martedì 6 dicembre 2016

Savoiardi|Cioccolato in tazza al microonde|Ricette for dummies

Quest'anno va così...
Paola ed io, abbiamo davvero poco tempo per cucinare, sperimentare e condividere... Accade che i mille impegni  della vita reale si accavallino tra loro e lascino poco spazio al piacere di  fotografare e scrivere ricette. Non che nelle nostre case si digiuni, eh...  Epperò ogni tanto ci si deve arrangiare cercando qualche scorciatoia. Il che non vuol dire che ci si debba accontentare di cibi pronti,  precotti, surgelati o in scatolette, ma che a volte è necessario semplificarsi la vita senza star troppo a strologare su ingredienti e procedimenti.
E così per dar fondo alla provvista di africano mix che ci eravamo procurate in vista degli innumerevoli tentativi per ottenere le Tette delle monache perfette, abbiamo fatto i Savoiardi. ^_^
Bene, ci siamo consultate via mail, abbiamo sperimentato entrambe e cosa abbiamo scoperto? Con grande sorpresa abbiamo verificato che, con qualche accorgimento e pochissimo impegno,  son venuti fuori dei Savoiardi praticamente identici a quelli che si vendono in pasticceria. Non ci credete? Provate!
 Savoiardi

300 gr di Africano mix
300 gr di uova  (circa 6)
100 gr di acqua
 zucchero semolato e a velo q.b.

Sgusciare e pesare le uova. Se il peso delle uova supera i 300 gr (le mie 6 uova di grandezza media pesavano 320 grammi) aggiungere in uguale proporzione sia il mix che l'acqua.
 Montare in planetaria sino ad ottenere un composto spumoso e sodo (saranno necessari più o meno 5 minuti a forte velocità), quindi mettere l'impasto in una sac à poche con bocchetta liscia e accendere il forno a 250° in modalità ventilata.
 Foderare due teglie con carta forno; deporvi il composto in bastoncini lunghi circa 10 cm, distanziandoli tra loro; spolverare ogni biscotto  prima con abbondante zucchero semolato, poi con zucchero a velo ( se vanigliato è meglio) e ancora con altro zucchero semolato.
 A questo punto abbiamo rubato un trucchetto a Pinella. ^_^
 Con le mani bagnate abbiamo spruzzato un pochino di acqua sui Savoiardi prima di infornarli. Quelle goccioline di acqua, dopo la cottura, diventano delle piccole perle croccanti e deliziose. :P
 Abbassare a 240° la temperatura del forno  prima di infornare i biscotti e lasciarli cuocere per circa dieci minuti. Una volta raffreddati, teneteli in un vassoio in un solo strato, coprendoli con un tovagliolo. Non chiudeteli nella classica biscottiera o perderanno la loro fragranza. 

 E ora passiamo al ...
Cioccolato in tazza al microonde

 Per ogni tazza:
1 cucchiaino di zucchero
1 cucchiaino di cacao amaro
2 cucchiaini di fecola o di maizena
250 ml di latte freddo
1-2 quadrotti di cioccolato fondente

 Mescolare le polveri e stemperarle a poco a poco col latte freddo. Mettere la tazza nel microonde alla massima potenza per un minuto, quindi aggiungere il cioccolato in pezzi, tritato grossolanamente, mescolare e cuocere ancora per un minuto e 30.

Che dirvi di più? Non ci resta che comunicarvi la nostra gioia per aver preparato in brevissimo tempo una gustosa colazione/merenda degna dei migliori bar.

Buon San Nicola a tutti,

 Ornella e Paola

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giovedì 17 novembre 2016

Ciambellone "griffato" del maestro Santin

Può la ricetta di  un banale ciambellone fare la differenza se l'autore è Maurizio Santin?
Avevo salvato la ricetta giusto un anno fa e, per fortuna, facebook me lo ha ricordato.
Essì,  perchè, per colazione amo i dolci semplici semplici, ma buoni buoni e tra ciambelle e ciambelloni vari questa mi mancava.


L'ho provata e me ne sono innamorata!
 Le proporzioni degli ingredienti sono  semplicemente perfette per un giusto equilibrio tra sapore e consistenza. Alla ricetta originale ho apportato due piccolissime modifiche che non credo abbiano influito minimamente sul risultato finale:
 1) Non avendolo in casa, ho sostituito l'olio di semi con metà burro fuso e metà extravergine
 2) Al posto della dose di  tutto  il latte, ne ho usato la metà a cui ho aggiunto uguale quantità di panna fresca.
 E andiamo  subito alla ricetta.
Ciambellone "griffato" del maestro Santin


Ingredienti (per uno stampo da 26 cm di diametro):
300 gr di farina 00
4 uova separate
250  gr di zucchero superfino
75 gr di burro
75 gr di olio extravergine
60 gr di latte
60 gr di panna fresca
 mezza bustina di lievito per dolci (7 gr)
1 pizzico di sale
buccia di limone non trattata o vaniglia
una spolverata di zucchero a velo

 Accendere il forno a 180° mettendovi subito lo stampo con tutta la dose di burro per farlo fondere. 
Con le fruste elettriche montare gli albumi a neve e tenerli da parte. Montare i tuorli con lo zucchero e mescolare , a bassa velocità, l'olio, il burro, il latte, la panna, gli aromi e il sale. 

A questo punto, a mano, aggiungere la farina setacciata con il lievito e subito dopo, delicatamente gli albumi montati. Aiutarsi con una spatola, con il solito movimento dal basso verso l'alto. Infarinare leggermente lo stampo (che sarà già unto dal burro che vi abbiamo fuso dentro in precedenza), mettervi il composto ottenuto; sbattere lo stampo sul piano di lavoro e infornare per circa 40-45 minuti. Fare la prova stecchino e lasciar intiepidire.


 Ho sformato il ciambellone quasi subito per assaggiarlo caldo... il profumo era irresistibile. Chevelodicoaffà? Provatelo!

Buona giornata,

Ornella


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mercoledì 2 novembre 2016

Fave fritte

Ve ne avevo già parlato a proposito della Colva Qui e Qui
Presso gli antichi Greci e i Romani  nei primi giorni di Novembre si celebrava la festa dei Chitri (Ημέρα των Χυτρών)  durante la quale pare si offrisse, con un rito propiziatorio dedicato a Ermes e a  Dioniso,  un miscuglio molto simile alla nostra Colva. Ma cos'erano i Chitri? Le pignatte nelle quali si cuocevano i legumi ed in particolare le fave.
Le fave che per gli antichi avevano uno stretto legame col mondo dei morti, ancora oggi in Puglia sono un cibo che si consuma a partire proprio da questi primi giorni freddi.  Quando ero bambina la giornata del 2 Novembre si trascorreva sin quasi al tramonto al cimitero. Si teneva aperta la cappella di famiglia per consentire a parenti ed amici di rendere omaggio ai nostri cari. Quando si tornava a casa eravamo infreddoliti e affamati. Mia madre che aveva già preparato tutto di buon mattino, di solito portava in tavola fave e cicoria o pasta con le fave.
Quest'anno, sempre a proposito di fave, ho deciso di proporvi un tipico stuzzichino da servire con l'aperitivo. Contrariamente a quanto si consiglia di solito, io le faccio cuocere partendo dall'olio freddo. Provate le fave fritte con le dritte della mia mamma, noterete la differenza  e mi saprete dire se non sono più buone delle solite arachidi salate.
Fave fritte



Ingredienti:
 250 gr di fave bianche (fave già sgusciate)
olio extravergine q. b.
sale fino q.b.

 Mettere a bagno le fave in acqua fredda per una notte oppure in alternativa portarle a bollore per 5-10 minuti in una pentola con acqua fredda. Sciacquarle abbondantemente e lasciarle asciugare in un solo strato su carta da cucina.
A questo punto mettere le fave in padella, coprirle completamente con abbondante olio extravergine di oliva e accendere il fornello a fuoco medio. Mescolare continuamente con un cucchiaio di legno fino a che non avranno preso un bel colore dorato. Scolarle col mestolo forato su carta fritti e salare.
 Si conservano bene in un barattolo di vetro a chiusura ermetica.


 Alla prossima,

 Ornella

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domenica 16 ottobre 2016

Mini panini ai 7 cereali|#worldbreadday2016

 Partecipare alla giornata mondiale del pane intedetta da Zorra ormai è una consuetudine  consolidata che non vogliamo interrompere. Il pane, alimento indispensabile sulle nostre tavole, porta bene, è simbolo di prosperità e di vita. E dunque oggi ho colto l'occasione per sperimentare una farina ai 7 cereali che avevo in dispensa da un po' di tempo.
Che tipo di pane fare?
Ho optato per dei piccolissimi panini da farcire a piacimento.
Da mangiare in un sol boccone, sono gustosissimi stuzzichini che piaceranno a tutti

Mini panini ai 7 cereali




Ingredienti per circa 45 mini panini:
500 gr farina ai 7 cereali (ho comprato la Spadoni)
140 ml di latte
140 ml di acqua
1 bustina di LM secco (contenuto nella confezione) 
2 cucchiai di olio extravergine
1/2 cucchiaino di zucchero
1 cucchiaino di sale
un uovo sbattuto con poco latte per lucidare



Mettere la farina nella ciotola dell'impastatrice, fare una fossetta al centro e aggiungere il lievito, lo zucchero e poca acqua tiepida presa dal totale. Mescolare con un cucchiaio; coprire con un po' di farina e attendere 15 minuti.
Montare il gancio; cominciare ad impastare a bassa velocità inserendo alternativamente acqua e latte; in ultimo il sale e l'olio a filo. Il composto dovrà risultare elastico e morbido. Far una palla, metterla in una ciotola unta di olio, con la chiusura in sotto; coprire con pellicola e far lievitare per 30 minuti. 



A questo punto, aiutandosi con un porzionatore, spezzare l'impasto in tanti pezzi quanti i mini panini che si vogliono realizzare; schiacciare ogni pezzo sulla spianatoia col palmo della mano; tirare i lembi verso il centro per formare le palline della dimensione di grosse polpette. Mettere a lievitare su due placche coperte di carta forno; coprire con carta fata e portare al raddoppio in luogo tiepido. Accendere forno a 210 °C, in modalità statica; posizionare sul fondo una placca capovolta e prima di infornare, poggiando la teglia direttamente sulla placca già calda, spennellare delicatamente i panini con l'uovo sbattuto diluito con un cucchiaio di latte.




Portare a cottura controllando di tanto in tanto.
 A cottura ultimata, lasciar freddare i mini panini su una gratella prima di farcirli. 




 Buon pane a tutti,
Ornella


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lunedì 10 ottobre 2016

Confettura o composta a freddo senza zucchero

Se siete arrivati qui su Ammodomio attirati dal titolo, convinti che magicamente vi possa proporre una confettura dietetica, toglietevi ogni illusione. ^_^
 E' vero che non c'è zucchero, ma il miele proprio dietetico non è. ;)


Epperò  in compenso non dovrete cuocere niente, e neppure sporcare tegami e cucchiai. Insomma è una ricetta furbissima senza "sbatti", ma decisamente sana perchè consente alla frutta di conservare intatte tutte le sue proprietà organolettiche. Infatti questa particolare confettura si prepara a freddo con soli due ingredienti: frutta e miele. 
La trovo comodissima, molto buona e versatile.  Per la colazione o per il tè delle cinque è veramente l'ideale.
Quella che vedete in foto l'ho preparata la settimana scorsa con le ultime pesche che avevo in frigo, ma potete provarla con tutte le varietà di frutta che preferite. L'ho sperimentata diverse volte anche con frutta mista. Buonissima!
 Sono certa che vi sorprenderà


Confettura o composta a freddo senza zucchero



Ingredienti:


250 gr di frutta ( pesche)

250 gr di miele ( ho usato un miele integrale purissimo)


Lavare, asciugare e sbucciare la frutta, quindi pesarla per regolarsi sulla quanttà di miele necessario. Tagliare la frutta a pezzi irregolari oppure, se si preferisce, frullarla per ricavarne la polpa.

A questo punto, in un barattolo di vetro, pulito e asciutto, alternare miele e frutta. Chiudere il barattolo e metterlo in frigo per una settimana. Dopo sette giorni la confettura sarà pronta da gustare.


Naturalmente potrete aromatizzare la confettura come vi pare.
 Se la preparate con le mele, unite un po' di cannella in polvere; se di pere, aggingete un po' di cacao amaro setacciato  e qualche goccia di rum. Da sballo! ;)
Potrete, se lo gradite, mettere anche frutta secca tritata grossolanamente. Insomma, sbizzaritevi con la fantasia.
 Conservata in luogo fresco - in frigo va benissimo-, dura 40 giorni.



 A presto,

Ornella

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giovedì 6 ottobre 2016

Vremecìedde o Spicanarda|Antica pasta fresca pugliese|Pasta con le cozze alla tarantina

Scrivere di cucina, di storia della gastronomia, di origini e di evoluzione di una ricetta della tradizione, non è cosa semplicissima. Lo sanno bene tutti coloro i quali si accostano a questi temi con superficialità e che puntualmente fanno figure di... "niente".
Anche alla storia della cucina bisognerebbe approcciarsi con metodo scientifico: studiare; approfondire; cercare le fonti; interpretarle con un minimo di buon senso. 
E se di fonti scritte non ne esistono, ci si deve affidare alla buona memoria di qualche nostalgico. 
La testimonianza orale però, sebbene considerata fonte a tutti gli effetti, va verificata attentamente. Infatti, se  parliamo di ricette della tradizione, la memoria deve essere condivisa da più persone di uno stesso territorio.
L'ho già detto tante volte, ma non mi stancherò mai di ripeterlo, vista la quantità di fuffa che circola quotidianamente in rete.
Accade così che una brava giornalista venga inviata in un noto ristorante per scrivere un "pezzullo" veloce veloce su una ricetta tipica e che costei, senza verificare nulla, si accontenti di ciò che le  ha raccontato un giovane chef il quale le ha spacciato per antica e di tradizione, una preparazione che di storico non ha nulla. 
Beh, se a leggere l'articolo c'è gente dotata di buona memoria, la figuraccia urbi et orbi è assicurata. 
Nulla accade per caso... E se da un'ingenuità in buona fede -ne sono certa- scaturiscono altri ricordi, verificati e approfonditi, non tutto il male vien per nuocere.
Insomma, se parlando di una ricetta di pasta con le cozze alla tarantina (*) - tubetti,  "semenza" (quella pastina detta rosmarina o rosmarino) oppure vermicelli o spaghetti spezzati - si riscopre una pasta fresca antica di cui si erano perse le tracce, proprio un male non è. Quindi un primo grazie va alla giornalista e al giovane chef. Se non fosse stato per la  loro ricetta "fantasiosa" non avrei approfondito.



Un sentito ringraziamento poi, alla buona memoria della mia amica leccese Maria Concetta Ottomano e del caro Gaetano Vizzarro, nominati sul campo mie "fonti ufficiali".
E alla mia lettrice preferita, Carla Bozzolo, che mi ha segnalato prontamente un errore nel quale ero incorsa, per stanchezza,ieri sera.
Obbligata a vita! <3
 Infine va riconosciuto un grande merito al buon Luigi Sada, il quale, a pagina 59 del suo La Cucina pugliese, cita  proprio le  Vremecìedde come pasta fresca tipica tarantina.



Possiamo ipotizzare dunque che a Taranto "anticamente" fosse proprio questo il formato di pasta che accompagnava la minestra di cozze e che il nome dialettale "Vremecìedde" sia diventato vermicelli spezzati oppure rosmarino per via della identica forma?  E' plausibile, se ancora oggi testimonianze attendibili raccontano che a Porto Cesareo il piatto tipico con le cozze si prepara proprio con questa pasta fatta a mano.  Io l'ho provata e vi assicuro che la pasta con le cozze alla tarantina diventa di una bontà senza eguali.
Altro che  piatto per sdentati", come l'ha definito qualche spiritoso in vena di far polemiche per giustificare la propria ignoranza. ^_^
Certamente la Spicanarda (denominazione leccese che fa riferimento ai semi della lavanda) detta in tarantino Vremecìedde è, come appunto testimonia Sada, la  pasta tarantina fatta a mano  di semola di grano duro che accompagnava una minestra di baccalà fritto e sponsali stufati.



(*) Gli Spaghetti con le cozze alla tarantina, sebbene anch'essi di tradizione, sono tutta un'altra storia

 Vremecìedde o Spicanarda|Pasta fresca antica pugliese





Ingredienti:
250 gr di semola non rimacinata
150 ml (circa) di acqua calda



Mettere la semola sulla spianatoia e aggiungere l'acqua calda ( circa 40°-45°) a poco a poco. Impastare a lungo fino ad ottenere un impasto liscio ed elastico. Coprire a campana e far riposare  per 30 minuti.

Prendere un pezzo di impasto, allungarlo sulla spianatoia con i palmi delle mani fino a ricavarne un lungo cilindretto dal diametro simile ad un bucatino.
Spezzettarne dei piccolissimi pezzetti, rotolandoli tra pollice ed indice della mano destra per ottenere la pastina. Lasciarla asciugare su un canovaccio all'aria prima di cuocerla.




E siccome io non cucino baccalà, provatela col "brodetto" di cozze, lo stesso che attualmente a Taranto si fa con i tubettini, gli spaghetti o i vermicelli spezzati oppure con la rosmarina. Non ve ne pentirete.
 Del resto anche Sada parla di un piatto molto simile, tipico della cucina barese.


Eccovi dunque la ricetta di casa mia, comune a buona parte delle famiglie tarantine.


Scaldate l’olio con uno spicchio di aglio e un gambo di prezzemolo senza foglie. Toglieteli appena l’olio sarà a temperatura e aggiungete due pomodori da salsa, già sbollentati, pelati e tagliati a dadini piccolissimi. Fate cuocere fino a “perdere i sensi” insieme 4-5 cozze (non vanno soffritte come per il sugo degli spaghetti) e ad un po’ della loro acqua. Tritate il prezzemolo finissimo; mettete a cuocere la pasta portandola a mezza cottura. Scolatela e mescolatela all’intigolo già preparato e diluito con l’acqua delle cozze nel quale terminerà la cottura.
Solo all’ultimo versate in pentola tutte le cozze con l’acqua rimasta e regolate la “brodosità” con poca acqua di cottura della pasta, se occorre, lasciando fremere per non più di 1 minuto, mescolando con un cucchiaio di legno. Spegnete il fuoco, lasciate azzittare ( sedere; riposare) la minestra per 10 minuti.
Cospargete di pepe nero macinato al momento un piatto fondo, mettete la minestra e servite, subito dopo aver cosparso il tutto col prezzemolo tritato.



Alla prossima,

Ornella

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venerdì 9 settembre 2016

Bicchierini con crumble, pesche al vino e crema al formaggio

E pensare che l’anno scorso, di questi tempi, ho fatto i bagni più belli della stagione… Quest’anno invece diluvia.
E così l’altro giorno, per gustare ancora un po’ i sapori dell’Estate, ho comprato delle bellissime pesche convinta che fossero profumate e succose. Che delusione quando ho assaggiato la prima, era dura e senza sapore.
L’unico modo che mi è venuto in mente per utilizzarle è stato quello consueto di tagliarle a cubetti, ricoprirle con  un po’ di zucchero e tenerle a macerare in un buon vino rosso.
Epperò facendo un giretto in rete ho trovato un’idea carinissima su come sfruttare le pesche al vino ispirandomi ai bicchierini col crumble di mele presenti sul sito della Galbani.
La crescenza da consumare era già in frigo,  un po’ di biscotti in dispensa non mancano mai e allora ecco pronto in non più di 15 minuti un bel dessert d’effetto e davvero buonissimo.
Spero vi piaccia così come è piaciuto a noi.

Bicchierini con crumble, pesche al vino e crema al formaggio

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Ingredienti

per il crumble:
100 gr di biscotti secchi
50 gr di burro
1 cucchiaio di zucchero di canna

per le pesche al vino:
1-2 pesche
1 bicchiere colmo di vino rosso
2 cucchiai di zucchero

per la crema di formaggio
200 gr di crescenza
200 ml di panna da montare
100 gr di zucchero a velo

Sbucciare, tagliare a dadini le pesche e metterle a macerare con un bicchiere colmo di vino rosso e due cucchiai di zucchero.
Per il crumble far sciogliere a fuoco dolcissimo il burro, quindi aggiungere i biscotti sbriciolati a mano e lo zucchero di canna. Far cuocere per circa 5 minuti mescolando, fino a che non si saranno formate delle grosse briciole.
Preparare ora la crema aggiungendo lo zucchero a velo al formaggio e montando il composto con le fruste elettriche. Montare a parte la panna ed unirla  a mano con un movimento dal basso verso l’alto al formaggio.
Preparare i bicchierini, ponendo sul fondo il crumble, poi le pesche al vino ed in ultimo, aiutandovi con la sàc à poche, la crema al formaggio. Tenere in frigo fino al momento di servire.

Buon fine settimana a tutti,
Ornella

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martedì 19 luglio 2016

Gelato al limone di Federica|E non chiamatemi foodblogger, please!

Dopo la granita al caffè vi avevo promesso un gelato "cialtrone" fatto con soli tre ingredienti...
Epperò mi sono fatta conquistare dal gelato al limone di Federica.
L'aveva pubblicato nel 2009, ma io all'epoca non possedevo la gelatiera, né avevo alcuna intenzione di arricchire la mia collezione di caccavelle, comprandone una.
Quest'anno invece, grazie al progetto #LoveSeverin, sono diventata felice ambasciatrice di questa gelatiera qui. E allora daje a sperimentare. ^^



E torniamo alla ricetta geniale di Federica che, come accade ormai sempre più spesso, è stata copiata senza citare la fonte. Che novità, eh? 
Ci sono in rete ricette tanto note che se non  le si attribuiscono ai legittimi autori si rischia solo una gran brutta figura. Che stupidaggine!
Il caso della Torta al formaggio di Paola Lazzari, finita persino su D di Repubblica a firma di una blogger, ne è un esempio eclatante (leggete QUI e ridetene tutti... Ne vale la pena!), ma anche la Crostata di mele e mandorle di Adriano Continisio rifatta in TV o le Olive in crosta di Nadia Ambrogio, dopo anni e anni di onori tibutati dal web, riprese pari pari su un noto magazine on line per una sponsorizzazione di un marchio molto conosciuto. E tante tante altre che non sto qui a menzionare: l'elenco sarebbe lunghissimo.
Altro fenomeno diffusissimo nella fuffblogosfera è quello di copiare ricette da libri di successo, modificare qualche grammatura, cambiare il nome al piatto -l'uso dei superlativi assoluti anche di fantasia è la prassi- e appropriarsene impunemente.
 Le campionesse mondiali del copia/incolla che hanno costruito il loro successo mediatico sul lavoro e la sperimentazione altrui oramai non si contano più. Che tristezza! :(
E poi ci lamentiamo se chef e giornalisti ci guardano con sospetto definendo  le foodblogger, nella migliore delle ipotesi, come categoria di belle donne che "mangia sempre gratis"!!! L'infelice "battuta" sfuggita ad un famoso giornalista l'ho sentita recentemente con le mie orecchie purtroppo...  Che vergogna! 
E allora come dar torto  a Licia Granello che invoca provocatoriamente un esame di stato per diventare foodblogger oppure a Valerio Massimo Visintin che sistematicamente spara a zero su tutta questa fuffa intorno al cibo?
No, cari miei, non voglio essere accomunata a questa pletora di arraffoni: non chiamatemi foodblogger, please!
 Bando alle amarezze. Consoliamoci con la fresca dolcezza di un gelato al limone buonissimo, semplice da realizzare in casa, e soprattutto genuino come  la bella e brava Federica che ringrazio di cuore.


Gelato al limone di Federica



Ingredienti:

150 gr zucchero (ne ho aumentato, a gusto mio, un pochino la dose con l'aggiunta di zucchero vanigliato)

200 gr latte parzialmente scremato
250 gr panna fresca
succo di 3 limoni pari a circa 120 gr. ( quando trovo limoni bio unisco anche la buccia di 1.)

Spremere il succo dei limoni e filtrare.
Con il mixer ad immersione frullare zucchero, succo e latte.
Fare riposare in frigo per 15 minuti.
Versare in gelatiera, unire la panna, miscelare e avviare la macchina.

In meno di 30 minuti il gelato sarà perfetto.


Alla prossima,



Ornella

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lunedì 27 giugno 2016

Granita al caffè come quella del bar in meno di 30 minuti

Uno dei primi post su Ammodomio fu dedicato alla preparazione della Granita al limone come quella del bar. Quanto studiai e quante prove feci per trovare un equilibrio tra gli ingredienti che consentisse alla granita di rimanere morbida. Allora mi ero rifiutata di comprare la gelatiera e quindi cercavo una soluzione per non faticare troppo a grattare il blocco di ghiaccio che puntualmente si formava in freezer. Insomma, l'esperimento riuscì abbastanza bene tanto che ancora oggi è uno dei post più cliccati di questo blog.
 Bene, vi devo confessare che dopo 7 anni mi sono convertita alla Gelatiera grazie a Severin ed al suo progetto #loveSeverin!
E' da Gennaio scorso che ce l'ho e non vi dico neppure le quantità e varietà di gelati che ho già prodotto in questi mesi. ^^
La gelatiera (mod.EZ 7404è veramente fantastica, di poco ingombro, leggera e semplicissima sia da usare che da pulire. Seguendo le istruzioni e le ricette contenute nel libretto di istruzioni si possono produrre gelati ottimi in pochissimo tempo. La cosa davvero interessante è che i gelati, una volta fatti e conservati in freezer in contenitori ermetici, rimangono cremosi come quelli industriali senza aggiungere il neutro o lo zuchero invertito.
Da quando la gelatiera di Severin è arrivata a casa mia, tengo sempre il cestello nel freezer (occupa poco spazio) e appena abbiamo voglia di gelato lo preparo in pochissimo tempo. Insomma, se siete fra quelli che hanno resistito all'acquisto fino ad oggi, lasciatevi tentare e ne sarete entusiasti come me. E non ve lo dico per fare il solito "spottone" pubblicitario... Oramai, se mi seguite da tempo, credo sappiate che da queste pagine non racconto frottole.
E veniamo alla Granita al caffè...
 Incredibile a dirsi, se possedete questo oggettino fantastico, la preparate e la servite in meno di 30 minuti!
 Se invece non ce l'avete, riempite con lo stesso composto di caffè, acqua e zucchero ben miscelati, quei sacchetti di plastica per fare il ghiaccio. Quando i cubetti saranno pronti, potrete tritarli con un cutter o con un frullatore. Vi toccherò però aspettare che ghiaccino...

 Granita al caffè come quella del bar


Granita al caffè


Ingredienti per 6 persone:
400 ml di caffè freddo
200 ml di acqua fredda
zucchero supefino tipo Zefiro a piacere

panna da montare

Preparare il caffè come al solito,allungarlo con la quantità di acqua indicata mescolare benissimo  e tenerlo in frigo a raffreddare dopo averlo zuccherato tutto subito secondo i vostri gusti.


gelatiera_severin


 Appena la miscela di acqua e caffè sarà ben fredda versarla nel cestello della gelatiera. In meno di 15 minuti  la granita sarà perfetta. Guarnire con panna montata e servire subito.


granita_al_caffè

Vi dò appuntamento al prossimo esperimento con un gelato alla vaniglia, senza uova, composto da 3 soli ingredienti.

Alla prossima,

Ornella

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sabato 4 giugno 2016

Budino al cioccolato pronto in 5 minuti|Ricetta senza zucchero, uova, burro

Alzi la mano chi non è andato mai in visibilio per un cucchiaino di quel budino buonissimo in vendita nei supermercati col nome di coppa malù... Inoltre vorrei tanto conoscere qualcuno che non abbia mai ceduto alla tentazione di comprare le bustine di preparato già pronto del tipo cameo, royal, solo per citare i più noti... Ma che bisogno c'è, dico io, di prendere 'sti benedetti prodotti già pronti - chenonsisamaibenecosac'èdentro- se per fare un ottimo budino ci vogliono veramente 5 minuti?
 Il primo post di  Ammodomio fu proprio un budino al cioccolato. Ebbe un buon successo nel forum de La Cucina Italiana. Ora però da anni ne preparo un'altra versione ancora più semplice, più leggera e più veloce.  L'ho sempre fatto a occhiometro fino a quando Ilaria non mi ha raccontato che sua figlia  Elisa va matta pe i budini. Allora ho pesato tutto e le ho inviato la ricetta con un messaggio vocale su WhatsApp. ^_^ Ormai con la tecnologia sono un drago... E chi mi ferma? :D Solo che poi l'ho cancellato e la ricetta è andata persa.^_^
 Vabbè come è andata a finire lo sapete, vero? Sennò andate a vedere in quanti modi diversi e raffinati lo prepara Ilaria, sempre partendo dalla stessa base.
Oggi però riflettevo su un altro fatto... Sull'uso smodato che si fa di prodotti pronti proprio per nutrire i più piccoli. Non li rimpinziamo forse un po' troppo di creme spalmabili, di nutelle e affini,  eccessivamente ricchi di grassi e zuccheri?
Premetto che non ho nulla contro questi prodotti... se sono in vendita non contengono  certo veleni. E'  piuttosto l'abuso che se ne fa che potrebbe essere dannoso, come per qualunque altro cibo. Se pensiamo che intere generazioni sono cresciute a merendine confezionate, a panenutelle varie, nessuno se ne scandalizza più di tanto. Io stessa, per esempio,  uso "innominabile Enne" in certi dolcetti un po' "cialtroni" tipo questo qui che ogni volta viene letteralmente divorato da grandi e piccoli. Insomma qui non siamo i  soliti gastrofighetti fissati del fattoincasatutticosti. Epperò se in molti mi  dicono che alle festicciole dei bambini oggi va a ruba esclusivamente pane e nutella qualche domanda me la faccio. Non sarà il caso di trovare qualche escamotage per diminuire zuccheri, proteine e grassi, senza modificare il gusto del risultato finale?
 Ok, la sto facendo lunga assai... andiamo alla ricetta del budino al cioccolato senza zucchero, uova e burro che ho preparato seguendo il metodo di Paola Lazzari, quello della sua crema pasticcera perfetta.
N. B. Se invece siete abituati al metodo tradizionale usate il procedimento che ho indicato ad Ilaria. Sciogliere la maizena nel liquido freddo (tutto), aggiungere il cioccolato spezzettato e portare a bollore mescolando.

Budino al cioccolato pronto in 5 minuti


Budino al cioccolato in 5 minuti


 Ingredienti:
200 gr di cioccolato fondente al 50% (*)
2 cucchiai di amido di mais (Maizena)
250 ml di latte +250 ml di acqua (**)

(*) potete usare il cioccolato che vi pare:al latte, al gianduia, oppure fondente con una percentuale maggiore di cacao. In questo caso, se il budino non vi piace troppo amaro, dovete sciogliere un cucchiaio di zucchero nel latte caldo oppure mescolare il fondente a quello  al latte nelle proporzioni che preferite.
(**) La parte liquida può essere composta da acqua e latte come faccio io, oppure da solo latte intero o scremato del tutto o parzialmente, ovvero da latte ad alta digeribilità. L'importante è che il liquido totale sia pari a 500 ml.


Stemperare bene la maizena con un poco di liquido freddo (mi raccomando che sia freddo) preso dal totale(circa mezzo bicchiere) fino ad ottenere una pastella senza grumi e non troppo densa e tenetela da parte. In un pentolino fate arrivare a bollore il latte con il cioccolato a pezzettoni. Quando il cioccolato sarà sciolto e il liquido bollente, versarvi dentro la pastella di amido e mescolare vigorosamente. In pochissimi minuti il composto si addenserà e non ci sarà rischio di grumi.  Lasciar cuocere quache secondo e togliere dal fuoco.



Versare la crema in coppette individuali; coprire con pellicola e far raffreddare in frigo. 

D'inverno,  appena fatto, bello caldo è da sballo. ;)  D'estate servire  ben freddo con panna montata o come si preferisce. Può essere inoltre un'ottima farcia per bigné e dolcetti vari...

 Buon fine settimana,

Ornella

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