venerdì 21 aprile 2017

Meringhe con la ricetta di Iginio Massari

Dopo anni e anni di esperimenti sul campo, credevo di sapere tutto sulle meringhe....
E invece da quando ho visto il video di una lezione di paticceria del maestro Iginio Massari, si è insinuato nella mia testa il tarlo di provare la sua ricetta.
Massari, col suo dire che non ammette repliche, afferma in tono perentorio che la meringa ben fatta non deve essere  delicatissima ed estremamente fragile; deve essere invece croccante e friabile; non si deve sbriciolare al primo colpo tanto da consentire un taglio perfetto.
   In verità le mie sperimentazioni fino ad oggi erana state tutte in una sola direzione: diminuire  al massimo la quantità zucchero e i tempi di cottura. Oltre a queste qui, a risparmio energetico, avevo tentato con successo proporzioni ancora inferiori tra zucchero e albumi e devo dire che mi erano venuti dei gusci meravigliosi: leggerissimi, non stucchevoli,  molto friabili, che si scioglievano in bocca. 


Perché allora sovvertire tutti gli equilibri che faticosamente avevo conquistato? Per la semplice ragione che i maestri vanno ascoltati.
Secondo Massari infatti,  per una meringa perfetta la proporzione canonica tra albumi e zucchero è di 4 a 1. Che esagerazione, direte voi... E invece devo ammettere che vengono fuori delle meringhe perfette in 5 minuti di planetaria! 
Quello che ho imparato è che dobbiamo variare la quantità di zucchero non solo a seconda dei gusti, ma anche per l'uso che vogliamo fare delle meringhe. Per una torta farcita,  in cui inevitabilmente la meringa tende a perdere croccantezza; oppure per i classici Bengasini  che vorremmo conservare intatti per molti giorni, la proporzione maggiore di zucchero dà un risultato davvero eccellente. Pensate che le meringhe siano troppo dolci e stucchevoli? Niente affatto! Ve lo posso assicurare.
Detto questo, vi devo confessare che non ho seguito alla lettera il maestro: ho messo meno zucchero (in proporzione 3 parti di zucchero su  circa 1 albume) rispetto alla sua ricetta. Il taglio perfetto che vedete in foto dimostra che sono venute benissimo. 😄  Non me ne voglia il maestro...

Meringhe con la ricetta di Iginio Massari


Per ogni albume (pesato)
 3 parti di zucchero superfino tipo Zefiro ( oppure una parte di Zefiro e 2 parti di zucchero a velo vanigliato)
mezzo limone per sgrassare  bene la ciotola della planetaria

Pesare gli albumi e lo zucchero (dividendolo in tre parti uguali).  Strofinare il mezzo limone all'interno della ciotola della planetaria quindi mettervi gli albumi e una parte dello zucchero. Cominciare a montare quasi alla massima velocità e dopo un minuto circa inserire in due volte lo zucchero rimanente. Nel giro di circa 5 minuti la meringa sarà pronta: stabile e lucida.

Accendere il forno in modalità ventilata a 120°-130°, quindi formare le merighe con l'aiuto di una sacca da pasticceria , sulle teglie ricoperte di carta forno. Infornare e lasciar cuocere per minimo un'ora (a seconda della grandezza). Spegnere il forno e lasciare le teglie all'interno per tutta la notte.
 Se non si possiede la fuzione ventilata, la cottura dovrà avvenire in forno leggermente sfessurato.
Per chi desiderasse glassare col cioccolato le piccole meringhette tipo Bengasini, Qui troverà tutti i segreti per svolgere l'operazione alla perfezione.



Buona giornata a tutti,

Ornella


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mercoledì 5 aprile 2017

Tagliolini freschi con le cozze

Tempo fa discussi  animatamente  per confutare la famosa teoria della ERRE secondo la quale le cozze nere non si potrebbero mangiare nei mesi che contengono appunto la lettera dell'alfabeto in questione. Qui ne  ho spiegato diffusamente le ragioni, confortata dal parere di altri, molto più esperti di me.
Oggi mi accorgo con piacere che i più strenui sostenitori di tale teoria pare abbiano rivisto le loro posizioni apodittiche, senza ovviamente fare un cenno al fatto che si siano ricreduti. E so' soddisfazioni! ^_^ Allo stesso modo è sparita dalle loro disquisizioni "colte" in materia di cozze e frutti di mare, un appellativo scherzoso (Capr'alles) con il quale i  tarantini definiscono i coltivatori di cozze, scambiato erroneamente per il nome specifico di questi alacri lavoratori del mare.
 Meno male che col passare degli anni e qualche discussione piuttosto accesa, gli "orrori" diffusi sul web con alterigia e presunzione, via via vengano corretti. Anche se, purtroppo, ne rimane sempre traccia...
  C'è un'altra faccenda che nel corso degli anni mi ha fatto storcere il naso più di una volta. La storia che in certi piatti, come appunto la pasta con le cozze o  con le vongole, in bianco, aggiungendo all'intingolo l'acqua della pasta, si ottenga una "cremina". La teoria è che "mantecando" a fine cottura con un po' d'acqua, l'amido rilasciato dalla pasta addennsi il sughetto. A prescindere dal fatto che il termine mantecare è usato impropriamente, in quanto la mantecatura avviene aggiungendo un grasso freddo ad una preparazione calda e fuori dal fuoco, torno a ripetere per l'ennesima volta che la pasta di buona qualità non dovrebbe rilasciare amido in cottura. Più l'acqua rimane limpida e non limacciosa, migliore sarà la qualità della pasta che stiamo cuocendo.
Se proprio siete amanti della famosa "cremina" potrete ottenerla con la pasta fresca.
 Ottimo e gustosissimo infatti è un piatto di tagliolini  freschi, quelli all'uovo, cotti con un sughetto di cozze veloce veloce.
Tagliolini freschi con le cozze


250 gr di tagliolini freschi
200 gr circa di cozze nere a frutto netto
5 cucchiai di oio extravergine
una decina massimo di piccoli pomodori ( d'inverno gli inserti sono ottimi)
1 spicchio di aglio
prezzemolo, sale e pepe q.b.
Pulire accuratamente le cozze e aprirle a crudo, conservando e filtrando il loro liquido prima di cominciare la cottura.
In una larga padella far imbiondire l'aglio nell'olio, insieme a due tre cozze, quindi aggiungere i pomodorini tagliati a pezzetti e lasciar addensare leggermente il sugo. A questo punto togliere l'aglio, versare in padella l'acqua delle cozze e portarla a lieve bollore prima di calare i tagliolini. Sorvegliare la cottura della pasta, aggiungendo altra acqua calda se necessario. Solo all'ultimo mettere in padella tutte le cozze e lasciar cuocere per massimo 3 minuti. Assaggiare ed eventualmente aggiustare di sale.
Cospargere di pepe nero macinato al momento i piatti di servizio, quindi impiattare e completare con poco prezzemolo spezzettato a mano.

 In pochi minuti avrete ottenuto così un piatto da leccarsi i baffi, degno dei miglori stellati.
 Alla prossima,

Ornella

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