lunedì 20 ottobre 2014

Beijinho de coco / Bacetti al cocco

Dopo tanto tempo mi riaffaccio un attimo qui su AMMODOMIO per lasciarvi la ricettina semplice, semplice, di questi bacetti al cocco, parenti stretti dei Brigadeiros di Ornella...li avevo preparati durante i Mondiali di calcio, quando prendemmo la decisione di pubblicare un dolcetto brasiliano ogni qual volta la nostra Nazionale avrebbe giocato...sappiamo poi come andò a finire, per cui questa delizia è finita nel dimenticatoio per quattro mesi.

Ornella mi ha intimato di pubblicarla lo stesso, per fare coppia con i  "cugini scuri" Brigadeiros dell'altra settimana e lo avrei fatto subito se non avessi perso il "pizzino" su cui avevo appuntato le dosi.
 
 In effetti questi Beihinhos sono, come i Brigadeiros, comunissimi ad ogni festicciola brasiliana che si rispetti e le ricette sul web sono tantissime e variano di poco l'una dall'altra. Il problema è che spesso viene indicata una dose di cocco superiore al necessario e il pericolo è che questi pasticcini, più che bacetti, finiscano per diventare dei sassolini duri e secchi. Quindi attenzione alla quantità di farina di cocco, pochi cucchiai bastano per dare al bacetto sapore, profumo e morbidezza !!
 
 
 
 

Beijinhos de coco / Bacetti al cocco




 

1 latta di latte condensato zuccherato (397 g)
1 cucchiaio di burro
4-5 cucchiai di farina cocco
vaniglia
cocco o zucchero per rivestire i bacetti


In un pentolino dal fondo pesante versare il latte condensato, il burro e la vaniglia. Portare all'ebollizione, mescolando continuamente per evitare che il composto bruci o si attacchi al fondo del tegame. Raggiunta l'ebollizione, cuocere ancora per 4-5 minuti in modo che il composto si addensi, sempre mescolando.

Si può usare anche  il MO, cuocendo il composto alla massima potenza per tre- quattro minuti.

Togliere dal fuoco, unire la farina di cocco e mescolare bene: la dose di cocco è indicativa, diciamo intorno ai 20g, ma volendo se ne può mettere un po' di più, se preferite un bacetto più consistente e con un marcato sapore di cocco.
Versate il composto su un piatto unto di burro (va bene anche del burro di cacao) e lasciate freddare il tutto in frigo, ben sigillato.

Quando la massa avrà preso consistenza, formate delle piccole sfere, ungendovi le mani appena con del burro o burro di cacao. Rotolate i Beijinhos formati nella farina di cocco o nello zucchero semolato e posizionateli in dei pirottini. Si conservano per una decina di giorni al fresco, in una scatola a tenuta ermetica in modo che non assorbano odori.
Per decorare in Brasile usano dei chiodi di garofano, uno per Beijinho, posto sulla sommità.





 

Uno tira l'altro e secondo me sono più buoni dei Brigadeiros di Ornella :D
 
 
 
 
 
 
 
A presto,
 
Paola








Testi ed immagini sono protetti dalla legge sul diritto d'autore n. 633/1941 e successive modifiche.

giovedì 16 ottobre 2014

Cucuzzata al #WBD14

Stiamo pubblicando poco in quest'ultimo periodo, ma alla nona edizione del WBD non potevamo mancare! Vi ricordate i Taralli pugliesi, il Pancarré con metodo Tang Zhong? E il buonissimo pane a ciambella di semola di grano duro dello scorso anno?
Quest'anno mi sono data da fare davvero all'ultimo momento. E se ho una buonissima ricetta di un pane salentino tradizionale da pubblicare oggi, lo devo solo alla mia amica Maria Concetta che a tarda notte mi ha trovato quello che cercavo. Grazie mille, amica mia!

Cucuzzate

A dire il vero mi ero intignata a sulla  Scéblasti, paninetto tipico di Zollino, che è un paese della Grecìa salentina. Come al solito però di fuffa in giro sul web ce n'è tanta, ragion per cui, in macanza  dell'illuminato parere dei miei esperti di fiducia in materia di cucina salentina d.o.c. (leggasi prof. Pino De Luca ;) ), non mi sono avventurata su una strada sconosciuta, non avendo il tempo di approfondire come si deve. Vabbè... Anche la Cucuzzata ha la sua storia e una sua riconosciuta dignità...
 Pane povero e contadino per eccellenza - come tutti quelli che appartengono alla grande categoria di pani salentini - originario  di Santa Cesarea Terme, la Cucuzzata è immancabile anche sulle tavole di Vitigliano, dove ogni anno, a Luglio, le è dedicata una affollatissima sagra.
 Andiamo dunque alla ricetta, tratta da" Pucce, piezzi e friseddhre", di Rossella Barletta, da cui sono partita per elaborarla "ammodomio", senza, ovviamente, snaturarla.

Cucuzzata

http://ammodomio.blogspot.it/2014/10/cucuzzata-al-wbd14.html

Ingredienti per circa 16 Cucuzzate:
per l'impasto
400 gr di farina (metà 00 e metà di forza W400)
3 gr di lievito di birra fresco
350-380 gr circa di acqua
2 gr di zucchero
5 gr di sale
poca semola di grano duro per lo spolvero

per il condimento
200 gr di zucchine
3 piccole cipolle ramate
5 pomodori appesi ( detti al filo o 'nserti)
una manciata di capperi
una manciata di olive nere come queste qui
un pizzico di peperoncino
un pizzico di origano
4 cucchiai rasi di olio extravergine
sale q.b.

Per prima cosa impastare un lievitino in un bicchiere usa e getta con 25 gr di acqua, il lievito di birra, lo zucchero e 1 cucchiaio di farina preso dal totale. Coprire con pellicola e lasciar attivare, quindi, a mano, impastare, in una ciotola, la farina con il lievitino, l'acqua e il sale. Sollevare l'impasto dal basso verso l'alto, battendolo bene fino a che non avrà una consistenza elastica e sarà liscio e omogeneo. Coprire la ciotola e portare  l'impastoal raddoppio in forno spento. Nel frattempo preparare il condimento. Tagliare le zucchine a dadini, affettare le cipolle e metterle a stufare insieme a fuoco moderato in un tegame con l'olio. Non devono cuocere troppo ma devono perdere la loro acqua. A questo punto aggiungere i pomodori spellati, un po' di sale e lasciar cuocere per pochi minuti. Infine a fuoco spento mettere i capperi, le olive* e il peperocino in polvere. Lasciar freddare bene il composto prima di mescolarlo all'impasto lievitato. Lasciar riprendere la lievitazione prima di procedre alla formatura delle cucuzzate. Nel frattempo preparare una teglia a bordi bassi su cui disporre 16 quadrati di carta forno spolverati di semola di grano duro. Quando l'impasto si sarà gonfiato nuovamente, con le mani, staccarne dei pezzi cercando di arrotodarli, passandoli da una mano all'altra, ma senza preoccuparsi troppo della forma, e deporli sui quadratini di carta forno. Coprire  la teglia e lasciate riposare le cucuzzate almeno 30 minuti. Accendere il forno a 250° C,  porvi la teglia sul fondo per circa 5-6 minuti, quindi sistemarla sulla grata di mezzo fino a cottura.
A cottura ultimata, laciate itiepidire le Cucuzzate su una gratella, prima di gustale.

*Le olive si aggiugono con il nocciolo per evitare che l'impasto si tinga di nero. Ergo bisogna fare attenzione quando si mangia una Cucuzzata.


Cucuzzata

Il risultato ottenuto con questa ricetta è stato un pane straordinariamente buono, morbidissimo, saporito e che si conserva benissimo anche il giorno dopo. Può essere gustato da solo o farcito con  salumi affettati sottili.




Un grazie sentito a Zorra per questa stupenda iniziativa che ogni anno ci regala grandi ricette e nuove emozioni.

Alla prossima,

Ornella

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