti" rispetto a quelle dell'Italia meridionale ^_^ perché è orientata più verso la combinazione sapiente  di pochi ingredienti di eccellenza e la loro valorizzazione, piuttosto che sulle quantità e le varietà. Il concetto moderno della "sottrazione" che, a mio parere, assicura un risultato più raffinato ed elegante, caro a tanti chef illustri, da noi è sempre stato quasi una regola. ;) Ma torniamo alla Pastiera di Annetta...


PASTIERA

Per anni ho chiesto invano la ricetta... Finalmente a Settembre scorso Onofrio, mosso a compassione, me l'ha fatta scrivere dal suo chef. 
E quando ho letto gli ingredienti - perché solo le proporzioni degli ingredienti, grosso modo, mi ha scritto lo chef - ho avuto un sobbalzo... Margarina??? Vanillina??? O.o Già!
Dovete sapere che in 40 anni di onorato servizio, la margarina nel mio frigo ci sarà entrata, sì e no, una-due volte... e non per "salutismo" esagerato, ma proprio perché non ne ho mai apprezzato il gusto. Infatti fino a tutti gli anni '70 - e qui mi smentiscano i gastrofanatici se ne hanno il coraggio :D - si pensava che la margarina fosse più leggera del burro, dell'olio o dello strutto, che fosse meno grassa, e che facesse meno male.Tant'è che attualmente la ritroviamo in tantissime ricette di note e celebrate pasticcerie storiche come quella della famosa Maria Grammatico a Erice.
Oggi sappiamo che la margarina al pari di tutti i grassi saturi, se consumata scriteriatamente, non è un toccasana dietetico. ;)  Abbiamo però attualmente l'opportunità di scegliere un buon prodotto senza grassi idrogenati e addirittura si trova in commercio la margarina mono-seme. Quindi non la demonizziamo oltre misura, ma consumiamone, se occorre, in quantità moderata come ogni grasso saturo. Confortante in  questo senso anche la sua autorevole opinione...
 Al di là di tutto devo convenire su un fatto: in certi impasti, se si vuole ottenere un determinato risultato, la margarina è indispensabile. Forse si potrebbe provare a sostituirla con un buon burro bavarese? Non so... Il gusto non ne risente in alcun modo. Almeno, in tanti anni,  non mi sono mai accorta della sua presenza nella Pastiera di Annetta.  
Questa Pastiera infatti, nella sua estrema semplicità, ha un gusto e una consistenza davvero unici, che mai ero riuscita a riprodurre, prima di conoscerne "l'inconfessabile"  segreto. ^_^ 
E la vanillina?  Beh,  a conti fatti, ne andrebbe una dose talmente minima (un pizzico nella frolla e uno nella farcia) che è facilmente sostituibile con lo zucchero vanigliato (*) o con una punta di cucchiaino di estratto.
In conclusione cos'ha di diverso questa ricetta dalle altre in circolazione? Dirvi che la Pastiera di Annetta è buonissima sarebbe riduttivo... Ha un equilibrio perfetto di sapori e consistenze: la frolla sottile e  delicatissima, diventa quasi un tutt'uno con la crema di ricotta, che è di una morbidezza incredibile. Insomma, dalla ricetta ne viene un dolce straordinario, mai stucchevole, né pesante, semplice e banale solo in apparenza. E' necessario infatti rispettare alla lettera le proporzioni e il procedimento (che mi sono ricavata da me, dopo diverse prove) per avere il risultato il più vicino possibile all'originale  Vi ho covinto? Provatela!
 La Pastiera di Annetta


PASTIERA

Ingredienti per uno stampo da pastiera del diametro di 25 cm:
per la frolla

330 gr di farina 00
230 gr di margarina senza grassi idrogenati
130 gr di zucchero superfino vanigliato(*)
4 tuorli d'uovo

per la farcia
500 gr di ricotta
100 gr di zucchero superfino vanigliato
1 uovo intero + 1 tuorlo

per decorare
zucchero a velo (se piace)

(*) Lo zucchero vanigliato si ottiene tenendo le bacche di vaniglia in un barattolo di zucchero.

Setacciare la farina, aggiungere la margarina ben fredda tagliata a dadini piccoli, quindi, con la punta delle dita, creare un briciolame di grasso e farina. A questo punto, fare una fossetta al centro nella quale mettere i tuorli e lo zucchero. Sbattere i tuorli con una forchetta incorporandoli pian piano al composto di farina e margarina. Impastare il tutto velocemente, aiutandosi con una spatola, quindi dividere l'impasto in due parti, farne dei panetti schiacciati, avvolgerli con la pellicola per alimenti e porli in frigo per 12 ore almeno.


PASTIERA

Preparare la farcia, lavorando bene la ricotta con una frusta a mano, aggiungendo lo zucchero a poco a poco. Unire l'uovo intero continuando a sbattere e subito dopo anche il tuorlo. Coprire la ciotola con pellicola e porre in frigo per 12 ore.
Ungere con un velo di margarina lo stampo, asciugare l'eccesso con carta da cucina, spolverare leggermente di farina. Stendere col matterello, il più sottile possibile, il primo panetto di pasta frolla tra due fogli di carta forno leggermente infarinati e foderare lo stampo.


PASTIERA


 Versarvi dentro la crema di ricotta, ricoprire con le strisce di impasto, ricavate dal secondo panetto. Rifinire il bordo(**) e mettere in frigo per 30 minuti. Infornare (forno statico) a 170°- max 180° fino a doratura.
La Pastiera di Annetta servita tiepida è da sballo!


PASTIERA

 (**) Non so voi, ma io per rifinire i bordi delle crostate uso un sistema semplicissimo, specie se la frolla è molto morbida, come in questo caso. Dagli avanzi di impasto ricavo dei lunghi rotolini che posiziono lungo la cinconferenza dello stampo. Premo delicatamente per farli aderire e poi li rifinisco con i rebbi di una forchetta.


FROLLINI

E siccome non si butta mai nulla, con gli avanzi di frolla preparare qualche frollino da servire con un caffè o un té.

Passo e chiudo,

Ornella


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lunedì 20 ottobre 2014

Beijinho de coco|Bacetti al cocco

Dopo tanto tempo mi riaffaccio un attimo qui su AMMODOMIO per lasciarvi la ricettina semplice, semplice, di questi bacetti al cocco, parenti stretti dei Brigadeiros di Ornella...li avevo preparati durante i Mondiali di calcio, quando prendemmo la decisione di pubblicare un dolcetto brasiliano ogni qual volta la nostra Nazionale avrebbe giocato...sappiamo poi come andò a finire, per cui questa delizia è finita nel dimenticatoio per quattro mesi.

Ornella mi ha intimato di pubblicarla lo stesso, per fare coppia con i  "cugini scuri" Brigadeiros dell'altra settimana e lo avrei fatto subito se non avessi perso il "pizzino" su cui avevo appuntato le dosi.
In effetti questi Beihinhos sono, come i Brigadeiros, comunissimi ad ogni festicciola brasiliana che si rispetti e le ricette sul web sono tantissime e variano di poco l'una dall'altra. Il problema è che spesso viene indicata una dose di cocco superiore al necessario e il pericolo è che questi pasticcini, più che bacetti, finiscano per diventare dei sassolini duri e secchi. Quindi attenzione alla quantità di farina di cocco, pochi cucchiai bastano per dare al bacetto sapore, profumo e morbidezza !!
 Beijinhos de coco|Bacetti al cocco


 Beijinhos de coco

1 latta di latte condensato zuccherato (397 g)
1 cucchiaio di burro
4-5 cucchiai di farina cocco
vaniglia
cocco o zucchero per rivestire i bacetti

In un pentolino dal fondo pesante versare il latte condensato, il burro e la vaniglia. Portare all'ebollizione, mescolando continuamente per evitare che il composto bruci o si attacchi al fondo del tegame. Raggiunta l'ebollizione, cuocere ancora per 4-5 minuti in modo che il composto si addensi, sempre mescolando.

Si può usare anche  il MO, cuocendo il composto alla massima potenza per tre- quattro minuti.
Togliere dal fuoco, unire la farina di cocco e mescolare bene: la dose di cocco è indicativa, diciamo intorno ai 20g, ma volendo se ne può mettere un po' di più, se preferite un bacetto più consistente e con un marcato sapore di cocco.
Versate il composto su un piatto unto di burro (va bene anche del burro di cacao) e lasciate freddare il tutto in frigo, ben sigillato.
Quando la massa avrà preso consistenza, formate delle piccole sfere, ungendovi le mani appena con del burro o burro di cacao. Rotolate i Beijinhos formati nella farina di cocco o nello zucchero semolato e posizionateli in dei pirottini. Si conservano per una decina di giorni al fresco, in una scatola a tenuta ermetica in modo che non assorbano odori.
Per decorare in Brasile usano dei chiodi di garofano, uno per Beijinho, posto sulla sommità.



Uno tira l'altro e secondo me sono più buoni dei Brigadeiros di Ornella :D

A presto,

 Paola
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giovedì 16 ottobre 2014

Cucuzzata al #WBD2014

Stiamo pubblicando poco in quest'ultimo periodo, ma alla nona edizione del WBD non potevamo mancare! Vi ricordate i Taralli pugliesi, il Pancarré con metodo Tang Zhong? E il buonissimo pane a ciambella di semola di grano duro dello scorso anno?
Quest'anno mi sono data da fare davvero all'ultimo momento. E se ho una buonissima ricetta di un pane salentino tradizionale da pubblicare oggi, lo devo solo alla mia amica Maria Concetta che a tarda notte mi ha trovato quello che cercavo. Grazie mille, amica mia!

Cucuzzate

A dire il vero mi ero intignata a sulla  Scéblasti, paninetto tipico di Zollino, che è un paese della Grecìa salentina. Come al solito però di fuffa in giro sul web ce n'è tanta, ragion per cui, in macanza  dell'illuminato parere dei miei esperti di fiducia in materia di cucina salentina d.o.c. (leggasi prof. Pino De Luca ;) ), non mi sono avventurata su una strada sconosciuta, non avendo il tempo di approfondire come si deve. Vabbè... Anche la Cucuzzata ha la sua storia e una sua riconosciuta dignità...
 Pane povero e contadino per eccellenza - come tutti quelli che appartengono alla grande categoria di pani salentini - originario  di Santa Cesarea Terme, la Cucuzzata è immancabile anche sulle tavole di Vitigliano, dove ogni anno, a Luglio, le è dedicata una affollatissima sagra.
 Andiamo dunque alla ricetta, tratta da" Pucce, piezzi e friseddhre", di Rossella Barletta, da cui sono partita per elaborarla "ammodomio", senza, ovviamente, snaturarla.

Cucuzzata


http://ammodomio.blogspot.it/2014/10/cucuzzata-al-wbd14.html

Ingredienti per circa 16 Cucuzzate:
per l'impasto
400 gr di farina (metà 00 e metà di forza W400)
3 gr di lievito di birra fresco
350-380 gr circa di acqua
2 gr di zucchero
5 gr di sale
poca semola di grano duro per lo spolvero

per il condimento
200 gr di zucchine
3 piccole cipolle ramate
5 pomodori appesi ( detti al filo o 'nserti)
una manciata di capperi
una manciata di olive nere come queste qui
un pizzico di peperoncino
un pizzico di origano
4 cucchiai rasi di olio extravergine
sale q.b.

Per prima cosa impastare un lievitino in un bicchiere usa e getta con 25 gr di acqua, il lievito di birra, lo zucchero e 1 cucchiaio di farina preso dal totale. Coprire con pellicola e lasciar attivare, quindi, a mano, impastare, in una ciotola, la farina con il lievitino, l'acqua e il sale. Sollevare l'impasto dal basso verso l'alto, battendolo bene fino a che non avrà una consistenza elastica e sarà liscio e omogeneo. Coprire la ciotola e portare  l'impastoal raddoppio in forno spento. Nel frattempo preparare il condimento. Tagliare le zucchine a dadini, affettare le cipolle e metterle a stufare insieme a fuoco moderato in un tegame con l'olio. Non devono cuocere troppo ma devono perdere la loro acqua. A questo punto aggiungere i pomodori spellati, un po' di sale e lasciar cuocere per pochi minuti. Infine a fuoco spento mettere i capperi, le olive* e il peperocino in polvere. Lasciar freddare bene il composto prima di mescolarlo all'impasto lievitato. Lasciar riprendere la lievitazione prima di procedre alla formatura delle cucuzzate. Nel frattempo preparare una teglia a bordi bassi su cui disporre 16 quadrati di carta forno spolverati di semola di grano duro. Quando l'impasto si sarà gonfiato nuovamente, con le mani, staccarne dei pezzi cercando di arrotodarli, passandoli da una mano all'altra, ma senza preoccuparsi troppo della forma, e deporli sui quadratini di carta forno. Coprire  la teglia e lasciate riposare le cucuzzate almeno 30 minuti. Accendere il forno a 250° C,  porvi la teglia sul fondo per circa 5-6 minuti, quindi sistemarla sulla grata di mezzo fino a cottura.
A cottura ultimata, laciate itiepidire le Cucuzzate su una gratella, prima di gustale.

*Le olive si aggiugono con il nocciolo per evitare che l'impasto si tinga di nero. Ergo bisogna fare attenzione quando si mangia una Cucuzzata.


Cucuzzata

Il risultato ottenuto con questa ricetta è stato un pane straordinariamente buono, morbidissimo, saporito e che si conserva benissimo anche il giorno dopo. Può essere gustato da solo o farcito con  salumi affettati sottili.




Un grazie sentito a Zorra per questa stupenda iniziativa che ogni anno ci regala grandi ricette e nuove emozioni.

Alla prossima,

Ornella

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lunedì 6 ottobre 2014

Brigadeiros

Se siete a dieta non leggete questo post... punto! ^_^
I Brigadeiros danno dipendenza... uno tira l'altro sul serio. E se proprio volete provarli, fatene mezza dose come ho fatto io. ;)  Massììììììììììììììì... al diavolo le diete! ^_^
Che so' 'ste "pallette" nere. dunque? Sono truffles della cucina tradizionale brasiliana a base di latte condensato e cacao, che non mancano mai in ogni ricevimento che si rispetti. 
Come avviene di solito nelle cucine tipiche di tutto il mondo, il nome dei Brigadeiros è legato ad una storia. Vera o presunta che sia, raccontiamola così come viene tramandata in Brasile, anche se forse l'origine è più antica  essendo conosciuti già nel sud del paese con un nome differente.
Si narra infatti che nel 1945, quando il brigadeiro Eduardo Gomes si candidò alle elezioni presidenziali, i suoi sostenitori, per raccogliere fondi, vendessero o offrissero questi dolcetti alle convetions elettorali. Alcuni sostengono che li avesse inventati la moglie per l'occasione... Mah... Il candidato, eroico aviatore e  noto rivoluzionario più volte incarcerato,  pare fosse un gran un bell'uomo, all'epoca celibe (ma era sposato o no?), tanto da riscuotere un notevole successo tra il gentil sesso. Fascino e bontà dei dolcini non bastarono a farlo eleggere. Gomes fu sconfitto da Gaspar Dutra. La sua fama legata ai Brigadeiros però, lo consegnò ugualmente alla storia... della gastronomia! :D 
La vera origine? Forse la troviamo nel libro della chef Juliana Motter ," Livro do Brigadeiro". A quanto pare, secondo Juliana, i Brigadeiros, creati nel Rio Grande do Sul, erano conosciuti e famosi già ben prima del '45 col nome di Negrinhos (ragazzi di colore). Solo in seguito, essendo i preferiti del Brigadeiro Eduardo Gomes, ne presero l'appellativo.
Ma veniamo alla ricetta che è davvero facilissima, anche se ne circolano diverse versioni. Ho optato per la più semplice, omettendo il burro nell'impasto e aggiungendo poche gocce di rum.  Vi lascio le dosi canoniche per una quindicina  circa di trouffles. Poi fate voi... ;)


Brigadeiros

Brigadeoro





Ingredenti:

400 gr di latte condensato
3-4 cucchiai di cacao amaro di buona qualità
1/2 cucchiaio di rum
codette di cioccolato
poco burro per ungersi le mani


Setacciate il cacao e scioglietelo con un paio di cucchiai colmi di latte condensato, quindi mescolatelo al resto del latte e mettete tutto in un pentolino dal fondo spesso. Cuocete il composto a fuoco medio, mescolando continuamente con un cucchiaio di legno, fino a che non comincerà a staccarsi dalle pareti del tegame e tracciando una linea col cucchiaio al centro della crema, questa rimarrà divisa in due parti. Aggiugete il rum, mescolate ancora e togliete dal fuoco. Versate il composto in un piatto e ponetelo in frigo per circa 30 minuti e comunque fino a che non sarà freddo e sodo. Dopodichè, ungetevi le mani con il burro, prendete un cucchiaino colmo di impasto, rotolatelo tra le mani e formate una "polpettina". Adagiatelala subito sulle codette di cioccolato per ricoprilrla completamente e mettetela in un pirottino. Continuate fino all'esaurimento del composto.

Ecco i vostri Brigadeiros pronti per essere gustati dopo un breve riposo in frigo. Serviteli a fine pasto col caffè o un amaro e farete un figurone! ;)
Semplici, veloci e golosissimi, si prestano a mille varianti... Che volete di più dalla vita?


Buona settimana,



Ornella


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venerdì 3 ottobre 2014

Focaccia con le patate

Ve ne sarete accorti... Non ho molta voglia di chiacchierare in questo periodo. Forse è un bene perché alla maggioranza di voi interessano le ricette. Ricette buone, s'intentende, e che riescano a primo colpo, senza troppo sbattimento. Vero? ;) Pochi, anzi pochissimi lettori considerano che dietro la tastiera di un pc c'è una persona in carne ed ossa con la sua vita reale che scorre.  E' normale, accade anche a me di trascurare, per mancanza di tempo, piccoli dettagli che fanno comprendere tante cose... E così non ti accorgi che una "perla rara" se ne sta andando in punta di piedi, com'è nel suo stile, con l'eleganza e la discrezione che l'hanno contraddistinta da sempre. Mi resta il rimpianto di non averla mai abbracciata di persona e di non averla salutata prima del suo ultimo viaggio. Lo faccio ora con la grande stima e l'affetto che ho coltivato per lei in questi anni.

Focaccia con le patate

Vabbè, ma a voi che importa? Ok, a voi interessa la ricetta di oggi... 
E allora andiamo alla ricetta che mi è stata suggerita da una giovane amica blogger bravissima, Valeria Lorusso! L'idea e la prima sperimentazione è sua, anche se non l'ha ancora pubblicata, presa com'è dai mille impegni della sua nuova vita. Grazie mille Valeria per l'idea e auguri di cuore <3 per tutto ciò che desideri!!! 
Anche questa focaccia, come sempre, l'ho realizzata "ammodomio". ;)

Focaccia con le patate


Focaccia con e patate

Ingredienti per una teglia da 30 cm di diametro:

per l'impasto
350 gr di farina 00 per pizze e semola rimacinata (50% e 50%)
3 gr di zucchero
5 gr di Lievito di birra fresco+50 gr di acqua (in cui scioglierlo)
11 gr di sale
280 gr di acqua frizzante (circa)

per il condimento
una patata a pasta gialla da 350 gr (circa)
1/2 cipolla rossa (piccola)
30 gr di olio + quello per ungere la teglia
50 gr di acqua
3 pizzichi di sale fino
sale  grosso
un rametto di rosmarino

Preparare un lievitino sciogliendo il LdB nell'acqua insieme allo zucchero. Aspettare che si attivi e nel frattempo setacciare e mescolar le farine. Mettere tutto nell'impastatrice con la frusta a K e lavorare alla minima velocità aggiungendo l'acqua a poco a poco e il sale, sciolto in poca acqua presa dal totale. Far amalgamare fino ad ottenere un impasto liscio, molle e appiccicoso. (Non vi preoccupate di incordare. Si può usare lo stesso metodo a mano che ho utilizzato qui.)
Con la spatola raccogliere l'impasto al centro della ciotola, ribaltarlo e coprirlo. Lasciar lievitare fino al raddoppio.
Ungere una teglia, possibilmente di ferro, ribaltarvi l'impasto e subito capovolgerlo. Arrotondarlo, per quanto possibile, con le mani unte di olio, coprire e lasciar riposare per 10 minuti prima di stenderlo nella teglia. Coprire il tutto, mettere la teglia in forno spento e far lievitare per circa 30 minuti. Intanto reparare il condimento.
Sbucciare e affettare sottilmente le patate e metterle in una ciotola con acqua leggermente salata. Misurare acqua, olio e sale per l'emulsione.
Trascorsi i 30 minuti, sistemare le fette di patate sulla focaccia insieme a qualche grano di sale grosso e alla cipolla affettata a velo. Sbattere l'emulsione con una forchetta e versarla subito su tutta la superficie. Infornare in forno già caldo a 250°, ponendo la teglia a contatto del fondo del forno per 10-12- minuti, quindi porla sulla grata di mezzo e portare a cottura. Sfornare la focaccia, mettervi sopra un rametto di rosmarino, e lasciarla intiepidire, coperta da un canovaccio, prima di servirla.


focaccia con patate



Alla prossima,

Ornella

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